Viaggi
A proposito di esplorazioni ed esploratori della più varia natura, i viaggiatori di Radio Pereira sono viaggiatori d’altri tempi, i loro racconti, sospesi fra realtà e poesia, sono capaci di trasmettere vere emozioni.
Racconti di viaggio: Viaggio in Bolivia, Viaggio in Cile, Viaggio a Cuba, Viaggio in Ecuador, Viaggio ad Haiti dopo il terremoto, Viaggio in Islanda, Viaggio a L’Aquila dopo il terremoto, Alla scoperta della Cina, Viaggio in Mongolia, Viaggio in Paraguay, Viaggio in Perù, Viaggio in Scozia, Scoprire Lisbona, Viaggio nella Terra del Fuoco
Rubriche: Cartoline da(l) Mundo, DIARIES_Quel che resta di 365 fotografie e di una città, Goethe 2001
Passare la frontiera ha un fascino inspiegabile. In questi frangenti ogni singolo individuo con il suo comportamento sventola la bandiera del paese di appartenenza.
In fondo alle scale giri a destra e trovi l’Amazzonia. Questo è l’Ecuador. Quattro climi in quattro giorni.
C’è una valle, in Ecuador, povera e felice. Si chiama Valle Del Chota. Proprio qua, nel diciassettesimo secolo, vennero trasferiti in massa tutti gli schiavi provenienti dall’Africa per lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero.
Bancarelle ovunque ed in ognuna c’è qualcuno che fa qualcosa di qualsiasi tipo all’istante. Non avrei mai pensato di riuscire a mettere per iscritto questo concetto. I coloratissimi tessuti esposti in ogni angolo creano un’atmosfera alquanto suggestiva. Ho cinque anni e sono al parco giochi.
Quando gli europei sbarcarono nel nostro continente si portarono dietro i loro soldi, le loro mogli, la loro professionalità. Ma soprattutto le loro tradizioni.
La minoranza non procede per strade di ordine burocratico
di: Mauro Alan Panunzi
dicembre 25, 2011 - [Commenta»]Accanto a me solo orchidee, uccelli e farfalle. Beh, ovviamente omettendo il miliardo e mezzo di insetti. Ecco si, il mio prossimo ragionamento universale sarà sulla loro posizione all’interno della società.
Seduti su un gradino del sagrato di Sao Estevao, all’Alfama, si gode di molte delle cose che Lisbona propone nei suoi incanti di ogni ora del giorno.
Non sono mai bei momenti quando finisce il toner del nero.
Scendo dal pullman ed attorno non c’è nulla. Poi, guardando bene, dietro un albero penzola un cartello di legno: “Museo Mitad del Mundo”.
I racconti dei viandanti ne dipingono un dinamico e surreale panorama, spesso impossibile da dimenticare: prezzi che cambiano in relazione al paese di provenienza del cliente, finestre che si aprono col vento, acqua calda – si – ma per i primi trenta secondi, e mille altri esempi.
Oggi gradirei chiarire questa cosa: una persona proveniente dall’Ecuador si chiama ECUATORIANO. Tutto il resto è sbagliato.
Al giorno d’oggi in Ecuador sono tanti, troppi, gli esportatori di banane. Vengono da qualsiasi nazione, vendono in qualsiasi nazione. Sono tutti pericolosi.














