Cortocircuito di un Movimento (5 Stelle)

By Pereira | News, Politica
Non ho fatto in tempo.
Appena letta la notizia che i parlamentari M5S avevano fatto un passo istituzionale per l’abrogazione del reato di clandestinità (vergognoso per un paese civile come suggeriva una vignetta di ieri che si chiedeva “quando istituiremo i reati di ‘fame’ e ‘disperazione’?”) non ho fatto in tempo a scrivere un commento entusiasta nei loro confronti che… arriva il post dei loro ‘capi’, Grillo/Casaleggio i quali svelano senza turbamenti quanto avevo sottolineato da anni in post sulla loro selvaggia posizione sui temi dell’accoglienza, immigrazione e jus soli“Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico”. Morale della favola: ai capi del Movimento non interessano le questioni di merito, il giusto o lo sbagliato, il bene o il male. Interessa solo la conquista del potere a qualunque costo.
I parlamentari del movimento, strizzati fra l’arroganza dei capi e i suggerimenti della loro coscienza (la stragrande maggioranza di loro non viene dalla Lega ma dai delusi della sinistra) e le minacce dei loro elettori (idem) questa volta sono insorti, stanchi di essere trattati come i parlamentari/camerieri berlusconiani. Onore al merito di metterci la faccia.
Come andrà a finire?
Pereira

Like this Article? Share it!

About The Author

Pereira
Della prima parte della mia vita, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. Vedi anche questo post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *