Midway Island: la condanna dei rifiuti prodotti dall’uomo

By Eleonora Celi | Ambiente, News

midway islandUn’isola a più di 2000 miglia (oltre 3200 km) dal continente più vicino, nel nord dell’Oceano Pacifico:  l’atollo di Midway si è formato circa 28 milioni di anni fa, ma è stato scoperto nel 1859 e annesso agli Stati Uniti nel 1867. Questa piccola isola (di 5,2 km²) è l’habitat naturale di molte specie di volatili, tra cui diciassette di uccelli marini: sono quasi tre milioni gli uccelli che volano sull’isola e ogni specie si è ritagliata uno spazio preciso per poter nidificare. Ma anche la fauna marina non è da poco: 250 specie in 120 mila ettari di lagune e acque circostanti, come le foche monache, i calamari, i polpi, le tartarughe marine. Senza dimenticare i delfini, in 300 circa a risiedere intorno all’isola.

Il Midway Atoll però non è un paradiso, non più almeno. Perché il suo ecosistema è stato ampiamente alterato dall’azione dell’uomo. Alcune tra le specie di uccelli marini presenti sono quasi del tutto estinte a causa di un’attività di caccia incontrollata praticata alla fine del XIX secolo e a partire dal 1869 il progetto di far saltare le barriere coralline, per creare una porta su Sand Island, ha trasformato il sistema ecologico dell’atollo, così come l’introduzione di piante esotiche non autoctone e le costruzioni con coperture di piombo che stanno minacciando gravemente la popolazione di albatross dell’isola.

Si sta effettuando un’operazione di rimozione delle specie vegetali non locali e si stima che nel 2017 sarà completata anche la rimozione della vernice al piombo dei tetti. Ma la Midway Island, insieme alle altre isole Hawaii, riceve notevoli quantità di rifiuti dalla Great Pacific garbage patch, un vortice di scarti nel centro nord dell’Oceano Pacifico caratterizzato da alte concentrazioni di plastica, fanghi chimici e altri detriti che sono stati intrappolati dalle correnti del North Pacific Gyre, una delle più grandi correnti oceaniche. Ragione per cui le spiagge dell’atollo sono colme di rifiuti e migliaia di volatili, tra cui un terzo di pulcini, muoiono a causa dei materiali plastici che ingurgitano.

E questa incantevole parte di mondo subisce la noncuranza degli uomini, i tragici effetti di un inquinamento senza sosta e ormai endemico della nostra specie umana. Questo video, bello e toccante, è un pugno nello stomaco, una storia di rabbia e tenerezza che non può giustificare quanto succede alla natura, non può giustificare nessuno di noi.

Ecco Midway Island: la condanna dei rifiuti prodotti dall’uomo:

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About The Author

Eleonora Celi
Eleonora, aquilana dal 1985, lavora nel campo della comunicazione e del marketing, da quasi due anni in ambito turistico. Da sempre interessata a tutto ciò che riguardasse PR e advertising, si è laureata in Comunicazione e si è trasferita a Pesaro. Fin da giovanissima la caratterizza un’altra passione, il volontariato: ha fatto parte di un corpo di Protezione Civile, è stata educatrice e animatrice, poi giornalista amatoriale ed ora svolge servizio per senza tetto e per un centro di aiuto alla vita. Da bambina sperava di diventare scienziata. Ha sperato poi di diventare giornalista e scrittrice per vincere il Premio Strega, ma la comunicazione è un terreno affollato. Odia le ingiustizie, l’indifferenza, la superbia, la passività e non riesce a star zitta se le incontra per strada. Sogna un mondo migliore, in cui siano onestà e Natura a vincere.

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