Concerto per lacrime e risate

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Locandina del film "Il concerto"Mi era piaciuto il precedente “Train de vie” di questo autore rumeno che vive a Parigi. Ma questo “Il concerto” di Radu Mihaileanu mi è piaciuto oltre ogni attesa.
Mi aspettavo di ridere, ma non di commuovermi con tanto abbandono, mi è venuto in mente Chaplin, se il paragone non sembra troppo sacrilego, ma non riesco a pensare ad un altro film o opera in cui con tanta naturalezza, pertinenza e conoscenza della natura dei sentimenti si siano mescolati il riso e il pianto nel mio cuore spettatore.
La recensione è già finita, inutile sprecare tempo e parole, andate a vedere “Il concerto”, sbrigatevi, è imperdibile.

Pereira

Grazie Travaglio

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Ritengo doveroso pubblicare questa lettera che si riferisce alla scorsa puntata di Annozero nella quale ho provato un senso di vergogna di fronte al comportamento del giornalista di destra (se così si può dire) che, privo di argomenti con cui contrastare dialetticamente Travaglio, ha attaccato lui personalmente con calunnie.
Roba da vergognarsi di essere italiani.
Grazie Travaglio, anche se deciderai di non andare più a farti insultare dai leccapiedi del padrone.
Pereira

Lettera a Michele Santoro
di Marco Travaglio – 20 febbraio 2010

Marco Travaglio scrive a Santoro.Caro Michele, ho riflettuto su quanto è accaduto giovedì ad Annozero. E, siccome è accaduto davanti a 4 milioni di persone, te ne parlo in forma pubblica. Parto da una tua frase dell’altra sera: “Parliamo di fatti”. Il punto è proprio questo. Si può ancora parlare di fatti in tv? Sì, a giudicare dagli splendidi servizi di Formigli, Bertazzoni e Bosetti.

No, a giudicare dal cosiddetto dibattito in studio, che non è più (da un bel pezzo) un dibattito, ma una battaglia snervante e disperante fra chi tenta di raccontare, analizzare, commentare quel che accade e chi viene apposta per impedirci di farlo e costringerci a parlar d’altro.
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Anni 60: legni duri e dita veloci

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The brilliant history of rock guitar | Volume 4

Chitarra Elettrica Gretsh.Siamo arrivati ormai alla fine degli anni 50 e le chitarre che sentiamo nella maggior parte delle registrazioni sono Fender, Stratocaster e Telecaster, in aggiunta ad un po’ di Les Paul e parecchie semiacustiche, sopratutto Gretsh e Gibson ES 335. Lo strapotere e l’enorme successo delle Fender, porta la Gibson ad interrompere la produzione di Les Paul. Proprio così, la produzione di una delle chitarre più mitiche, proprio all’apice della perfezione costruttiva ed oggi di sicuro considerata il sacro graal delle 6 corde, termina.
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Un infermiere ad Haiti – 4

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Haiti dopo la catastrofe.
Diario di un infermiere professionale volontario – 4

Port-au-Prince, 18 febbraio 2010.

Ciao Pulcio, come vedi questo diario è un po’ incostante, ma quando arriva la sera di tempo ne rimane poco e di energia ancora meno (per non parlare del generatore che se ne va e che limita le connessioni alle 22.45).

In questa serata di relax ti sto scrivendo seduto intorno al tavolo con tutti gli altri. Si stanno facendo chiacchiere di fronte a due bottiglie di Barbancourt (Rum 8 anni), ormai quasi terminate, che ci ha rimediato il team dei nostri interpreti.
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Baci da chi ti pensa sempre

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Baci da chi ti pensa sempre, di Federica Campi.Le dimensioni del libretto “Baci da chi ti pensa sempre” di Federica Campi, ed. Pequod lascerebbero credere che ci si avvicina ad una lettura facile, di evasione.
Niente di più sbagliato. Già il primo racconto ti lascia – con quella fine sospesa a mezz’aria – senza fiato, senza la terra sotto i piedi.
Il libro è tutto così, intriso di una scrittura dolente in un ritmo febbrile,
una scrittura di alto livello, difficile da trovare in un’opera prima.
Una scrittura in cui l’autore non finge, è. Non racconta, vive.

“Ci sono rimasto di stucco” direbbe il giovane Holden.

