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Per coprirsi di ridicolo… basta un si

By Pereira | Politica

E’ una delle mie debolezze: i giovani mi muovono alla passione, in tutto quello che fanno mi trovo ad essere subito sostenitore, tifoso, pregiudizialmente. Quindi senza pensare. Certo è una modalità rischiosa che mi espone a volte a delusioni cocenti quanto lo è il tifo per loro.
Una recente occasione di delusione, anzi di più, è stata una vicenda, un episodio spregiudicato, atteggiamento che caratterizza in quest’epoca le giovani truppe renziane a imitazione del loro capo. Trovo che tale atteggiamento umili chi lo interpreta e chi si trova a seguire il video.
O almeno a me è capitato di sentirmi così, nel vedere Olimpia Troili, del ‘Comitato Giovani Giuristi per il Sì’, imbambolare Maradona con dei sorrisetti per strappargli delle parole sul referendum del 4 dicembre senza che questo capisse di cosa si parlava. “Basta un sì” ha detto Diego sorridendo.

La cosa che mi inquieta di più è l’orgogliosa auto definizione di ‘Giovani Giuristi’. ‘Giuristi’… chissà se hanno anche avuto modo di esplorare il rapporto di quel ruolo con l’etica. A spanne si direbbe di no.

Maradona in palestra scherza sul referendum: “Basta un sì”

Troilli, ex nazionale di scherma ed in evidente fregola per accreditarsi in qualche modo agli occhi di Renzi, ha poi chiarito la posizione di Maradona: “Non voglio abusare dell’immagine di nessuno, (e meno male, ndr) ma mi sembrava simpatico coinvolgere il più grande calciatore di tutti i tempi nella campagna #BastaunSì”.
Le “sembrava simpatico”. Poveretta.

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Pereira
Della prima parte della mia vita, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. Vedi anche questo post

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