Stracult

By Ivan il Terribile | Arte e Cultura, Cinema

Che fate il lunedì sera? Io suggerisco a tutti i cinefili di sintonizzarsi su Raidue, dove alle 23.30 circa va in onda Stracult (a casa) di Marco Giusti; provo a darvi 10 buoni motivi per non perderlo:

1- È uno dei pochissimi programmi che si occupa di cinema sul piccolo schermo; l’alternativa è il terribile Cinematografo di Gigi Marzullo con i suoi ospiti ingessati fra cui spicca l’antipaticissima Anselma Dell’Olio, giustamente sbeffeggiata per la sua ruffianaggine proprio nel programma di raidue. Peraltro il re dei raccomandati va in onda ad un orario assurdo, il sabato notte in contemporanea con Fuori Orario di Enrico Ghezzi

2- Tanto il lunedì sera molti cinema sono chiusi e, dopo il week-end di folli visioni, al cinefilo non resta da far altro che adagiarsi sul divano.

3- Probabilmente è l’unico programma nella storia della tv mondiale presentato da un balbuziente (Marco Giusti nella fattispecie) e, come se non bastasse, assolutamente non bello; uno schiaffo a tutte le teorie sul “bravo presentatore”: un altro mondo è possibile!

4- Al suo interno riesce a risultare simpatico anche Paolino Ruffini, insopportabile nei cinepanettoni  e negli altri programmi da lui condotti (sin dai tempi in cui faceva il vj su Mtv); il motivo è semplice: Paolino è un vero appassionato (e gran conoscitore) di cinema e in questo contesto riesce a essere “naturalmente” divertente.

5- Non esistono steccati: all’interno di ogni puntata sarà facile ascoltare nel breve volgere di qualche minuto i nomi di Federico Fellini e Nando Cicero, Sergio Leone e Joe D’Amato. Gli intellettuali non apprezzeranno, tanto peggio per loro.

6- Vengono ripescate immagini di film spesso dimenticati e oramai quasi invisibili e quei pochi fotogrammi mostrati a me fanno luccicare gli occhi molto più di qualsiasi televendita e fan venire una gran acquolina in bocca, molto più di quella provocata dalle amene ricette firmate Clerici,  Parodi, Vissani e da tutti quegli chef catodici da cui non andrei mai a cena

7- Nello studio si dà spazio non solo alle “star” (tipo Sabrina Ferilli), ma anche a tanti caratteristi e professionisti che hanno fatto e fanno la storia del cinema come (e forse anche più di) tanti divi e divetti; e tutti siedono sullo stesso divano realizzando così un’utopia sociale che andrebbe esportata fuori da quell’ambito…

8- Si respira un autentico clima da amici che si incontrano a casa (di Giusti) e che chiacchierano amabilmente di ciò che più gli piace; idea mutuata da Porta a porta (se vogliamo), ma da Vespa la convivialità è palesemente falsa, come in certi pranzi di famiglia o di quei gruppi i cui membri hanno ben poco da spartire e che spesso (infatti) finiscono a coltellate.

9- Perché lo dico io che, pur non avendo il televisore, faccio carte false per ritrovarmi in qualche luogo dotato di schermo e antenna in quel giorno e in quell’orario.

Se ancora non vi ho convinti vado con l’asso di briscola:

10- L’ultima parte del programma è dedicata all’hard con ospiti (e immagini…) dal mondo del “new porn“.

E così vi ho conquistato di certo…

Ivan il Terribile

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2 Responses to Stracult

  1. luca di biase says:

    a stracult gradirei di vedere la pubblicità di colore sempre vivo philips in aereo del 1984 e domenica in del 5 novembre 1978.

  2. Maria Incoronata De Tiega Molina Baudòs says:

    Marco Giusti, classe 1953, è un bell’uomo, dotato di un fascino non comune, felicissima simbiosi tra il carisma dell’intellettuale autentico, i lineamenti simmetrici dell’ uomo d’altri tempi e il fisico di costituzione robusta fine ‘800. La scultura neoclassica è zeppa di modelli simigliari, specie a ritrarre plasticamente una divinità rigogliosa e poeticamente possente. Trovo la sua bellezza più interessante di quelle insipide, ordinarie, alla Gabriel Garko. La balbuzia è da considerarsi un valore aggiunto, scagiona ogni mediazione con la sua schietta interiorità. E poi, in fondo, ha una bellissima voce: profondità dei bassi mai ostentatti, miscelata a dei gradevolissimi guizzi tonali medi (sempre eleganti e in punta di piedi). Magari ve ne fossero in tv di uomini così, senza peli sulla lingua e di ineguagliabile leggerezza. Ci vorrebbero davvero più “Giusti” in barba e meno “Giletti” in lametta (mi si passi questa datata, ma pur sempre divertente battuta, basata su un semplice giuoco di parole)

    Maria Incoronata De Tiega Molina Baudòs
    (anni 87, portati orgogliosamente)

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