La scorsa settimana l’ex premier Romano Prodi ha lanciato una proposta molto potente, stranamente ignorata dalla stampa nazionale.
Ci ha messo una settimana, quella proposta, ad essere finalmente presa in considerazione dai vertici del Pd.
Chissà perché.
Ah, dimenticavo, la proposta è quella di fare primarie vere per eleggere i candidati in Parlamento nelle prossime elezioni a prescindere da una eventuale nuova legge elettorale. continua la lettura »
Federico Tamburini è tante cose, un fotografo, un appassionato di narrazione, un ottimo organizzatore. In tutte queste attività porta un dono: la sobrietà. Come può essere una sua rubrica di libri se non con la caratteristica che abbiano meno di 100 pagine? Preziosa. 100 grammi, la rubrica per chi trova la scusa “non ho tempo di leggere”
Sabato mattina. Caffè, giornale, due passi in centro, il sole negli occhi e nessun problema, vita borghese e la strana sensazione di sentirsi dei coglioni, comprensione a tratti; essere a un passo dalla svolta, quella definitiva, che non si è avuto mai il coraggio di prendere, ma oggi sì, senza indugio. Entro in libreria. Questione di secondi. Prima riga.
A cavallo dei trent’anni, vissi un periodo in cui tutto quello che toccavo, si trasformava in un fallimento.
Oggi va così. Pago, esco.
Sbarcare il lunario. Cronaca di un iniziale fallimento, Paul Auster, 115p — 3 ore e 20 minuti
Almeno lui ci ha provato. A dieci anni spalatore di neve, venditore di limonata sul marciapiede davanti casa… continua la lettura »
Non capisco cosa abbiano da lamentarsi. Li chiamano lavoratori precari e invece sono turisti instancabili, viaggiatori sempre pronti a partire per una nuova eccitante vacanza dalla disoccupazione. Sono i lavoratori “atipici”, diventati ormai così tanti da potersi considerare i più tipici tra i lavoratori in circolazione. Sono gli ex co.co.co, i neo co.pro, le partite iva, gli interinali, i tempi determinati. Sono trentenni che vivono come adolescenti tra altri adolescenti, ragazze che nascondono la gravidanza per non perdere il lavoro, uomini e donne non più giovani che finiscono in un call center a dire “Buongiorno, sono Marco”. continua la lettura »
In questi giorni il mondo della musica è stato scosso da diversi importanti avvenimenti. E se da un lato si piange la scomparsa di Etta James, icona della musica black e regina incontrastata del blues, dall’altro si festeggia l’impresa di Adele che giunge alla sedicesima settimana consecutiva di permanenza sulla vetta di Billboard, la classifica americana dei 200 album più venduti. La giovane cantante inglese, con il suo più recente album “21”, sorpassa i mostri sacri Beatles e Pink Floyd, fermi a quota 15 rispettivamente con Sergent Pepper e The Wall, e si prepara ad attaccare i detentori del record, ovvero Elvis Presley e Whitney Houston (presente per la colonna sonora di The bodyguard, non pare incredibile?).
E cosa accomuna la giovane rivelazione inglese con la matriarca del blues, tanto per usare una definizione cara ai giornalisti del settore? Di certo non la presenza sulle classifiche di Billboard: Etta James ha vinto nella sua carriera decine di awards di ogni tipo, ma al numero uno della classifica americana delle vendite non credo ci sia mai nemmeno avvicinata. continua la lettura »
Uno dei tanti amici che vivono (beati loro…) a Lisbona è un veneto di Portogruaro, insegnante e traduttore, autore, fra l’altro, assieme a me della guida su Lisbona e il Portogallo edita da Giunti. Gianluca Miraglia, questo è il suo nome, è colui il quale ha insegnato a José Mourinho l’italiano (ma non so se si deve a lui anche la famosa parola “pirla”, non me lo ha mai svelato) e che lo insegna a tanti portoghesi, ma ha anche il compito, per l’Istituto italiano di cultura, di insegnare il portoghese agli italiani che per lavoro si recano là.
Scusate per la citazione nel titolo di una hit firmata 883. E’ comunque un modo per adeguarmi al (basso) livello dei film di cui mi occupo oggi.