Per dire,
mi sono venuti in mente gli amatissimi racconti di Truman Capote,
ebbene, là dove nelle ultime tre righe tutto si compone in una nuova forma disvelata,
qui – nelle ultime inesorabili righe – il racconto si allarga, si apre e ti lascia lì.
Come un fesso.

Pereira

Un’altra strada è possibile

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Gruppi di acquisto solidale.La vivacità dei commenti seguiti all’articolo “Darwin e l’ossessione del prezzo basso
invita ad andare avanti, a prendere sul serio le difficoltà quotidiane e i conflitti di cui parlavano mirkofabbri e stefano, difficoltà di larghissimi strati della popolazione.
La domanda di questi commentatori sembrava essere: al di là dei libri, ho un’altra possibilità di comprare il necessario per la mia famiglia senza ricorrere agli iper?

Credo di si, fra le alternative possibili mi vengono in mente i Gruppi di Acquisto Solidale, dove la parola “solidale” sta a significare una attenzione etica che va molto al di là del risparmio che i cittadini possono ottenere consorziandosi e privilegiando realtà locali e i famosi ed ecocompatibili prodotti a chilometri zero.
Per chi volesse saperne di più:

Rete nazionale di collegamento dei GAS

Pereira

Da Inveraray al Mull of Kintyre

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Goethe 2001 | La musica dell’anima, Parte 2/4: Mull of Kintyre 2

Goethe 2001.Eccoci alla seconda puntata di Goethe2001, cari viaggiatori di Radio Pereira. Eravamo rimasti nell’ostello della splendida Inveraray, nel sud-ovest della Scozia. Quindi torniamo lì, come sempre chiudiamo gli occhi, blocchiamo il flusso dei nostri pensieri per un attimo e….tac! Ma cos’è che ci sveglia? Ho capito, son le marmitte dei motociclisti! Stamattina sveglia con il rombo delle Harley, all’ostello! D’altronde, avevamo già detto che qui se ne incontrano di tutti i generi, di viandanti! E infatti, seduto al tavolino vicino al nostro, a far colazione con latte e cornflakes, un viaggiatore solitario, un signore di mezza età ci racconta della sua settimana di ferie passata a visitare le isole della Scozia.
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Delusione nucleare

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Obama e il nucleare.Ho avuto una allucinazione da demenza senile, o ieri ho visto un servizio al tg che diceva che Obama ha riavviato il programma nucleare americano?
Ricordo bene? Obama non era quello della rivoluzione verde, del rilancio dell’economia attraverso gli investimenti su tecnologie energetiche per fonti rinnovabili, bla bla bla?

Caro Obama, che delusione,
eppure sembravi credibile e sincero.
O forse noi cercavamo disperatamente una speranza.

Avrai preso il virus quando hai stretto la mano a B?

Pereira

Un infermiere ad Haiti – 3

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Haiti dopo la catastrofe.
Diario di un infermiere professionale volontario – 3

Port-au-Prince, 14 febbraio 2010.
Questa sera sono di fretta, alle 23 si spegne il generatore e via il wireless.
Qualcosa comunque si può raccontare di questa giornata caldissima che rende difficile lavorare nelle tende a 40° C e passa. L’unico ambiente vivibile è la sala operatoria dove c’è un tentativo lodevole di aria condizionata che rende l’ambiente – almeno climaticamente – più sopportabile.

Baraccopoli post terremoto ad Haiti.
Nella foto: baraccopoli sorta spontaneamente dopo il terremoto nei pressi di Port-au-Prince (non molto diversa da quelle presenti precedentemente).

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Il Triangolo Dell’Onta

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Mastro Mundo | Il Triangolo Dell’Onta

Mappa del Triangular Trade.I colpevoli amici inglesi hanno voluto macchiare libri con la parola “TRIANGULAR TRADE” per raccontare il periodo in cui la voglia di esplorare di alcuni pirati si trasformò in sete di sangue, tanto da stuzzicare perfino il governo, che improvvisamente non li chiamava più fuorilegge bensì “i nostri ragazzi”.

Non do per scontato che tutti sappiano la storia, ma ancora esistono enciclopedie che dipingono uno squallido innocente teatrino di quello che è successo “schiavi africani vennero importati dalle colonie del nord africa alle Antille per produrre lo zucchero necessario, spedito alle colonie del nord America, per poter produrre rhum da rispedire poi nel nord africa” da non crederci.
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