apr 17
100 grammi » n°16
Ci si può ancora commuovere, dopo tutto. Come quando ti organizzano una festa a sorpresa, e dopo il buio, e tutto quel che serve alla causa, tra persone che si stringono intorno a te, vedi tuo padre. Luminoso e immancabilmente malinconico.
In libreria mi ritrovo tra le mani un libricino. Lo apro:
«A mio padre
e a tutti gli altri padri
che hanno pianto durante la guerra»
TERRA E CENERE, Atiq Rahimi, 81p – 2 ore e 10 minuti
Il dolore o si trasforma in lacrime e scende giù dagli occhi, o diviene spada e ti arriva sulla lingua. Oppure talvolta si trasforma in una bomba all’interno del cuore. In alcune persone il dolore si fa somma di tutti e tre. Quando si è con persone care, diventa lacrime, quando si rimane soli, è una bomba pronta a esplodere, quando si è in mezzo alla gente, il dolore diventa una lama tagliente.
E il tuo dolore Dastghír? Tu che hai visto i miliziani del governo saccheggiare e depredare le case del tuo villaggio, mentre eri al mulino, e che hai sentito l’esplosione delle bombe, e seppellito tua moglie e tua nuora e uno dei due tuoi figli. Il tuo dolore, che ancora non si è sciolto, con chi lo hai condiviso? Con chi hai vissuto il tuo lutto? A te è rimasto solo questo nipote che non può ascoltare più le tue parole – le parole non ascoltate non sono parole: sono lacrime. Il piccolo Yassín, non sa di esser diventato sordo; i russi hanno rubato tutti i suoni del mondo, il suono delle parole, il rumore delle cose. continua la lettura »
apr 17

Non mi sorprende il tempismo e la demagogia con cui Grillo cavalca in questi giorni la disaffezione dei cittadini ai partiti irrorando il nord di comizi all’insegna di temi di orientamento leghista. Avevo già segnalato una strana posizione del leader del Movimento 5 Stelle su un tema caro ai leghisti, la negazione dello jus soli, il diritto dei bimbi figli di immigrati nati in Italia di essere cittadini italiani.
Quella posizione così bizzarra – e fascista* – per un leader che pesca il suo elettorato prevalentemente a sinistra sembrava inspiegabile. Oggi quella presa di posizione di Grillo si spiega benissimo: dopo aver pescato a sinistra, va a pesca nelle riserve padane deluse dagli appetiti della famiglia Bossi. Considerando che un anno fa a Bologna ha preso il 9,5% è facile prevedere che alle amministrative delle prossime settimane una percentuale a due cifre sia del tutto verosimile.
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apr 16
Frammenti » n°10

La cantante Mathangi “Maya” Arulpragasam, è conosciuta universalmente con il suo pseudonimo M.I.A. E’ l’acronimo di “Missing in Acton”, un gioco di parole tra “Missing in Action” (“disperso in missione”, nel gergo militare) e Acton, sobborgo di Londra. M.I.A. ha sempre trovato qualche sistema originale per far parlare di sè a parte la sua musica: video censurati, testi sconsigliati ai minori, nomination agli Oscar per un brano presente nella colonna sonora di The Millionare di Danny Boyle. Anche questa volta sembra avere trovato un metodo ugualmente efficace.
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apr 16
Distorsioni » n°22
Ogni lunedì leggiamo, analizziamo, commentiamo i fatti di cronaca e i grandi temi dell’attualità politica e sociale con un “editoriale”, o meglio una “distorsione”, facendo parlare una canzone, un autore o un album.
In questi giorni nella Lega è stato tutto un tripudio di scomuniche più o meno credibili, più o meno fasulle – chi pensa davvero che Maroni non sapesse nulla della provenienza del denaro con cui i figli di Bossi compravano le Porsche?
Detto ciò, è vero che la stessa Lega ha saputo fare passi chiari per spingere alle dimissioni tanto il segretario Bossi, quanto il consigliere regionale Bossi e l’onorevole Mauro, atteggiamento non osservato nè coi Penati nè coi Cosentino ecc., appartenenti agli altri grandi partiti.
Non va dimenticato che le evidenze erano tali che il ridicolo ha facilitato la messinscena del giogo padano – #ettecredo – probabilmente annullando il rischio di danni elettorali.
Nel caso della Mauro – ancora oggi ferocemente abbracciata alle sue poltrone-stipendi e sorda alle richieste di dimissioni – si è osservata una inedita (per la scena italiana) e pubblica presa di distanze da parte del partito, costretto dalla base a dire a Rosy: “Insieme a te non ci sto più”. continua la lettura »
apr 15
Sotto il cielo del fado » n°86
Che ci sia una grande passione, nonostante tutto, fra Portogallo e Spagna è indubbio. Nonostante le guerre passate, nonostante la lingua diversa, nonostante personalità dell’una e dell’altra sponda tengano comunque a difendere la propria cultura e la propria storia, che sia castigliana o lusitana non importa. Il grande Josè Saramago nel suo “La zattera” faceva sì che la penisola iberica si staccasse dal resto dell’Europa e rappresentasse la nuova Atlantide. E negli ultimi della sua vita, il premio Nobel visse fra Lisbona e Lanzarote sostenendo che Spagna e Portogallo dovessero finire uniti in un solo Stato e in una sola lingua. Una provocazione, certo, ma con radici molto profonde. continua la lettura »
apr 13
Sognalibro - Libri Paralleli » n°28

