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Il mare non ti parlerà, il nuovo libro di Massimo Conti

By Dagmara Bastianelli | Recensioni di Libri

 

Di solito ce ne stiamo sdraiati al sole, immobili, a rimirare il mare che ritmicamente si avvicina e allontana dalla spiaggia. Ora per me sarebbe stato diverso; l’incontro tra due entità in movimento: le onde e il mio cammino.

Un nuovo libro di Massimo Conti è un sogno che si avvera. Dopo Traversine, l’affascinante racconto della passeggiata lungo l’antica (e dismessa) ferrovia tra Fano e Urbino, lo scrittore-viandante è tornato. Per deliziarci, aiutarci a riflettere, incuriosirci e, soprattutto, regalarci un nuovo viaggio alla scoperta della magia nascosta dei luoghi che ci circondano.

Dalla bellissima Vallugola alla foce del Tronto, ne “Il mare non ti parlerà. Un pellegrinaggio laico: la costa marchigiana dal San Bartolo alla Sentina attraverso il Conero“, le storie si susseguono come i lenti ma decisi passi dello scrittore. Ed ecco che diventa naturale nasconderci in un canneto con i partigiani, tentando di evitare le barriere tedesche, oppure incontrare personaggi unici: il giovanissimo nipote di un aviatore della seconda guerra mondiale e lo spirito di Pasolini, un agguerrito ambientalista che ha a cuore il suo territorio e un bizzarro milanese proprietario di una lavanderia. In un carosello in bilico tra attualità e letteratura, tra passato e presente.

E’ un viaggio a basso consumo endogeno, una lunga camminata dove il contatto diretto con gli elementi primordiali (terra e acqua) rappresenta un’emozionante occasione per ascoltare avvincenti storie di vita, ognuna unica nel suo genere. Ma rappresenta anche l’opportunità per provare a dialogare con il nostro mare e la nostra terra, che tanto avrebbero da dirci e, a volte, da rimproverarci.
Della cementificazione di Marotta ai problemi causati dall’Api, fino ad arrivare a Fincantieri e ai suoi lavoratori, l’animo sensibile di Massimo Conti è testimone delle brutture (sociali e ambientali) che affliggono in nostro tempo.

E infine la scrittura, composta da periodi leggeri e parole che si susseguono in modo dinamico, quasi seguissero il ritmo della camminata. Una scrittura musicale che ci accompagna fino all’ultima pagina, lasciandoci con un augurio: ripartire presto per un nuovo viaggio.

 

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About The Author

Dagmara Bastianelli
Il mio nome - Dagmara - è stato scelto dal Partito Comunista perché nell'82 mia madre non ha fatto in tempo a registrare all'anagrafe il nome che aveva scelto: Karolina. Il problema è che a casa continuano a chiamarmi così. Sono stanca di sentirmi dire 'Voi polacchi siete un popolo di buoni perché il papa era buono!'. Io non sono buona, sono perennemente incavolata (come fai a non esserlo in questa Italia?). E mi indigno. Spesso anche la notte.

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