Facebook, Aldrovandi, e la potenza dei mezzi di comunicazione

By Andrea Marzi | Coscienza civile

Mi stavo interrogando sul tipo di contributo che avrei potuto portare in seguito all’invito a rappresentare Radio Pereira ad una tavola rotonda in occasione della presentazione di un libro uscito di recente sul tema della comunicazione, Pixel. La realtà oltre lo schermo  – di Luigi Ananìa e Silverio Novelli, DeriveApprodi Editore – quando sono stato colpito da una notizia che vale quanto 10 conferenze  –  Aldrovandi – insulti poliziotti

Paolo Forlani, uno dei poliziotti condannati in via definitiva per la morte di Federico Aldrovandi (e che causa indulto non sconteranno la pena e sono tutt’ora in servizio senza aver avuto mai alcuna sanzione disciplinare) ha utilizzato Facebook per offendere la madre di Federico “Che faccia da c… aveva sul tg, una falsa e ipocrita, spero che i soldi che ha avuto ingiustamente (2 milioni di euro, risarciti dal ministero degli interni alla famiglia Aldrovandi, ndr) possa non goderseli come vorrebbe, adesso non sto più zitto dico quello che penso e scarico la rabbia di sette anni di ingiustizie”. Altri suoi colleghi appartenenti allo stesso gruppo Facebook Prima Difesa sono andati ancora più in là con le offese chiamando la vittima “cucciolo di maiale”.

Tralasciando in questa sede la preoccupazione e le ovvie considerazioni sull’incredibile povertà etica di pezzi così importanti e significativi dello Stato mi vorrei soffermare su due considerazioni di base.

Da un lato è interessante riscontrare una volta di più l’enorme potenza divulgativa dei nuovi mezzi offerti dall’era digitale rispetto a quella della sola carta (o radio e tv tradizionali) che viene ad essere a disposizione praticamente di tutti, mentre i mezzi tradizionali avevano una struttura gerarchica ed una difficoltà tecnica intrinseca che li rendeva inaccessibili ai non professionisti. Solo vent’anni fa uno scambio di battute come quello sarebbe rimasto chiuso fra le mura di un circolo ricreativo della polizia, oggi è a disposizione dell’universo mondo.

Tali aspetti portano a riflettere sul rapporto fra la potenza di questi mezzi e la scarsa consapevolezza e preparazione degli utenti all’uso di strumenti così pervasivi. Da questo punto di vista ho il sospetto che non solo i poliziotti in questione – che non rappresentano, è augurabile, la categoria – ma tutti noi siamo come bimbi inesperti alla guida di una Ferrari.

Andrea Marzi

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3 Responses to Facebook, Aldrovandi, e la potenza dei mezzi di comunicazione

  1. ivan il terribile ivan il terribile says:

    siccome io sono fuori da facebook anche perchè mi urterebbe il solo pensiero di condividere uno spazio con siffatte “persone”, mi chiedo: ma è concesso insultare liberamente sul mezzo facebook? non dovrebbe esserci un regolamento sia dei gestori della piattaforma sia esterno che impedisca l’insulto libero? boh…
    nella notizia mi sfugge però perchè a ripagare la famiglia Aldrovandi sia stato io con le mie tasse e non quei 4 criminali… questo modo di scaricare le responsabilità (del tipo “tanto paga babbo”) non mi piace e sarebbe come se per le colpe di un prete pedofilo si chiedesse di far pagare alla chiesa il risarcimento danni ai familiari e al bambino… pazzesco, no?

  2. Andrea Marzi Andrea Marzi says:

    @ Ivan
    è esattamente come dici, ma credo che se è ingiusto nei tuoi confronti, è giusto a garanzia delle vittime. È una responsabilità oggettiva, altrimenti ci sarebbe il rischio che le vittime non vengano risarcite ed è visto come il male minore. A ragione, secondo me. Per lo stesso principio nei paesi con una giustizia meglio funzionante diverse diocesi sono arrivate al fallimento (credo anche la diocesi di Boston) schiacciate dall’entità dei risarcimenti alle vittime dei preti pedofili. Stiamo parlando degli Stati Uniti, un paese in cui con il falso in bilancio si va in carcere per 25 anni, mica come da noi.

  3. ivan il terribile ivan il terribile says:

    passi pure il concetto di male minore, però non mi torna una cosa: ammettiamo pure che lo Stato anticipi i soldi, non sarebbe giusto che i 4 assassini venissero licenziati in tronco, privati di liquidazione ed eventuali beni propri(appartamenti, depositi, etc…) per risarcire quanto anticipato dallo Stato e, se ciò non bastasse,aprire una bella posizione debitoria nei confronti dello Stato stesso fino ad estinzione del debito? Cosa non funziona in questo ragionamento?
    altra cosa, perpetuando il paragone con la chiesa: perchè se un viceparroco dell’Alabama sfiora una mano del chierichetto allora è lecito scrivere che il papa difende i pedofili, mentre se 4 agenti di polizia massacrano di botte un ragazzino inerme e lo Stato non si dissocia, fermamente, coi fatti, non si dovrebbe scrivere che “il presidente dello repubblica difende gli assassini”? così, per capire…

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