E adesso, povero Grillo?

By Norman Bates | Coscienza civile, News, Politica

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Confesso.
Confesso di aver anch’io (come milioni di italiani) pensato più alle colpe della sinistra che ai reali rapporti di forza in campo.
Poi viene fuori la storia dell’ “acquisto” (tre milioni di euro, pronto cash) del senatore De Gregorio e mi ricordo di ciò che già sapevamo tutti fin dall’inizio: la presenza in politica di un uomo con un patrimonio personale immenso (per non parlare dei giornali e delle televisioni) è già di per sé un elemento di corruzione incontrastabile. Afferma Nietzche che se fissi a lungo l’abisso, l’abisso guarderà dentro di te. Venti anni di confronto con Berlusconi hanno “berlusconizzato” tutto il Paese, opposizione compresa.

Confesso.
Confesso: non mi piace Beppe Grillo. Non mi piace la sua prosopopea volgare e violenta. Non mi piace la sua idea di democrazia diretta, in cui tutti dovrebbero intendersene di tutto e decidere su tutto. Non mi piace l’incoerenza delle sue proposte, dalla economia agli immigrati. Non mi piace la personalizzazione estrema, la mancanza di contraddittorio e l’aria di setta per iniziati. Non mi piace per un sacco di altri motivi e, ovviamente, non l’ho votato.
Confesso.
Confesso che la sera di lunedì 25 febbraio, di fronte alla faccia tronfia e soddisfatta di Berlusconi, ho maledetto Grillo e tutti quelli che lo hanno votato.
Poi ho pensato ai vent’anni appena trascorsi, alle eterne baruffe tra D’Alema e Veltroni. Ho pensato alla bicamerale e alla caduta del primo governo Prodi. Ma soprattutto ho pensato alla struttura diffusa del PD, ai mille burocrati annidati in tutte le organizzazioni territoriali, agli intrecci tra politica e affari, ai permessi concessi ai costruttori “d’area” (politica, oltre che fabbricabile). Ho pensato alle grandi cooperative (CMC in testa) divenute comitati d’affari, alle banche, alle assicurazioni, alle ASL lottizzate, a Hera ormai compiutamente divenuta macchina per creare profitti anche contro gli interessi dei cittadini e dell’ambiente. Ho pensato ….
Ho ricordato da quanto tempo aspettiamo un cambiamento. E ho pensato che il cambiamento, se reale, non avviene mai nei modi attesi e, soprattutto, si realizza sempre contro ciò che deve essere cambiato. Da tempo si ciancia di nuova costituente, ma è ovvio che nessun potere costituito può farsi potere costituente.
Ora a me tocca riflettere sui miei errori e sulle mie personali resistenze al cambiamento. A Grillo, agli eletti del Movimento e a chi li ha votati, spetta di realizzare quel cambiamento che abbiamo tanto inutilmente atteso.
Non credo di essere io ad avere il compito più difficile.
Pensateci: centosessanta e passa “cittadini” eletti da un coacervo di delusi incazzati.
Incazzati di sinistra, delusi da una sinistra troppo poco di sinistra. Incazzati di destra, delusi dal fallimento della “rivoluzione liberale”. Incazzati nazionalisti, delusi dalla perdita di prestigio e di potere dell’Italia. Incazzati secessionisti e xenofobi, delusi dal fallimento del progetto federale e delle politiche contro l’immigrazione.
Tutti delusi e incazzati contro la “casta” e i suoi privilegi.
Il Movimento non ha i numeri per realizzare da solo alcun cambiamento, né tanto meno per fare un governo. Ma anche se li avesse, potrebbe limitarsi a tagliare i costi della politica e a togliere i privilegi?
Evidentemente no, ma qualsiasi altra cosa faccia rischia di scontentare una parte dei suoi elettori.
Probabilmente si accorgerà che la politica … ha i suoi costi.

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About The Author

Norman Bates
Gentile sig. Pereira, mi chiamo Norman Bates e le mie vicende furono piuttosto note, alcuni decenni or sono, grazie alla loro trasposizione filmica da parte del grande maestro Alfred Hitchcock. Sì, sono, mio malgrado, il protagonista del film “Psyco”. Certamente ricorderà che mi macchiai, allora, di alcuni efferati delitti per i quali venni catturato e rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Non deve dare ascolto a quanti, per puri fini commerciali, hanno inteso narrare le mie vicende ulteriori, dando origine ad alcuni pessimi sequel (e, addirittura, ad un prequel). La mia vicenda fu più semplice e, al contempo, più complessa. Fui tenuto prigioniero e curato per oltre vent’anni, durante i quali studiai lingue straniere, psicologia, filosofia e scienze politiche. Uscito che fui dal manicomio, mi sottoposi a training e divenni psicoterapeuta. Non tutti sanno che la mia povera mamma era di origine italiana (i dottori dell’ospedale psichiatrico sostenevano che una genitrice così edipica, castrante e protettiva non poteva che essere italiana o ebrea; o, come nel mio caso, una ebrea italiana). Fu così che, procuratomi una nuova identità, mi trasferii nel paese dei miei avi. Ora, come immagina, sono piuttosto vecchio, ma esercito - con il mio nuovo nome - la professione dello psicoterapeuta ad indirizzo psicoanalitico.

6 Responses to E adesso, povero Grillo?

  1. franco di giangirolamo says:

    E’ un articolo che esprime, credo il pensiero di molti compagni, di sinistra, non rassegnati, non ridotti all’irragionevolezza. Mi ci riconsco molto.

  2. Oviz says:

    Confesso d’aver pensato le stesse cose… e d’aver votato i radicali per la prima volta in 20 anni.

  3. Pereira Pereira says:

    @NormanBates
    Confesso. Insisto su questo corto circuito ‘cittadini eletti/elettori (incazzati)’ da numerosi post ma non ero riuscito a renderlo così lucidamente come ha fatto lei! Sono curioso di vedere come li terranno insieme senza farli infuriare, gli arrabbiati di dx e di sinistra… Grazie Norman

  4. celacanto says:

    Verrò lapidato se dico che anche Hitler cominciò a questo modo?

  5. Pereira Pereira says:

    @ Celacanto
    Se Grillo alle prossime elezioni prende il 51%… forse si, lei verrà lapidato. Da come parla dell’articolo 67 della Costituzione non sembra molto tollerante con chi la pensa diversamente da lui. A proposito, il mitico “uno vale uno” sta assumendo sempre più i contorni della barzelletta del secolo, somiglia un po’ alle frasette sparate a suo tempo dalle tv di Berlusconi che venivano ripetute dai suoi fan/ripetitori acritici nelle discussioni da bar.

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