mar 05
Un infermiere ad Haiti – 6 (fine)
Scritto da Redazione
Haiti dopo la catastrofe.
Diario di un infermiere professionale volontario – 6 (Fine)
Port-au-Prince, 24 febbraio 2010
Ciao Pulcio, ormai sono alla fine di questa esperienza…. o almeno questo testimonia il numero di casi che trattiamo ogni giorno, ed il conseguente livello di adrenalina mio e dei miei compagni… forse è meglio però che ti dica
testimoniava.
Ti accennavo infatti al sopralluogo fatto nei quartieri popolari di Port-au-Prince, questa città di 2 o 3 milioni di abitanti, che dalle colline che la circondano, dove ci sono i quartieri più ricchi, scende come una colata di lava nella valle che termina sul mare ed in particolare termina al porto, centro vitale della vita e del degrado di questa gente così sfortunata.
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mar 01
Matteo Ricci a cavallo della tigre
Scritto da Middle China Girl
makINg China | Matteo Ricci a cavallo della tigre
Dàjiā hǎo! 大家好!
Buongiorno a tutti.
Nǐmen hǎo ma? 你们好吗?
State bene?
wǒ fēicháng hǎo! 我非常好!
io sto molto bene e sono molto felice di essere nuovamente all’interno di questo spazio da blogger radiofonico.
Come promesso oggi si parlerà sì del “mitico” Matteo Ricci, ma anche, imprescindibilmente, del nuovo anno lunare cinese in arrivo fra qualche ora, esattamente nel giorno di San Valentino, quindi doppia festa e doppi auguri!
Scusate la breve digressione, ma lo sapete che San Valentino martire è assolutamente a torto considerato patrono degli innamorati? E che quindi non avrebbe nulla da spartire con i “piccioncini” che festeggeranno domani? Ma ad essere sinceri esiste una leggenda che lo vedrebbe compiere un miracolo per riappacificare due giovani durante un litigio, facendo volare intorno a loro coppie di piccioni che si scambiano dolci effusioni d’affetto…da questo racconto, forse, la derivazione del termine piccioncini…comunque sia, perché si festeggia?!?
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feb 26
Un infermiere ad Haiti – 5
Scritto da Redazione
Haiti dopo la catastrofe.
Diario di un infermiere professionale volontario – 5
Port-au-Prince, 20 febbraio 2010

Ciao Pulcio, non ricordo bene veramente dove siamo arrivati tra difficoltà di connessione e mancanza di energia elettrica, continuo comunque a risponderti sulle missive iniziali così riesci a tenere il filo che io ho perso. Oggi sono andato per la seconda volta a Saint Marc, l’ambulatorio ha preso piede e la voce si è diffusa tanto che oggi abbiamo visto 170 persone (la media si attesta comunque sui 150 visitati al giorno), con l’ausilio di alcuni medici brasiliani che sono a bordo della nave Cavour.
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feb 24
Terra del Fuoco 13
Scritto da Redazione
Tholuin 21 08 09
Sceso alla stazione di Tohluin alle 12.30, sono entrato alla Panederia la Union in Jeujepen 450, aperta 24 ore su 24. Ho aspettato, sperando spiovesse. Alle 17 ho smesso di sperare e alle 17.45 l’autobus è ripartito.
A Tohluin, soltanto cani.

