Dove sono finiti i cattolici?

By Pereira | News, Politica

Un mistero avvolge l’Italia.

Il paese più cattolico del mondo sempre costretto a fare i conti con le mille petulanti voci del ricatto-pedaggio della morale cattolica (disperante l’intervista passata ieri in tv dell’unica ginecologa non obiettrice di coscienza di una città del sud su cui grava l’incombenza di gestire le interruzioni di gravidanza di un bacino di 200.000 persone) sembra improvvisamente colpito da un morbo: un enorme pezzo d’Italia è diventato afono. Le mille voci petulanti si sono ridotte a due, quella dell’Avvenire che chiede a Formigoni un po’ di pudore e quella della moglie del compare di viaggi e affari del presidente della regione Lombardia, l’ex assessore alla sanità lombarda, Antonio Simone, ciellino doc arrestato pochi giorni fa

La comunità cattolica ammutolisce un po’ per vergogna (si spera) un po’ per il disorientamento dovuto alla presenza di tante persone ingenue e per bene, tanto nella comunità in generale quanto nella premiata ditta CL-Compagnia delle Opere.

Nella premiata ditta infatti sembrano vivere da molti anni – gli uni a fianco agli altri e senza imbarazzi – tanto ieratici cultori dello spirito cristiano quanto famelici protagonisti di una associazione a fatturare. Con le buone o con le cattive.

È dello scorso anno la confidenza di un imprenditore che mi raccontava perplesso la proposta di una cara amica che lo sollecitava a entrare in Cl e di lì nella Compagnia delle Opere perché questo gli avrebbe aperto prospettive di business altrimenti impossibili.

Non ho molte speranze che questo silenzio duri a lungo e neanche che la stragrande maggioranza dei cattolici si vergogni al punto da promuovere e pretendere cambiamenti in se stessi e nel movimento. Se devi offrire l’altra guancia per guadagnare il paradiso, sei carne da macello per quelli senza scrupoli.

Figurati poi se gli fai fare il Presidente.

Pereira

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About The Author

Pereira
Della prima parte della mia vita, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. Vedi anche questo post

One Response to Dove sono finiti i cattolici?

  1. Blade Runner says:

    Caro Pereira,
    credi davvero che gli esempi che hai riportato rappresentino la sostanza dell’essere cattolici?
    In ogni situazione ci sono le derive ed i mercenari, ma questi non sono mai rappresentativi dei valori di cui portano, molto indegnamente, la bandiera.
    Questo vale anche per i cattolici.
    Mi piacerebbe un confronto sui valori e sugli ideali e non una lapidazione di un gruppo a partire dagli errori di alcuni suoi componenti. Non credo che esista nessuna categoria “perfetta”. Nemmeno i cattolici.

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