Ci vedremo in Parlamento

Pubblicato il 24 luglio 2012 | da Pereira | Rubriche Radio

Caro Mauro, che commenta in erezione all’articolo Un grillo strabico va alle nozze gay non so a chi sia rivolta la sua “minaccia”  – ci vedremo in Parlamento…. – ma mi piacerebbe che Lei e i Suoi sempre numerosi co-elettori del M5S iniziaste a confrontarvi con la complessità e le contraddizioni della politica. Spero almeno che lo facciate quando siederete in Parlamento come forza politica di grande peso. So di persone disposte a votare Grillo anche sapendo che quel voto andrà ad eleggere figure di qualità ed etica modesta. È un segnale che fa pensare al M5S non come alla terza ma come alla prima forza del paese. Vedremo lì quanto saranno bravi e rivoluzionari i nostri Mauro. E quanto bene faranno al paese.

È una sfida interessante e pericolosa, anche se non quanto avere tutti quei pregiudicati e mafiosi che abbiamo in Parlamento oggi.

Non so sei Lei, caro Mauro, preso dalla sua foga lo possa capire e accettare, ma io tifo per Pizzarotti. Spero che faccia bene. Tifo per il nuovo ma non a prescindere.

Grillo con il suo spregiudicato oscillare fra fascismo leghista e attenzione alle nanoparticelle mi preoccupa molto di più del pacato Pizzarotti.

Nel frattempo vedo i M5S della mia città molto impegnati – appunto – sulle microparticelle degli inceneritori (argomento molto importante, per carità) ma non ho capito bene cosa pensino dei diritti civili di gay, dei bimbi figli di immigrati, di politiche culturali ecc.

Aspetterò che arriviate in Parlamento e lì le questioni al di fuori delle microparticelle non saranno meno importanti, cominciate a pensare cosa avrete da dire.

Pereira

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A proposito dell'autore

Della prima parte della mia vita, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. Vedi anche questo post

2 risposte per Ci vedremo in Parlamento

  1. mirkofabbri says:

    caro pereira, con la deferenza di sempre, mi aspetto che un vero rivoluzionario come Lei decida presto di togliere un piede da una delle due staffe: come può “fare il tifo” per il rappresentante di un movimento verso il quale nutre tutti quei dubbi? un movimento che per Lei oscilla fra “fascismo leghista e nanoparticelle degli inceneritori”? un movimento che – sempre secondo Lei – non ha la più pallida idea della “complessità e le contraddizioni della politica”? un movimento che – lamenta Lei – non si è ancora spiegato su “diritti civili di gay, bimbi figli di immigrati, politiche culturali ecc.”?
    quando si parla di grillo e grillini, siccome non si parla di sfumature ma grosso modo di una “rivoluzione”, c’è bisogno di scegliere chiaramente; non si possono tenere i piedi su due staffe.

  2. Gaioing says:

    @Pereira e Mirko Fabbri

    Il M5S vorrebbe essere una forza anti-sistema…una specie di antimateria rispetto alla materia.
    In realtà trae semplicemente la sua forza dagli errori dei partiti tradizionali.
    E quale è il principale errore dei partiti tradizionali?
    A mio parere, aver portato l’Italia alla prova della più grande recessione dei tempi moderni senza le adeguate strutture economico-sociali per affrontarla al meglio.
    Ovviamente le responsabilità maggiori sono per chi ha governato di più , ovvero il centro-destra di Berlusconi,ma pure il centro-sinistra di Prodi la sua parte di errori li ha commessi ,prima tra tutte l’ingresso nella moneta unica senza avere minimamente l’idea di cosa poteva accadere ad un paese disorganizzato come il nostro.
    Ma la domanda è: Grillo e il suo movimento sono in grado di proporre un modello alternativo all’attuale (consumo-capitalismo con crisi cicliche ricorrenti e
    sistematicamente necessarie) ?
    A mio parere no !
    Quindi è un movimento da non votare.
    Appena la recessione si mette al meglio e i partiti tradizionali si riorganizzano, il M5S diventa una forza marginale.
    A dire il vero, peraltro, da nessun partito ho sentito per ora proposte serie per superare il consumo-capitalismo.

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