Hugo Chavez, uomo di Lotta e Amore

By Everardo Dalla Borsa | Economia, News

Que Viva Hugo Chavez Non ho conosciuto Hugo Rafael Chávez Frías dalle pagine dei giornali, o da qualche TV. Diversi anni fa, quando era ancora all’inizio del suo primo mandato presidenziale, ho avuto il piacere di scoprirne l’opera, raccontata da un punto di vista alquanto particolare, privilegiato, e ai miei occhi molto attendibile: quello di un gruppo di missionari (comboniani, quelli di padre Alex Zanotelli…) italiani e sudamericani, tra i quali c’era pure un emerito professore, boliviano, di scienze economiche. Uno di loro – brasiliano, indios dell’Amazzonia – lo benediceva perfino al culmine di una funzione religiosa, ringraziando il Padre Eterno per avercelo mandato sulla Terra! Tutti erano concordi su una cosa: la grande portata (rivoluzionaria) sociale delle riforme messe in atto da Hugo Chavez.


Che si sono meritate addirittura il nome di “chavismo“, per la particolarità del mix di moderno socialismo reale (detto del XXI secolo), di integrazione dell’America Latina (bolivarismo) e di anti-imperialismo, contrarie alla globalizzazione neoliberista (ed alla politica estera statunitense).
Politiche che scelgono di mettere al centro dell’attività di governo la maggioranza, povera, della popolazione del Venezuela e quindi la lotta alla mortalità infantile, alla denutrizione, all’analfabetismo ed alle principali piaghe sociali. Ricaverà le grandi quantità di denaro necessario a mettere in atto questa grande spesa pubblica, tutta a favore della popolazione, in primis dalla semi-statalizzazione delle imprese petrolifere e dai relativi profitti delle vendite dell’oro nero. Chavez non farà altro che imporre alle multinazionali del petrolio operanti in Venezuela nuovi accordi (sempre nel rispetto delle leggi internazionali) , che ne eliminano i grandi privilegi fiscali (concessi dai governi precedenti), costringendole al pagamento di tasse più alte ed alla creazione di nuovi veicoli societari, in cui la maggioranza delle quote sia in mano allo Stato. Alle imprese è data ovviamente la possibilità di scegliere se aderire o no a questi accordi (pena l’esclusione dal mercato boliviano) e va anche detto che molte di queste accetteranno (tra cui Shell, Chevron, Repsol, China National). Grazie a questo cambio di rotta, il Venezuela si riapproprierà dell’80% degli introiti petroliferi (contro il 33% precedente) reperendo le risorse per le sue campagne di sviluppo sostenibile.

Come anche il suo predecessore cileno, Salvador Allende, avvierà anche un programma di espropri (che scattano solo in circostanze di veri privilegi) a danno dei grandi latifondisti (una elite del 10% detiene l’80% dei terreni), finalizzato alla redistribuzione di terre in favore di contadini e progetti sociali.
Queste grandi riforme socialiste aiutano la ricerca scientifica, la sanità e l’istruzione pubblica, ma non sono ben viste dalla gran parte della comunità capitalista, in particolare quella statunitense e filo-statunitense. Moltissimo ci sarebbe da aggiungere sullo sviluppo intrapreso dal Venezuela alla guida di Hugo Chavez, e lo faremo a piè di pagina in un breve compendio con luci (ed anche ombre) della sua presidenza. Ma un evento va forse ricordato sopra agli altri, soprattutto a memoria di un personaggio che viene definito (non vogliamo dire se più a torto o a ragione…) un dittatore. Dopo aver inserito in costituzione addirittura il referendum revocatorio, in grado di sciogliere tutte le cariche elettive, presidenza compresa, Hugo Chavez, che con le sue riforme si stava inimicando la borghesia latifondista, i petrolieri e tutto il mondo delle multinazionali, si trova ad affrontare un tentativo di golpe, come circa 30 anni prima appunto il compianto Salvador Allende. Golpe che nel caso dello statista del Cile finirà nel sangue, a causa della sua volontà di non usare la forza per contrastare questa minaccia, sebbene fosse alla luce del sole. Mentre nel caso di Chavez, il leader venezuelano, per evitare una sanguinosa guerra civile, si lascia catturare dagli oppositori, salvo poi venire liberato a furor di popolo, grazie ad oltre 6 milioni di persone scese in strada in poco tempo per chiederne la liberazione, circondando minacciosamente i palazzi del potere.

