Passeggiando nella Mouraria

By Riccardo Iannello | Musica

Non è difficile camminare per la Mouraria e immaginare di tutto e di più: la trama di un film che vi si svolge accanto, il capitolo di un romanzo ambientato in Largo das Olarias in cui si racconta di quella vecchietta sporta dal portone con il cesto dei panni da appendere, che ha due scalini da scendere per essere sulla strada e dirigersi al cortile di fronte dove stenderà la biancheria, la foto che scatteresti per vincere un premio con il ragazzo rasta che improvvisa dei passi di danza sulla porta di un’osteria. “Ha festa na Mouraria” canta Dulce Pontes in questa versione orchestrata da Davide Zaccaria, il violoncellista milanese-viareggino, ma lisboeta nel cuore e negli affetti.

La Mouraria è musica: qui, racconta la leggenda, nacque Maria Severa, in quello che ora è, appunto, largo da Severa, dove ha aperto una casa di fado che onora le origini di questo genere musicale e vuole divulgarlo e proteggerlo. L’iniziativa è di Helder Moutinho, uno dei fratelli di Camanè, e ha la collaborazione del Museu do fado e da guitarra portuguesa. Il Comune di Lisbona, che sta cercando di dare alla città un aspetto sempre più originale e intrigante, ha sponsorizzato la casa. Amalia è della Mouraria e Amalia canta uno dei brani più conosciuti che parlano del bairro. “Ai Mouraria”.

Dicevamo di Maria Severa e della sua leggenda, sulla quale comunque torniamo spesso. Su di lei è stato scritto fra gli altri un brano molto bello della tradizione fadista che porta il suo nome e che qui ascoltiamo da Fernanda Maria.

Torniamo a passeggiare lungo il quartiere, dove si respira profondamente il lato popolare di Lisbona. Molti lavori sono stati fatti soprattutto nei pressi di Martim Moniz e dietro il centro commerciale è stata creata una nuova “porta” che attraverso rua Capelao, quella della processione cantata da Dulce, introduce al Largo da Severa e alla parte alta. Ma è salendo rua Cavaleiros, piegata a sinistra, che si entra sempre di più in una dimensione speciale, ogni ingresso è vissuto, sia esso una casa, una osteria, un negozio di parrucchiera o un dentista, due professioni, queste ultime, che in città abbondano. Svoltando in Largo das Olarias bisogna mettere a repentaglio la propria capacità di maratoneti: l’impettata è tremenda, ma l’obiettivo di giungere in Travessa da Nazarè 21, alla sede del Grupo Desportivo da Mouraria, è determinato. E salite le scale del Grupo, si entra nuovamente in un mondo a sé, con la macchina del caffè antichissima, il biliardo con il panno scolorito, le poltroncine da cinema allineate nella sala conferenze. Ma godiamoci ancora la musica con una delle fadiste più brave e simpatiche della “vecchia” Lisbona: Maria Armanda, che interpreta “A Bia da Mouraria”.

Una delle cose belle di Lisbona è il sentirsi rimbalzare da una parte all’altra della città creando un tutt’uno con essa. Certo che la Mouraria rappresenta un qualcosa di davvero sentito e gli enormi sforzi che le istituzioni fanno per renderla più vivace e vicina alla gente, lisboeti e forestieri, è notevole. I risultati stanno giungendo, magari c’è ancora qualche problema, non è rarissimo incontrare uno spacciatore che vende la sua merce, soprattutto nei becos più nascosti, ma quello a cui ambisce la freguesia, cioè il consiglio circoscrizionale, è quello di non essere più additato come il bairro pericoloso del centro cittadino. Se lo si percorre tranquilli, senza farsi prendere dalla frenesia, è piacevole. Anzi, piacevolissimo. Ha ragione Lorenzo Pini quando ne parla con entusiasmo nel suo “A Lisbona con Antonio Tabucchi”, pubblicato da Giulio Perrone editore, un libro consigliabile, a cui è seguito, stavolta pubblicato da Odaya, “Lisbona. Ritratto di una città”. Ma torniamo alla Mouraria (e non sarà l’ultima volta, perché ci sono tante cose da dire e da fare) e lo facciamo con una delle sue cantanti più famose, “tia” Argentina Santos, che qui è nata in rua Joao do Outeiro, che si prende quando rua Capelao sfocia in Largo da Severa. Argentina racconta uno dei personaggi simbolo del quartiere, “Chico da Mouraria”.

Mouraria, dunque, quartiere da scoprire e riscoprire, bairro verdadeiro. E se vi guardano con intensità non preoccupatevi: basta sedersi a un’osteria e vivere qualche momento con loro. Sapranno capirvi e alla fine vi batteranno la mano.

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About The Author

Riccardo Iannello
Giornalista. Su Radio Pereira racconto storie di fado, storie di cantanti, chitarristi, locali, strade, amori.

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