TEMI CALDI: Governo Monti - Viaggio in Ecuador - Fado

Che tenerezza quegli elettori leghisti

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Cosentino-PapaDevo confessare di avere una passione per un esercizio, un gioco che mi viene spontaneo (tanto da tentarmi di farne una rubrica), quello di leggere e interpretare un fatto di cronaca utilizzando un altro contenuto che compare sullo stesso giornale.

Mi ha molto colpito – in questi giorni di fibrillazione per il caso Cosentino, ritenuto da tre gradi di giudizio un pericoloso camorrista, altro che il già dimesso Malinconico – la storia di un giornalista coraggioso finito sotto scorta perché scrive della mafia di… Modena!

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Una ragazza da Tiffany: quando il titolo non rispecchia il contenuto del libro

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Il Sognalibro » n°23

In Italia abbiamo un problema (tra i molti già esistenti): non siamo capaci di creare bei titoli per film e romanzi stranieri.

Come Eternal Sunshine of the Spotless Mind è diventato Se mi lasci ti cancello, così Clara e Mr. Tiffany si è trasformato nel più amichevole Una ragazza da Tiffany. Un titolo che ha la colpa di evocare libri come Bridget Jones o I love Shopping, non rendendo giustizia al contenuto del libro.

Veloce da leggere, con uno stile senza pretese, Una ragazza da Tiffany di Susan Vreeland non è probabilmente Anna Karenina ma, nella sua semplicità, riesce a raccontare la donna e il suo rapporto con il lavoro in maniera profonda e riflessiva.

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Mio nonno, Monti e il cenone di capodanno

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Sbaglia chi fa diceva mio nonno.

Va bene, eravamo nell’ottocento ma la pregnanza dei detti popolari è sempre valida. Tutti noi facciamo del nostro meglio ma non sempre le ciambelle degli autori e dei lettori-commentatori riescono col buco. È umano. continua la lettura »

E ora dove andiamo

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Ivan il Terribile » n°12

Questa è la domanda che si pongono migliaia di spettatori che si recano ai multiplex ogni settimana.
Un tempo era diverso. Si sceglieva il film con largo anticipo e si andava nella salaE ora dove andiamo che lo proiettava. Ora no. I ragazzi, in branco, fissano appuntamento lì con poche (e confuse) idee su cosa vedere. Ho visto imbarazzanti conciliaboli di gruppi indecisi che talvolta arrivano a votazioni (ben poco) democratiche che prevedono rivendicazioni future e veti incrociati. E alla fine magari “scelgono” in base ai posti rimasti o altre variabili che poco o nulla hanno a che fare con i film stessi e illudendosi così di esercitare una sottospecie di libero arbitrio, mentre invece sono i programmatori che hanno già scelto per loro. Infatti, in genere, nelle 6, 8, 10 sale ricavate dai mostri di cemento, i film vengono pre-selezionati in base alla loro possibilità di “vendita abbinata” di pop-corn da “piazzare” alla modica cifra di 5 euro ogni 100 chicchi di mais (e poi ci lamentiamo della benzina). Insomma la libertà del frequentatore del multiplex è solo supposta (ed è noto dove vadano a finire le supposte…).

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Le parole sono importanti

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Ore 18, poltrona, pantofole, dalla finestra uno stanco vociare. Televisione accesa; all’improvviso un linguaggio inutilmente scurrile mi sorprende e mi desta dal mio torpore. Mi ritrovo a domandarmi: “Ti sembra un linguaggio accettabile?” Non intendo solo in TV, ma in generale nei media.
Pensiamo che su una piattaforma pubblica come una TV o come un blog sia possibile ignorare un progressivo abbassamento del livello del linguaggio? Pensiamo di no. Ma mentre per quanto riguarda altri media la cosa non dipende da noi, Radio Pereira la facciamo noi.

Per questo abbiamo preso alcune decisioni per favorire in tutti – lettori e autori – una riflessione sul linguaggio.
Con questo non vogliamo ridurre la vivacità dei dibattiti ma invitare i commentatori a sfidarsi sul piano dell’ironia e dell’efficacia delle argomentazioni.

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Niente orrore nell’errore

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Libere frequenze » n°9

Niente orrore nell’errore Gli errori non stanno nelle parole, ma nelle cose.

Ecco il piccolo cuore che batte lungo tutte le storie di questo libro molto bello, percorso dalle illustrazioni e dai segni inconfondibili di Bruno Munari, tra errori di ortografia che portano un’acua che non è più potabile, e un Giocondo Corcontento che si arrabia sempre con una b sola, così nessuno si offende, nessuno se la prende.