E’ così che vogliamo ricordarlo, con il suo popolo vicino.
Sarà una lunga salita quella che porterà al riconoscimento di un nuovo, grande, leader bolivariano come Hugo Chavez, ma l’anima socialista del Sud America saprà farlo ancora.

 

La presidenza di Hugo Chavez

Tra le altre cose…
Aumenta del 40% gli stipendi degli insegnanti, le borse di studio e l’istruzione gratuita.
Favorisce la creazione di una banca popolare per scopi sociali e umanitari, come l’acquisto di alloggi familiari.
Abolisce il latifondo.
Contrasta l’inflazione con aumenti del salario minimo, sussidi al consumo alimentare e politica dei prezzi ridotti.
Regolamenta la pesca a strascico, attuata senza alcun controllo, con l’inevitabile distruzione dell’habitat marino.
Dichiara guerra alla burocrazia statale e dei partiti.
Porta il Venezuela all’uscita dal Fondo Monetario Internazionale, al blocco della fuga di capitali e della svalutazione del bolivar.
Riconosce lo Stato di Palestina.
Nel 2009 da il suo appoggio ad una legge sulle unioni civili e contro l’omofobia.
Dal primo dicembre 2010 si impegna a rispettare il Protocollo di Kyoto.

Unione europea, Giappone e perfino la fondazione Jimmy Carter certificano il regolare svolgimento dell’elezione di Chavez.
Nonostante le accuse dell’opposizione di brogli elettorali, Jimmy Carter definì il voto un “esempio di democrazia” e “più serio delle elezioni in Florida del 2000“.

Amnesty International ha accertato episodi di vessazioni contro i difensori dei diritti umani, la gravità delle condizioni carcerarie (comune tra i paesi in via di sviluppo…e qui in Italia?!), attacchi verbali di politici e aggressioni contro giornalisti.

Nel 2007 non ha rinnovato la concessione delle frequenze e l’autorizzazione a trasmettere a RCTV, il canale televisivo più antico del Venezuela. L’emittente è stata accusata di continua violazione della legge di responsabilità civile dei media (che limita pornografia e violenza), di aver appoggiato il golpe del 2002, di campagna persistente mirata al rovesciamento violento del governo e di essere finanziata da un paese straniero (e precisamente dalla CIA). 

Qualcuno si chiede perchè il vicepresidente abbia schierato già l’esercito in strada: la risposta è semplice, dopo l’esperienza cilena, dove la CIA aveva armato un esercito per imporre il suo dittatore, non si vuole rischiare che accada di nuovo.

 Si veda – sull’esperienza di Allende e sul testimone idealmente raccolto da Hugo Chavez – in particolare dal minuto 2,55…

Si è detto di lui

Hollande (presid.francese): “al di là del suo temperamento e di orientamenti non da tutti condivisi, Chavez esprimeva la volontà innegabile di lottare per la giustizia e lo sviluppo

Maduro (vicepresid.venezuelano): “chi muore per la vita non può essere considerato morto”

Si dirà di tutto e di più, ci saranno anche sciacalli (molti) che esulteranno, non tanto per un mondo più libero da presunte dittature, ma al contrario solo per un mercato economico che si aprirà…

Potrà essere una figura controversa Chavez, ma come dice il filosofo Vattimo in “Ecce Comu“, in un moderno comunismo o benecomunismo, non c’è più la dittatura del proletariato, ma la rivoluzione di chi mette al primo posto i beni comuni, che siano risorse naturali o diritti civili inalienabili.

Everardo Dalla Borsa

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Everardo Dalla Borsa
Everardo Dalla Borsa è uno strano personaggio che come un supereroe è stato segnato da una esperienza singolare (come per Obelix la caduta da bambino nel pentolone della pozione magica). Everardo – giovane comunista, idealista e ambientalista con una passione per Salvador Allende – invece che nel pentolone è caduto nella fascinazione per le brillanti corrispondenze dalla borsa di Milano (anni’80) di Everardo Dalla Noce generandosi così uno strano personaggio capace di osservare i fenomeni della borsa con uno sguardo critico e disincantato.

