I libri di Francesco M. Cataluccio

By Dagmara Bastianelli | Arte e Cultura, Recensioni di Libri

I libri di Francesco M. Cataluccio

Liber librum aperit
(Un libro apre un’altro libro)
Rasis

Può capitare di incontrare, quasi per caso, un grande narratore.
Uno scrittore che ti stava aspettando per donarti un mazzo di chiavi capace di aprire nuove porte verso nuovi mondi.

Io e Francesco M. Cataluccio ci siamo incontrati così.

A presentarmelo è stato il mio compagno, che mi ha raccontato la storia di questo scrittore, profondo conoscitore della cultura del mio paese di origine, la Polonia.

Non immaginavo nemmeno lontanamente di partire per un viaggio così ricco. Di storia, di arte, di letteratura e di racconti di vita.

Primo libro: “Chernobyl“. Meraviglioso saggio che, partendo dalla grande tragedia del 1986, mi ha portato alla scoperta della storia di questa terra, della sua cultura, dei suoi abitanti.

La scrittura è di quelle che conquistano: nello stile fluido e coinvolgente di Cataluccio è possibile ritrovare tutta la magia dei racconti orali. Quei racconti tramandati di generazione in generazione che parlano di vite meravigliose, luoghi, persone, imprese, ricordi e memorie.

Se “Chernobyl” è stato un colpo di fulmine, “Vado a vedere se di là è meglio” è stata la consacrazione della mia “passione” per Francesco M. Cataluccio.

Vado a vedere se di là è meglio” è un carosello di storie di vita e di città, opere, leggende, poeti, scrittori, politici e artisti. La vita dei fratelli Singer, la storia del “pianista” di Varsavia durante l’occupazione nazista, il rapporto tra i gelati italiani e la Polonia, Anna Politkovskaja, i reportage di Ryszard Kapuściński e il cinema di Kieslowsky e Tarkovskij – ma anche Praga, Venezia, Budapest, Buenos Aires, Dublino e Mosca – sono solo alcune delle storie che si susseguono in questo emozionante vortice fatto di racconti. E il libro assume quella funzione che dovrebbe essere propria di ogni libro: spingere ad approfondire e a cercare nuove opere e nuove storie.

L’ambaradan delle quisquiglie” è invece un suggestivo “abecedario” di storie autobiografiche dell’autore, condite anch’esse con bizzarri personaggi dell’Europa centrale, narrazioni, memorie, letteratura e storia.
Ogni parola dà vita a un racconto. Ma è anche uno spunto di riflessione sul vivere e sul raccontare.
Nonché lo stimolo per andare oltre e non smettere mai di scoprire. E, ovviamente, di LEGGERE.

Dagmara Bastianelli

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About The Author

Dagmara Bastianelli
Il mio nome - Dagmara - è stato scelto dal Partito Comunista perché nell'82 mia madre non ha fatto in tempo a registrare all'anagrafe il nome che aveva scelto: Karolina. Il problema è che a casa continuano a chiamarmi così. Sono stanca di sentirmi dire 'Voi polacchi siete un popolo di buoni perché il papa era buono!'. Io non sono buona, sono perennemente incavolata (come fai a non esserlo in questa Italia?). E mi indigno. Spesso anche la notte.

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