La grazia di fare errori che diventano storie, è la grazia con cui Rodari ha insegnato a partire dalla vita e alla vita tornare con molta energia, forza, voglia di imparare, necessità di capire e molta ironia, con cui la penna rossa è così rossa solo perché una raffica di vento le ha alzato la gonna un momento.
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Dedicato a Peppino…

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Distorsioni » n°7

Peppino ImpastatoQuesto numero di distorsioni nasce molto semplicemente, leggendo un commento di un lettore al post del nostro Norman Bates dal titolo: “il generale Monti alle grandi manovre della guerra di classe”.
Livio – il nostro commentatore – apprezza questo passo: “Le ‘leggi dei mercati’ sono fenomeni umani (non manifestazioni sovrannaturali) e come tali altri esseri umani possono combatterli e vincerli”, notando che sono un po’ “le stesse parole usate da Falcone riferite alla mafia”. E conclude:”razionalmente non posso che condividerle ma per ora la mafia si espande e così pure le leggi dei mercati…”
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Il loro nome è Maria

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Sotto il cielo del fado » n°71

Una delle canzoni più classiche del fado è Maria Lisboa, lanciata nel firmamento mondiale da Amalia Rodrigues. Il segreto di questo successo non è stata solo la voce della divina – e le successive interpretazioni che ne hanno fatto le più grandi cantanti del nuovo fado -, ma anche il binomio degli autori: il testo è di David Mourao Ferreira, la musica di Alain Oulman.


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Alla fiera dell’ovest

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Cartoline da(l) mundo » n°77

Alla fiera dell'ovest: Otavalo.

Quando le persone che ti consigliano una situazione superano la ventina, allora forse vale la pena ascoltarle.

Così sono arrivato ad Otavalo. continua la lettura »

Pina e (gli) incontri ravvicinati del terzo tipo

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Ivan il Terribile » n°12

Pina e (gli) incontri ravvicinati del terzo tipoDurante queste feste di Natale sono stato al cinema. Sì, lo so che non è molto originale, ma mentre milioni di persone riempivano (per modo di dire perché quest’anno gli incassi del periodo sono crollati) i multiplex per vedere Vanzina, Pieraccioni, Sherlock Holmes e Il gatto con gli stivali, io sono riuscito a recuperare Pina, il documentario di Wim Wenders su Pina Bausch e il suo teatro danza. Film uscito in sordina due mesi fa in appena quaranta città e che, piano piano, ha incassato oltre un milione di euro, a un passo, ad esempio, da faraoniche e strombazzate operazioni come Campovolo. Insomma, un VERO successo. Punto. Ma non è questo il punto. continua la lettura »

Grillo, Equitalia, i parlamentari e la violenza

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Grillo, Equitalia, i parlamentari e la violenzaIn questi giorni la politica “parlamentare” – dal berluschino Capezzone alla ortodossa Pd Serracchiani – crocifigge Grillo per aver detto: “Se Equitalia è diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze”. Mi chiedo cosa ci sia di ignobile e inaccettabile in questo.

Mi chiedo se la politica si esprima con tale inadeguatezza per calcolo e tic del potere o perché fatta da persone “emotivamente incapaci”, senza antenne nel mondo reale. Che in molti casi è un mondo di disperazione.

Così, nel giorno in cui gli “emotivamente incapaci” più pagati d’Europa censurano Grillo al grido di “Scherza col fuoco” e “Non si cavalca il malcontento” fino a “Inaccettabile l’idea di comprendere le ragioni di chi non ha ragione” (Di Pietro), succede che quattro (4) persone, nello stesso giorno di queste dichiarazioni arrivino a suicidarsi in preda alla disperazione. continua la lettura »

Lotus Plaza, These Years

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Ascolti distratti » n°42

Quando si parla di progetti solisti si fa riferimento ad uno spin off di un membro di una band che intraprende una carriera solista. Questo caso è leggermente diverso, Lockett Pundt non solo è la mente dietro i Deerhunter, band riferimento della scena indie e alt-country statunitense, ma è il leader di un movimento che parte dalle periferie estreme delle grandi città come Atlanta e arriva diretto a New York e Los Angeles, invadendo con le sue sonorità oniriche e i banjo distorti quasi tutti club in cui si fa musica dal vivo senza attenzione a particolari generi.
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