Uniti in diversità

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Mastro Mundo | Uniti in diversità

Europa: Uniti in diversità.L’Europa definisce loro “uniti in diversità” quando invece sono proprio diversi in un matrimonio che non s’ha da fare. L’unica dote che li rende tutti uniti è la loro tenacia, dal rinchiudersi ciascuno dentro i propri confini al mantenere vivo il folklore delle loro radici.

Mundo sapeva tutto e per questo mi ha mandato in avanscoperta nei Balcani. I porta [ciascun la propria] bandiera dell’etnia recriminano il fatto che dopo tutti gli sforzi effettuati per una necessaria scissione sembra occorra tornare a vestire ancora gli stessi panni, ma questa volta lo si fa sotto una bandiera blu a stelle. Inconcepibile.
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Un infermiere ad Haiti – 6 (fine)

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Haiti dopo la catastrofe.
Diario di un infermiere professionale volontario – 6 (Fine)

Port-au-Prince, 24 febbraio 2010

Macerie del terremoto ad Haiti.Ciao Pulcio, ormai sono alla fine di questa esperienza…. o almeno questo testimonia il numero di casi che trattiamo ogni giorno, ed il conseguente livello di adrenalina mio e dei miei compagni… forse è meglio però che ti dica
testimoniava.

Ti accennavo infatti al sopralluogo fatto nei quartieri popolari di Port-au-Prince, questa città di 2 o 3 milioni di abitanti, che dalle colline che la circondano, dove ci sono i quartieri più ricchi, scende come una colata di lava nella valle che termina sul mare ed in particolare termina al porto, centro vitale della vita e del degrado di questa gente così sfortunata.
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Matteo Ricci a cavallo della tigre

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makINg China | Matteo Ricci a cavallo della tigre

Matteo Ricci.Dàjiā hǎo! 大家好!
Buongiorno a tutti.
Nǐmen hǎo ma? 你们好吗?
State bene?
wǒ fēicháng hǎo! 我非常好!
io sto molto bene e sono molto felice di essere nuovamente all’interno di questo spazio da blogger radiofonico.

Come promesso oggi si parlerà sì del “mitico” Matteo Ricci, ma anche, imprescindibilmente, del nuovo anno lunare cinese in arrivo fra qualche ora, esattamente nel giorno di San Valentino, quindi doppia festa e doppi auguri!

Scusate la breve digressione, ma lo sapete che San Valentino martire è assolutamente a torto considerato patrono degli innamorati? E che quindi non avrebbe nulla da spartire con i “piccioncini” che festeggeranno domani? Ma ad essere sinceri esiste una leggenda che lo vedrebbe compiere un miracolo per riappacificare due giovani durante un litigio, facendo volare intorno a loro coppie di piccioni che si scambiano dolci effusioni d’affetto…da questo racconto, forse, la derivazione del termine piccioncini…comunque sia, perché si festeggia?!?
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Un infermiere ad Haiti – 5

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Haiti dopo la catastrofe.
Diario di un infermiere professionale volontario – 5

Port-au-Prince, 20 febbraio 2010

Gli infermieri volonatri ad Haiti.

Ciao Pulcio, non ricordo bene veramente dove siamo arrivati tra difficoltà di connessione e mancanza di energia elettrica, continuo comunque a risponderti sulle missive iniziali così riesci a tenere il filo che io ho perso. Oggi sono andato per la seconda volta a Saint Marc, l’ambulatorio ha preso piede e la voce si è diffusa tanto che oggi abbiamo visto 170 persone (la media si attesta comunque sui 150 visitati al giorno), con l’ausilio di alcuni medici brasiliani che sono a bordo della nave Cavour.
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Terra del Fuoco 13

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Tholuin 21 08 09

Sceso alla stazione di Tohluin alle 12.30, sono entrato alla Panederia la Union in Jeujepen 450, aperta 24 ore su 24. Ho aspettato, sperando spiovesse. Alle 17 ho smesso di sperare e alle 17.45 l’autobus è ripartito.
A Tohluin, soltanto cani.