7 Responses to Hugo Chavez, uomo di Lotta e Amore

  1. Gaioing says:

    @Everardo

    Ottimo articolo… anche noi italiani dovremmo fare le stesse politiche di Chavez.
    Lui ha trasformatol’energia dell’oro nero e ne ha dato i profitti al popolo.
    Noi potremmo trasformare l’energia dei fotoni solari e forse anche quella del campo del punto zero* e risollevare con queste le sorti del ns paese.

    * Il campo del punto zero altro non è che la parte
    inconscia della materia.

  2. Alessandro says:

    Che Hugo Chavez, un autocrate populista distruttore di finanze che ha portato il suo paese ad essere uno tra i peggiori dell’America latina qualsiasi metro di giudizio si voglia prendere a riferimento, possa esser preso a modello dalla sinistra “chic” europea o comunque Italiana che del Venezuela non sa assolutamente nulla e che se avesse la sventura di passarci qualche tempo cambierebbe prontamente idea (sempre che non l’ammazzino prima per fregargli l’Iphone 5), dimostra quanto immatura e anche sciocca sia la sinistra chic Europea o comunque Italiana.

  3. Andrea Zucchi says:

    Non esiste sinistra chic, la sinistra è sinistra e basta. Chavez: autocrate? Nella storia c’è la smentita a questa affermazione (dal referendum da lui istituito per abbattere i presidenti, al modo in cui ha subito il colpo di stato, alle recenti elezioni, certificate da USA, UE e Giappone come più trasparenti di quelle degli USA). Populista…forse, se si intende non solo dire, ma anche fare, quello che il popolo vuole. Distruttore di finanze è la più bella! Forse si voleva dire di gruppi finanziari, come quelli delle sorelle del petrolio che con Chavez hanno avuto delle gatte da pelare, o delle banche (dal FMI alla BM). Perchè sennò i dati sono lì, a dire come Chavez abbia ridotto il livello di povertà, fame, ed analfabetismo del suo popolo. Che era uno dei più poveri in assoluto, ed ora lo è un pò meno. A dire queste cose sono con l’ottima compagnia di MuJica, presidente illuminato dell’Uruguay, Morales, della Bolivia, Kirchner, argentina, e pure Sean Penn (autore alquanto impegnato per i diritti civili), oltre ai missionari succitati. Siamo sicuri che non dia fastidio piuttosto vedere, come 40 anni fa con il mitico Salvador Allende, che per rendere possibile un altro mondo, si debba partire dalla redistribuzione delle ricchezze…?

  4. Alessandro says:

    Mamma mia, Andrea Zucchi, non mi ci metto manco a discutere con te, è chiaro che troverei innanzi a me solo un muro di gomma, col cervello annebbiato dall’ideologia (è questo il problema di voi sinistroidi: mettete l’ideologia di fronte ai fatti). Solo un paio di precisazioni però: il Venezuela era non solo il paese più ricco dell’America Latina, ma tra i più prosperi del mondo addirittura, solo pochi decenni fa era più ricco della Corea (Corea del sud ovviamente, in quella del nord come forse saprai se la passano maluccio, ma magari tu preferisci quella …).
    Grazie al quasi totale annientamento dell’economia di mercato, per perseguire il sogno Bolivariano (un pò di confusione anche in questo: Bolivar era un conservatore nazionalista, ma tant’è), non ci sono praticamente più industrie in Venezuela, e men che meno investimenti esteri (visto che vengono espropriati gli asset per decreto presidenziale …).
    L’unica fonte di ricchezza è il petrolio, che quando non viene regalato ai paesi amici (cosa che i Venezuelani forse non sarebbero felicissimi di venire a sapere, se solo potessero venire a saperlo), viene venduto a Cina e indovina a chi ? …
    L’unica vera fortuna di Chavez è che è salito al potere in una fase di prezzi record del greggio, quindi ha avuto montagne di cash con cui poter finanziare progetti alle volte anche commendevoli, ma si tratta di elemosina caro mio.
    Se per te uno (un militare, tra parentesi: antimilitaristi in patria ma grandi estimatori dei caudilli militari seudamericani …) che distrugge l’economia della nazione ma poi restituisce una piccola parte sotto forma di elemosina, è un modello, che dire, complimenti.
    Ce ne sarebbero molte altre da dire, ad esempio sulla corruzione record, sulla criminalità record, sull’inefficienza record, sul detrimento delle libertà politiche e di informazione, sul fatto che pochi giorni prima che morisse la moneta è stata svalutata del 32%, sul fatto che il Venezuela non produca più nulla e debba importare tutto dall’estero, su politiche economiche folli tipo il sovvenzionamento della benzina che in Venezuela è quasi gratis, permettendo a molti di arricchirsi col mercato nero ma a detrimento delle casse statali, sulle spese militari folli per prepararsi all’imminente invasione dagli USA (altro che F35 …) etc etc etc, ma che te lo dico a fà ? Viva compagno Hugo Chavez, hasta a la Victoria siempre, el pueblo unido jamàs serà vencido.

