Concerto per lacrime e risate

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Locandina del film "Il concerto"Mi era piaciuto il precedente “Train de vie” di questo autore rumeno che vive a Parigi. Ma questo “Il concerto” di Radu Mihaileanu mi è piaciuto oltre ogni attesa.
Mi aspettavo di ridere, ma non di commuovermi con tanto abbandono, mi è venuto in mente Chaplin, se il paragone non sembra troppo sacrilego, ma non riesco a pensare ad un altro film o opera in cui con tanta naturalezza, pertinenza e conoscenza della natura dei sentimenti si siano mescolati il riso e il pianto nel mio cuore spettatore.
La recensione è già finita, inutile sprecare tempo e parole, andate a vedere “Il concerto”, sbrigatevi, è imperdibile.

Pereira

Tra le nuvole, tra i librai, tra i disoccupati

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“Questo è il nostro lavoro,
prendiamo le persone in un momento di fragilità
e le mandiamo alla deriva”.
da “Tra le nuvole”

Locandina di "Tra le nuvole".Quando scrivo un nuovo post sui film che consiglio di vedere, i ragazzi della redazione lo inseriscono in una delle categorie che vedete nella colonna a destra – “Mi manda Pereira”.

Oggi ho chiesto loro di inserirlo anche nella pagina che raccoglie contributi e riflessioni sulla contrapposizione fra librerie di catena e di territorio che riflette bene il conflitto fra globale e locale.

Perché?

Il film in questione è “Tra le nuvole“, di Jason Reitman con George Clooney, Vera Farmiga, Anna Kendrick e l’ho trovato bellissimo, perfettamente capace di raccontare il cinismo di un mercato che per sua natura ed etica non è capace di scrupoli umanitari ma solo di cercare il profitto a ogni costo.
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Benvenuto Welcome !

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Welcome.Più che recensioni cinematografiche le mie sono polluzioni senili, secrezioni emotive incontinenti che sbocciano quando mi capita di vedere un film che vorrei tanti vedessero e mi viene voglia di parlare, da non esperto quale sono. Soprattutto mi viene voglia di guardare un gradino sotto la superficie.
In superficie Welcome è un film sull’immigrazione…
E’ molto di più, parla di sentimenti privati e questioni universali con una qualità straordinaria, del tema umanità/disumanità, della somiglianza fra il pensiero leghista e quello nazi e della condanna che pesa su di noi a cercare una strada per uscire da una situazione di ingiustizie globalizzate a cui finora solo Al Queida ha saputo dare risposte, purtroppo perverse e distruttive. L’occidente saprà dare risposte sane?
Un film da rendere materia di insegnamento obbligatorio in tutte le scuole dell’obbligo (vabbè, sto parlando del mondo che vorrei…).

Pereira

A volte i miracoli accadono

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Roberto Saviano.A volte i miracoli accadono,
ho assistito ad uno di questi eventi ieri sera, stando davanti alla TV.
C’era Roberto Saviano che parlava delle cose per cui vive – troppo facile per Pereira dire che ha parlato di “resistere al brutto” – e lì, in quel momento, quelle tre ore si sono trasformate in un miracolo: la trasfigurazione della TV.

Per una sera la TV è diventata altro rispetto all’abbruttito strumento di controllo dell’opinione delle fasce sociali meno attrezzate e dotate di funzione critica. E’ diventata strumento di partecipazione collettiva, emozione condivisa, riflessione di ognuno sulla natura umana e sul sentimento di giustizia.

A proposito delle storie che andava raccontando, Saviano ha più volte usato la frase “questo testo è più potente della nitroglicerina”. Troppo modesto, quella funzione esplosiva (per il potere, anzi per chi ne abusa in modi criminali) ieri sera è stata esercitata proprio da lui, dalla sua straordinaria passione e credibilità e dalla sua geniale intuizione, quella di mostrare gli elementi comuni a tutte le vittime (gli abitanti dei paesi e delle città controllate dalla camorra, i prigionieri dei gulag sovietici, gli oppositori delle dittature di Ahmadinejad oggi e di Francisco Franco ieri) e a tutti i carnefici (i camorristi, i dittatori). Infatti è qui in Italia che questa bomba mediatica è esplosa, sia nelle terre di camorra e mafia e ‘ndrangheta che nel resto del paese (certo non immune da infiltrazioni).