Tholuin - Terra del Fuoco.

Domani Puerto Williams ( Cile ) a un’ora di barca da Ushuaia. 2000 anime. Ultimo paese a sud del mondo.

Un infermiere ad Haiti – 4

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Haiti dopo la catastrofe.
Diario di un infermiere professionale volontario – 4

Port-au-Prince, 18 febbraio 2010.

Ciao Pulcio, come vedi questo diario è un po’ incostante, ma quando arriva la sera di tempo ne rimane poco e di energia ancora meno (per non parlare del generatore che se ne va e che limita le connessioni alle 22.45).

In questa serata di relax ti sto scrivendo seduto intorno al tavolo con tutti gli altri. Si stanno facendo chiacchiere di fronte a due bottiglie di Barbancourt (Rum 8 anni), ormai quasi terminate, che ci ha rimediato il team dei nostri interpreti.
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Da Inveraray al Mull of Kintyre

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Goethe 2001 | La musica dell’anima, Parte 2/4: Mull of Kintyre 2

Goethe 2001.Eccoci alla seconda puntata di Goethe2001, cari viaggiatori di Radio Pereira. Eravamo rimasti nell’ostello della splendida Inveraray, nel sud-ovest della Scozia. Quindi torniamo lì, come sempre chiudiamo gli occhi, blocchiamo il flusso dei nostri pensieri per un attimo e….tac! Ma cos’è che ci sveglia? Ho capito, son le marmitte dei motociclisti! Stamattina sveglia con il rombo delle Harley, all’ostello! D’altronde, avevamo già detto che qui se ne incontrano di tutti i generi, di viandanti! E infatti, seduto al tavolino vicino al nostro, a far colazione con latte e cornflakes, un viaggiatore solitario, un signore di mezza età ci racconta della sua settimana di ferie passata a visitare le isole della Scozia.
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Un infermiere ad Haiti – 3

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Haiti dopo la catastrofe.
Diario di un infermiere professionale volontario – 3

Port-au-Prince, 14 febbraio 2010.
Questa sera sono di fretta, alle 23 si spegne il generatore e via il wireless.
Qualcosa comunque si può raccontare di questa giornata caldissima che rende difficile lavorare nelle tende a 40° C e passa. L’unico ambiente vivibile è la sala operatoria dove c’è un tentativo lodevole di aria condizionata che rende l’ambiente – almeno climaticamente – più sopportabile.

Baraccopoli post terremoto ad Haiti.
Nella foto: baraccopoli sorta spontaneamente dopo il terremoto nei pressi di Port-au-Prince (non molto diversa da quelle presenti precedentemente).

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Il Triangolo Dell’Onta

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Mastro Mundo | Il Triangolo Dell’Onta

Mappa del Triangular Trade.I colpevoli amici inglesi hanno voluto macchiare libri con la parola “TRIANGULAR TRADE” per raccontare il periodo in cui la voglia di esplorare di alcuni pirati si trasformò in sete di sangue, tanto da stuzzicare perfino il governo, che improvvisamente non li chiamava più fuorilegge bensì “i nostri ragazzi”.

Non do per scontato che tutti sappiano la storia, ma ancora esistono enciclopedie che dipingono uno squallido innocente teatrino di quello che è successo “schiavi africani vennero importati dalle colonie del nord africa alle Antille per produrre lo zucchero necessario, spedito alle colonie del nord America, per poter produrre rhum da rispedire poi nel nord africa” da non crederci.
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Un infermiere ad Haiti – 2

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Haiti dopo la catastrofe.
Diario di un infermiere professionale volontario – 2

Port-au-Prince, 13 febbraio 2010.
Eccomi qua anche stasera, se continua così và bene, ti sto scrivendo per l’ultima sera dall’albergo mentre morsico una canna da zucchero in compagnia di alcuni militari italiani, infatti da domani ci trasferiamo finalmente al campo base vicino all’ospedale.
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