Muore a Lisbona Tabucchi, aveva 68 anni

Pubblicato il 26 marzo 2012 | da Pereira | Coscienza civile, News

Sostiene Pereira che non ci aveva mai pensato che chi gli aveva dato la vita potesse morire e che lui si sarebbe trovato a scrivere un “coccodrillo” proprio in occasione della sua morte.
Il “ coccodrillo”.
Era stato questo, sostiene Pereira, il pretesto narrativo grazie al quale suo padre, Antonio Tabucchi, gli aveva fatto conoscere il giovane Monteiro Rossi: infatti lo aveva assunto al giornale per scrivere “coccodrilli” – ricordi – su uomini famosi da pubblicare quando sarebbero scomparsi.
Dire “suo padre”, sostiene Pereira, fa uno strano effetto. Si può essere genitori di qualcuno di cent’anni più vecchio di te? Si può essere padri di un personaggio inventato? Pereira sostiene di sì, dice che lui era suo padre e che gli mancherà.
Oh, se gli mancherà.

Pereira

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A proposito dell'autore

Della prima parte della mia vita, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. Vedi anche questo post

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