Saviano ha detto ai suoi compaesani e a tutti gli italiani: voi guardate i cittadini degli stati totalitari come degli schiavi. Ebbene, lo siete anche voi.

Pereira

Gli ultimi giorni di Silviescu?

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Berlusconi alla frutta.Sarà il peso dell’età, ma ho la sensazione che stiamo vivendo giorni di fibrillazione, di tensione così alta da essere fuori dall’ordinario. Mi accorgo che gli eventi significativi intorno alla figura del premier si accavallano con una velocità molto superiore alle mie capacità di commentarli e questo è un segnale inequivocabile. Forse stanno venendo al pettine (detto senza ironie) tutti i nodi, o meglio tutti i trucchi, che egli è andato seminando in questi anni nel rapporto con troppi interlocutori.
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Videocracy, ovvero era già tutto lì, a saperlo

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Film Videocracy: locandina per recensione.Un film da consigliare a tutti.
Un’opera che, potendo realizzarsi un onesto confronto fra le parti, permetterebbe una riconciliazione nazionale in quest’Italia spaccata fra tifosi, fra bande di ultras politici (parlo di cittadini e di loro rappresentanti) incapaci di guardare le questioni nel loro vero merito.

E’ un film apparentemente banale, racconta la nascita delle TV commerciali in Italia.
Qualche anno fa il grande sociologo francese Pierre Bordieau scrisse un libretto che vi consiglio, si chiamava “Sulla televisione” ed. Feltrinelli. Spiegava i meccanismi che fanno diversa e abbruttente la TV commerciale, in tutti i paesi. Mostrava lo specifico di quel tipo di modello televisivo al di là della nazione in cui si realizzava.
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Un film che ci ricorda i nodi irrisolti

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Dopo venti minuti avevo già deciso di scrivere di questo film.
Ero sorpreso. Solitamente le scene erotiche sono la parte più debole dei film, suonando fasulle e improbabili. Qui emozionavano.
Forse perché veniva raccontato – in modo straordinario – lo stupore negli occhi di un adolescente che si riempiono del corpo di una donna più grande di lui, una donna attraente che sa già quello che lui ancora non sa.
Mi bastava questo per fare entrare a buon diritto “The reader” in “Mi manda Pereira”. Magnifica e credibile Kate Winslet, sicura la mano del regista Stephen Daldry.
Ma col procedere della proiezione ho scoperto che c’era molto di più.
Ad esempio c’era l’incontro molto umano e incongruo fra elementi della vita che sembrano non stare insieme, non conciliarsi fra loro. E invece sono lì, scomodi ma presenti.
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Aderisce Pereira

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Sottoscrivo con tutto il cuore l’appello che si rende necessario dal momento che nessuno al governo di questo paese sembra attribuire alla cultura e la cinema il valore fondante e identitario che hanno.

Pereira

“Cassazione” gioca anche a calcio

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A volte ritornano,
credo che il modo di dire sia diventato famoso grazie a quei film sugli zombie, i morti-non morti. Non chiedetemi di più perché non sono appassionato del genere.
Io mi riferivo ai pensieri, ti sorprendono, ti fanno venire voglia di scrivere qualcosa, poi magari non hai tempo e te li dimentichi. Poi, dopo qualche giorno, mese o anno, sollecitati da una catena di associazioni mentali, ritornano, tali e quali.

Questa volta mi è accaduto con Cannavaro.
Che ritengo un ottimo giocatore, gagliardo, ma poco avveduto come tuttologo.
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Intorno alla televisione

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E’ vero che sono vecchio, ma non sono contrario alla tecnologia e alla modernità, anzi quando la tecnologia fa dei veri passi avanti (visto che a volte ci spacciano bufale per passi avanti) c’è solo da rallegrarsi.
Prendiamo la televisione, non sono contrario alla televisione in sè, anzi, come mezzo di comunicazione lo trovo di straordinaria potenzialità… è che – soprattutto qui in Italia – lo hanno riempito di stupidaggini. Un vero strumento di istupidimento della gente, con tutta quella pubblicità e tutti quei realiti.

Un altro punto a vantaggio della televisione è che, una volta posizionata in camera da letto, vi permette di addormentavi senza problemi e senza uso di tranquillanti, una tecnologia straordinaria.
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