Coraggio, il meglio è passato

By Dagmara Bastianelli | Arte e Cultura, Recensioni di Libri

Recensione_Libro_Addio_a_Roma

Credete nei colpi di fulmine letterari? Io sì.

Ci credo da quando, girando per le piccole e intime librerie di Roma, sono stata “pedinata” da un libro.
Non conoscevo l’autrice e non immaginavo l’argomento, ma c’era qualcosa che mi attirava: quel libro mi stava chiamando. Ho risposto alla sua chiamata e ho scoperto un romanzo dal fascino irresistibile.

Il libro di Sandra Petrignani, Addio a Roma, è un meraviglioso e nostalgico racconto impregnato di cultura, passione, arte, letteratura, cinema e poesia. Con, sullo sfondo, la città eterna in tutto il suo splendore.

Grazie a una scrittura elegante e accurata e una notevole capacità di documentazione – sinonimo di un animo colto e curioso – Sandra Petrignani ci accompagna in un fantastico viaggio attraverso una Roma straordinaria, quella degli anni ‘50 – ‘70.

Pier Paolo Pasolini, Moravia e Morante, Calvino, Fellini, la meravigliosa personalità di Palma Bucarelli, Dacia Maraini, Piero Manzoni, i retroscena del Premio Strega, la Dolce Vita, la rivista Nuovi Argomenti, Mario Schifano, Enzo Biagi, Eugenio Scalfari e Luchino Visconti sono, da un lato, alcuni dei personaggi che rivivono nelle pagine del romanzo.

Dall’altro c’è il personaggio di fantasia Ninetta, la cui storia si intreccia e combina in modo perfetto con la vita dei giganti della cultura romana.

Per i nostalgici, o per chi vuole vivere appieno l’atmosfera dei tempi d’oro della cultura romana, questo è il romanzo giusto. Ed è il romanzo giusto anche per chi ama i libri che aprono altre porte e ti spingono ad approfondire e leggere ancora, ancora e ancora.
C’è arte, c’è poesia, c’è letteratura e c’è cinema ma, soprattutto, c’è la Roma del passato. In tutta la sua vibrante creatività.

Il fantasma della Dolce Vita aleggia e si sposta di pagina in pagina in questo romanzo. E il senso che ti assale alla fine del libro può essere riassunto da una citazione di Ennio FlaianoCoraggio, il meglio è passato”.

Dagmara Bastianelli

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About The Author

Dagmara Bastianelli
Il mio nome - Dagmara - è stato scelto dal Partito Comunista perché nell'82 mia madre non ha fatto in tempo a registrare all'anagrafe il nome che aveva scelto: Karolina. Il problema è che a casa continuano a chiamarmi così. Sono stanca di sentirmi dire 'Voi polacchi siete un popolo di buoni perché il papa era buono!'. Io non sono buona, sono perennemente incavolata (come fai a non esserlo in questa Italia?). E mi indigno. Spesso anche la notte.

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