  5. Andrea Zucchi says:

    Venezuela stato tra i più ricchi al mondo? AHahahah e sarei io quello annebbiato?! Producimi una prova di quanto dici, poi ne riparliamo, forse…
    A parte che forse Bolivar lo conoscono meglio i sudamericani di te, e se è il loro idolo…
    Altra enorme falsità: Chavez nn ha espropriato proprio un bel niente, ma solo imposto di fare società agli stranieri dove il controllo, ovvero la maggioranza delle quote, è statale. E’ ben diverso.
    Il petrolio non è regalato a Cuba (mamma mia, il diavolo in persona!) ma solo dato a minor prezzo, e i venezuelani lo sanno meglio di noi! Elemosina abbattere la povertà e la mortalità infantile e la disoccupazione e l’analfabetismo? Strana idea dell’elemosina…E cito dati internazionali, provenienti da quel mondo capitalista che piace tanto a te.
    Tutte parole senza un dato reale, propaganda tipica di…?
    Mi chi e cosa piacerebbe a te? Meglio non saperlo…
    El pueblo unido Jamas serà vencido

  6. Alessandro says:

    Guarda Andrea, crogiulati pure nella tutta beata ignoranza, questa è l’ultima risposta che scrivo, ho meglio da fare. Solo per dirti che sono da poco tornato da un viaggio in Perù e Colombia (presente ? quella nazione dove ci sono le FARC, sostenute da Chavez, ma negami pure questa se vuoi). Ebbene, Perù e Colombia sono due paesi in vero boom economico da almeno 10 anni, dove l’abbattimento della povertá avviene esattamente in virtù di una sana crescita dell’economia nel suo complesso, e non in virtù di una caotica e populistica politica di distribuzione di elemosina qua e là. Il Brasile è un altro buon esempio, il Cile pure. Ecuador, Venezuela (e ovviamente Cuba) sono invece nazioni abbastanza disastrate. Fatti qualche domanda sul come mai, se un giorno avrai voglia di riflettere con un pò di oggettività. Non c’è fretta, prenditi pure tutto il tempo necessario. E con questo, ti saluti.

  7. Andrea Zucchi says:

    Caro Alessandro, se hai meglio da fare, perchè hai perso tempo fino adesso? Per gettare il tuo seme della conoscenza? Ahahhahaha La Colombia finanziata dagli USA è davvero uno stato simbolo del rinascimento sudamericano, si. E le FARC le ha inventate Chavez. Per cui essendo morto lui adesso, scompariranno. Perchè invece di farneticare non dai qualche dato preciso, comprovato, sulla riduzione della povertà e dell’analfabetismo, negli stati citi ed in Venezuela. Tu che sai tutto, non dovresti avere difficoltà a farlo. Mi piacerebbe anche sapere cosa ci vai a fare, temo che non sarai proprio di Emergency. Una sana crescita! Povero ALessandro, siamo alla fine del capitalismo, riconosciuta anche dai più nostalgici, e ancora parli di sana crescita? Che pena, sinceramente mi fa proprio pena sentire ancora queste idee misere sul mondo. Magari sei pure uno dei nostalgici che ancora si ostinano a votare Berlusconi…

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