Se l’emozione che nasce dalla lettura di un romanzo deriva per metà dalla bellezza del romanzo stesso e per metà da un’esperienza personale, come raccontarla?
In realtà l’ho già fatto due volte: una con i libri di Magda Szabo e una con il fumetto Marzi. E ora è tempo di arricchire il tema letteratura femminile emozionale con altri due libri.
“Il tempo delle donne” di Elena Cižova racconta della Russia dei primi anni sessanta. La protagonista è Antonina, giovane operaia incinta di un uomo che l’ha abbandonata.
La soccorre lo stato sovietico, assegnandole un alloggio in coabitazione con tre anziane donne. Saranno loro a prendersi cura della bambina, occupandosi della sua educazione.
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apr 12
Ivan il Terribile » n°26
Questa settimana voglio adeguarmi al clima giocoso che si respira nel nostro paese dove abbondano quiz a premi in tv e dove, SCANDALOSAMENTE, lo Stato sta aumentando a dismisura le occasioni per far perdere interi stipendi a poveri disperati di fronte a slot-machine, gratta e vinci e superextramaxienalotti pubblicizzati in maniera truffaldina a dire poco.
Il mio quiz è molto più innocuo. Vi do cinque indizi e chi prima indovina il film più è bravo; ovviamente parlo di un film nelle sale in questo periodo.
1- Nazionalità: è un film francese
Se vi piace l’azzardo e siete così pazzi da giocare anche al poker on-line, potreste già buttarvi…
2- Genere: è una commedia che si occupa soprattutto di relazioni umane, ma che non disdegna anche una lettura “sociale” degli eventi.
Se siete di quelli che giocano al lotto con l’illusoria teoria del raddoppio, allora potreste rischiare, troppo, anche in questo caso e tentare la sorte… continua la lettura »
apr 11
La signora Maria è l’ultimo esempio in ordine di tempo di quelle persone – tante – che mi dicono: “Dottor Pereira, questa volta non andrò a votare”.
Non si riferiscono a delle elezioni in particolare. Si tratta di persone che ci sono sempre andate a votare e che in vista della prossima volta, quando sarà, non ci andranno.
Nella mia esperienza quotidiana questi incontri hanno assunto dimensioni epidemiche.
Credo che con il doppio uppercut Lusi – Belsito/Bossi la credibilità dei partiti abbia incassato un colpo definitivo che sta spingendo il non voto verso e oltre il 50% la quota degli aventi diritto. I partiti stanno precipitosamente e goffamente correndo ai ripari con una certezza da parte mia: comunque vada sarà un disastro.
Provo a spiegare perché. continua la lettura »
apr 10
100 grammi » n°16
«Il dottor Kafka ha 59 anni. Dai ragazzini che frequentano la sua lezione viene chiamato il “Dottor Kishka”. Nome affibbiato da me. Il suo alito cattivo, che alle cinque del pomeriggio è aromatizzato dai succhi intestinali, rende a mio parere estremamente appropriata la parola Yiddish per “interiora”».
Ho sempre voluto che ammiraste il mio digiuno – Ovvero guardando Kafka, Philip Roth, 40p. – 33minuti
Piccolo saggio, racconto sul destino e sul suo gioco; un atto d’amore e di appartenenza.
Che cosa sarebbe successo a Franz Kafka se non fosse morto di tubercolosi a quarant’anni? Forse sarebbe scampato all’olocausto, rifugiandosi all’estero, negli Stati Uniti, per esempio; e qui sarebbe diventato l’insegnante del piccolo Philip Roth e l’amante di sua zia. Roth si immagina questo e altro, tracciando scenari imprevedibili, lasciando presagire l’ineluttabilità del destino.
«Niente Processo, niente Castello, niente diari. Le carte del deceduto non vengono reclamate da nessuno e scompaiono. Svanisce così ogni traccia del dottor Kafka.»
Ovvero guardando Kafka è stato pubblicato per la prima volta sull’American Review nel 1973; in Italia è rimasto inedito fino ad oggi.
Federico Tamburini
pubblicato per la prima volta su finzionimagazine.it