Diaries
Quel che resta di 365 fotografie e di una città
Un diario quotidiano della durata di un anno in cui il luogo esplorato è apparentemente vicino: la provincia italiana.
Una città qualunque per raccontare tutte le province d’Italia. Del mondo occidentale?
Sono scatti commentati con una lingua a volte cruda, diretta, ma sempre intensa e poetica a cura dell’autore delle foto che si fa chiamare No-r-Way, con lui, ha collaborato ai testi Federica Campi, in quel caso li troverete firmati con le iniziali f.c.
Era un anno fa, cominciavamo a pubblicare “DIARIES_Quel che resta di 365 fotografie e di una città” di No-R-Way. Federico Tamburini mi aveva scritto con tono quasi implorante: signor Pereira ho bisogno di fotografare! Sentivo, in quelle parole, l’urgenza dell’artista, del ciclista che cerca la salita, dell’amante che cerca l’amata. Gli diedi carta bianca perché [...]
Quando piove e c’è nebbia, la notte, il faro della mia città entra in casa mia. Guardiano del faro prendimi con te, insieme ad aspettare i pescatori. Ovunque andrò, non ti potrò mai dimenticare.
A cercar lucciole, nella vecchia ferrovia metaurense… Vedi Diaries 227
Esistono tanti controsensi, ma la piscina dello stabilimento balneare a venti metri dal mare li batte tutti!
Ho l’assoluta certezza che questa sia l’ora preferita dagli alberi. Rimirano le loro ombre e giocano a chi proietta quella più lunga e perfetta. Pare vinca sempre quello sulla destra.
Quanto ridevano queste due bimbette! Come solo a quell’età si sa fare. Detto tra noi: il motivo di tanta ilarità era dovuto all’assistere alle prove generali di una delle più grandi soprano del mondo ma, a quanto pare, quei gorgheggi, acuti, falsetti, dovevano sembrare proprio ridicoli alle loro orecchie! E osservarle era una gioia.
E’ cominciato, nella mia città, il festival della felicità.
La mia città, senza vergogna… dai terrazzi odor di fosso. Morte di un tramonto
Credo sia stato l’inverno più lungo della mia vita. Basteranno gli ombrelloni a proteggerci dal freddo?
In cosa credo? Non lo so, mi accorgo solo ora di non essermelo mai chiesto. Ed ho paura del futuro incerto delle mie figlie. (Sergio, 45 anni, _operaio specializzato_ “ma tu scrivi ingegnere!!”)
L’ultima volta, qualcuno ha vinto per me un orsetto con gli occhiali da aviatore. Oh Luna Park, l’unico a volare era il mio cuore. federica campi
Al tramonto si torna a casa, stanchi, dal lavoro. Passo più tempo con Giovanni, compagno di lavoro, che con chiunque altro a questo mondo. Al tramonto si torna a casa, stanchi, dal lavoro. Ma è venerdì, ed è il tramonto, e per un attimo siamo le persone più felici sulla faccia della terra.