Domani Puerto Williams ( Cile ) a un’ora di barca da Ushuaia. 2000 anime. Ultimo paese a sud del mondo.
feb 21
Un infermiere ad Haiti – 4
Scritto da Redazione
Haiti dopo la catastrofe.
Diario di un infermiere professionale volontario – 4
Port-au-Prince, 18 febbraio 2010.
Ciao Pulcio, come vedi questo diario è un po’ incostante, ma quando arriva la sera di tempo ne rimane poco e di energia ancora meno (per non parlare del generatore che se ne va e che limita le connessioni alle 22.45).
In questa serata di relax ti sto scrivendo seduto intorno al tavolo con tutti gli altri. Si stanno facendo chiacchiere di fronte a due bottiglie di Barbancourt (Rum 8 anni), ormai quasi terminate, che ci ha rimediato il team dei nostri interpreti.
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feb 18
Da Inveraray al Mull of Kintyre
Scritto da Andrea Zucchi
Goethe 2001 | La musica dell’anima, Parte 2/4: Mull of Kintyre 2
Eccoci alla seconda puntata di Goethe2001, cari viaggiatori di Radio Pereira. Eravamo rimasti nell’ostello della splendida Inveraray, nel sud-ovest della Scozia. Quindi torniamo lì, come sempre chiudiamo gli occhi, blocchiamo il flusso dei nostri pensieri per un attimo e….tac! Ma cos’è che ci sveglia? Ho capito, son le marmitte dei motociclisti! Stamattina sveglia con il rombo delle Harley, all’ostello! D’altronde, avevamo già detto che qui se ne incontrano di tutti i generi, di viandanti! E infatti, seduto al tavolino vicino al nostro, a far colazione con latte e cornflakes, un viaggiatore solitario, un signore di mezza età ci racconta della sua settimana di ferie passata a visitare le isole della Scozia.
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feb 17
Un infermiere ad Haiti – 3
Scritto da Redazione
Haiti dopo la catastrofe.
Diario di un infermiere professionale volontario – 3
Port-au-Prince, 14 febbraio 2010.
Questa sera sono di fretta, alle 23 si spegne il generatore e via il wireless.
Qualcosa comunque si può raccontare di questa giornata caldissima che rende difficile lavorare nelle tende a 40° C e passa. L’unico ambiente vivibile è la sala operatoria dove c’è un tentativo lodevole di aria condizionata che rende l’ambiente – almeno climaticamente – più sopportabile.

Nella foto: baraccopoli sorta spontaneamente dopo il terremoto nei pressi di Port-au-Prince (non molto diversa da quelle presenti precedentemente).
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feb 16
Il Triangolo Dell’Onta
Scritto da Mauro Alan
Mastro Mundo | Il Triangolo Dell’Onta
I colpevoli amici inglesi hanno voluto macchiare libri con la parola “TRIANGULAR TRADE” per raccontare il periodo in cui la voglia di esplorare di alcuni pirati si trasformò in sete di sangue, tanto da stuzzicare perfino il governo, che improvvisamente non li chiamava più fuorilegge bensì “i nostri ragazzi”.
Non do per scontato che tutti sappiano la storia, ma ancora esistono enciclopedie che dipingono uno squallido innocente teatrino di quello che è successo “schiavi africani vennero importati dalle colonie del nord africa alle Antille per produrre lo zucchero necessario, spedito alle colonie del nord America, per poter produrre rhum da rispedire poi nel nord africa” da non crederci.
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feb 15
Un infermiere ad Haiti – 2
Scritto da Redazione
Haiti dopo la catastrofe.
Diario di un infermiere professionale volontario – 2
Port-au-Prince, 13 febbraio 2010.
Eccomi qua anche stasera, se continua così và bene, ti sto scrivendo per l’ultima sera dall’albergo mentre morsico una canna da zucchero in compagnia di alcuni militari italiani, infatti da domani ci trasferiamo finalmente al campo base vicino all’ospedale.
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feb 13
Un infermiere ad Haiti
Scritto da Pereira
In un altro tempo, in un altro mondo, questo sarebbe stato il titolo di un B movie, una parodia dei film di Gene Kelly e Fred Astaire.
Oggi purtroppo è il titolo del diario di un infermiere che è andato a offrire il suo aiuto nella nazione più martoriata e segnata dalla povertà e dall’assenza di un dio e di una sua eventuale giustizia.
Il protagonista si firma “Riccio” e scrive all’amico “Pulcio” quasi a segnalare con questi affettuosi e amichevoli diminutivi il bisogno non solo di raccontare, ma anche di rifugiarsi anche solo per pochi minuti in un momento di regressione, di fuga, da una realtà molto pesante anche per chi presta soccorso.
Figurarsi per le vittime.
Pereira
Haiti dopo la catastrofe
Diario di un infermiere professionale volontario – 1
Port-au-Prince, 12 febbraio 2010
Ciao Pulcio,
riesco finalmente a scriverti anche se con molte difficoltà, qui i collegamenti sono estremamente complicati anche se ci hanno promesso una rete più stabile al campo per i prossimi giorni.
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