Andiamo con ordine; in principio è stato Giù al Nord, commedia francese di pochi anni fa che, ironizzando sulle differenze culturali e linguistiche fra Sud e Nord della Francia, divenne un successo clamoroso (miglior incasso di tutti i tempi in patria, battuto solo ora da Untouchables su cui torneremo). In Italia non ci pensarono due volte e qualcuno capì che, con opportuni accorgimenti, la vicenda si prestava bene per sfondare anche nel nostro Paese. E così, dietro lauto pagamento dei diritti, è arrivato Benvenuti al Sud con il lumbard Claudio Bisio che si ritrova suo malgrado in “terronia” e lì scopre che non tutto è come pensava. I produttori non hanno finito di contare i soldi (oltre 30 i milioni di euro incassati) che hanno subito messo in cantiere il seguito e senza spremere troppo le meningi hanno fatto uscire ieri nelle sale Benvenuti al Nord. continua la lettura »
Ieri su twitter l’hashtag (# per i neofiti) più utilizzato è stato responsabilità. Si riferiva alla codardìa di un capo che aveva colpevolmente portato la grande nave di cui aveva il comando in un luogo molto pericoloso ignorando le più elementari regole di governo dei natanti. Il tutto per motivi e interessi personali (piccoli in ogni caso al confronto con l’entità della responsabilità che aveva). Per fortuna un gruppo di ammutinati ha cercato di fare ciò che avrebbe dovuto fare lui, operare con senso del dovere per la salvezza di tutti. E’ dovuto intervenire un’altro capo, che si trovava a terra, in capitaneria di porto a Livorno, per richiamarlo ai dettami dell’etica della marineria. Eh, avercela, un’etica. continua la lettura »
Proseguiamo il ragionamento iniziato nella prima parte di questo articolo, ponendoci il secondo quesito che ci si affaccia alla mente in questi tempi: da che parte sta Mario Monti? Facciamo un passo indietro. Ricordate quando (pare passato un intero evo) Tremonti minimizzava la crisi italiana invocando il debito integrato? Sosteneva, l’allora super-ministro, che la situazione del bel Paese è migliore di altre in quanto l’alto debito pubblico sarebbe compensato da un alto (addirittura superiore) risparmio privato. Già al risuonare di tali dichiarazioni c’era da sentire puzza di bruciato. Vuoi vedere, mi dissi, che preparano il terreno per trasferire il risparmio dalle casse (piene) dei cittadini a quelle (vuote) dello Stato? Detto e fatto! continua la lettura »
Gli otto membri dell’orchestra si imbarcarono, come passeggeri di seconda classe, il 10 aprile del 1912 a Southampton, Regno Unito.
L’orchestra era formata da due sezioni, una era costituita da un trio (violino, violoncello, pianoforte) che suonò all’ingresso del ristorante A’ la carte; l’altra era diretta da W.Hartley, ed era composta dal primo violino J.L. Hume, dai violoncellisti P.C. Taylor e J.W. Woodward e dal contrabbassista J.F. Preston. Gli otto avevano una formazione classica ma erano capaci di interpretare le nuove melodie ragtime di gran moda nella Gran Bretagna di quei tempi. Infatti durante il viaggio il loro compito, in cambio di vitto e alloggio e di poche sterline, era quello di intrattenere il pubblico con repertorio di ragtime e con suonate popolari.
Quando alle 23.40 del 14 aprile il Titanic entrò in collisione con un iceberg… continua la lettura »
Mi piace partire, questa volta, da una curiosa notizia battuta in questi giorni dalle agenzie, come si dice in gergo. Un cantante spagnolo, onestamente a me sconosciuto, tifoso del Real Madrid, Ernesto Tecglen, nel suo ultimo cd fra poco in uscita dedica un fado a José Mourinho, allenatore portoghese dei Blancos (e una ballata a Iker Casillas, il portiere-capitano).
Il titolo è semplice, ma significativo di un costume che a Lisbona è comune: “Fado Mourinho”. Ci sono fado che prendono nomi di grandi artisti o di musicisti che per la prima volta hanno imposto quel balanço. Oppure fado che si chiamano in un certo modo e sui quali si scrivono testi diversi. Uno si chiama “fado Bacalhau” e questo una sera ci fece ridere molto: Marco Poeta aveva in un certo modo “protestato” con Manuel Halpern, che nel suo “O futuro da saudade” lo aveva citato come espressione del “fado Spaghetti”, riferendosi alla interpretazione italiana della musica popolare portoghese. Al quasi irritato commensale, Manuel rispose tranquillamente spiegando che esiste il fado dedicato al maggior piatto della tradizione culinaria portoghese e tutto finì in una risata. Ma torniamo a José Mario dos Santos Mourinho Felix, portoghese di Setubal, dove è nato 49 anni fa. continua la lettura »
C’è una valle, in Ecuador, povera e felice. Si chiama Valle Del Chota. Proprio qua, nel diciassettesimo secolo, vennero trasferiti in massa tutti gli schiavi provenienti dall’Africa per lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero. continua la lettura »