L’altra faccia della TAV – numero 2

10 marzo 2012 | Redazione | Coscienza civile

Alla mia lettera di qualche giorno fa sulla Val di Susa ho ricevuto molte risposte e tutte mi hanno confortato nel non sentirmi solo nell’aver aperto gli occhi con un certo ritardo, ma soprattutto mi hanno fornito nuove e dettagliate informazioni.

Tra tutte voglio proporvi questa, che cita le fonti e ci fa capire il vero motivo che porta tutti i partiti e i governanti a non voler ascoltare i cittadini.

 Italo  


SIAMO STATI IN VAL DI SUSA ED ABBIAMO CAPITO

Siamo stati in Val di Susa ospiti degli abitanti della valle: insegnanti, agricoltori, pensionati, studenti e abbiamo visto:

Un luogo attraversato da due strade statali, un’autostrada, un traforo, una ferrovia, impianti da sci, pesanti attività estrattive lungo il fiume.

Persone che continuano a curare questo territorio già affaticato da infrastrutture ed attività commerciali e cercano di recuperare un rapporto equilibrato con l’ambiente e la propria storia.

Una comunità che crede nella convivialità e nella coesione sociale e coltiva forti rapporti intergenerazionali.

Abbiamo capito che in Val di Susa non è in gioco la realizzazione della ferrovia Torino-Lione, bensì un intero modello sociale. Un popolo unito e coeso, una comunità forte non può essere assoggettata a nessun interesse nè politico, nè economico. E’ interesse di tutti i poteri forti dividere, isolare, smembrare per poter meglio controllare e favorire interessi particolari.

Abbiamo capito perché tutto l’arco costituzionale vuole la TAV, non è difficile, basta guardare alle imprese coinvolte:

Cmc (Cooperativa Muratori e Cementisti) cooperativa rossa, quinta impresa di costruzioni italiana, al 96esimo posto nella classifica dei principali 225 «contractor» internazionali che vanta un ex-amministratore illustre, Pier Luigi Bersani, si è aggiudicata l’incarico (affidato senza gara) di guidare un consorzio di imprese (Strabag AG, Cogeis SpA, Bentini SpA e Geotecna SpA) per la realizzazione del cunicolo esplorativo a Maddalena di Chiomonte. Valore dell’appalto 96 milioni di Euro.

Rocksoil s.p.a società di geoingegneria fondata e guidata da Giuseppe Lunardi il quale… ha ceduto le sue azioni ai suoi familiari nel momento di assumere l’incarico di ministro delle Infrastrutture e dei trasporti del governo Berlusconi dal 2001 al 2006. Nel 2002, la Rocksoil ha ricevuto un incarico di consulenza dalla società francese Eiffage, che a sua volta era stata incaricata da Rete Ferroviaria Italiana (di proprietà dello stato) di progettare il tunnel di 54 Km della Torino-Lione che da solo assorbirà 13 miliardi di Euro. Il ministro si è difeso dall’accusa di conflitto di interessi dicendo che la sua società lavorava solo all’estero.

Impregilo è la principale impresa di costruzioni italiana. È il general contractor del progetto Torino-Lione e del ponte sullo stretto di Messina. Appartiene a:

33% Argofin: Gruppo Gavio. Marcello Gavio è stato latitante negli anni 92-93 in quanto ricercato per reati di corruzione legati alla costruzione dell’Autostrada Milano-Genova. Prosciolto successivamente per prescrizione del reato.

33% Autostrade: Gruppo Benetton. Uno dei principali gruppi imprenditoriali italiani noto all’estero per lo sfruttamento dei lavoratori delle sue fabbriche di tessile in Asia e per aver sottratto quasi un milione di ettari di terra alle comunità Mapuche in Argentina e Cile

33% Immobiliare Lombarda: Gruppo Ligresti. Salvatore Ligresti è stato condannato nell’ambito dell’inchiesta di Tangentopoli pattuendo una condanna a 4 anni e due mesi dopo la quale è tornato tranquillamente alla sua attività di costruttore.

Abbiamo capito che l’unico argomento rimasto in mano ai politico-imprenditori ed ai loro mezzi di comunicazione per giustificare un inutile progetto da 20 miliardi di euro mentre contemporaneamente si taglia su tutta la spesa sociale è la diffamazione. Far passare gli abitanti della Val di Susa come violenti terroristi. Mentre noi abbiamo visto nonni che preparavano le torte, appassionati insegnanti al lavoro, agricoltori responsabili, amministratori incorruttibili.

Abbiamo capito che questo è l’unico argomento possibile perché ormai numerosi ed autorevoli studi, di cui nessuno parla, hanno già dimostrato quanto la TAV sia economicamente inutile e gravemente dannosa.

Questi i principali:

- Interventi scientifici e studi relativi all’Alta Velocità Torino-Lione dei ricercatori del Politecnico di Torino: http://areeweb.polito.it/eventi/TAVSalute/

- Analisi degli studi condotti da LTF in merito al progetto Lione-Torino, eseguiti da COWI, rinomato studio di consulenza che lavora stabilmente per le istituzioni europee: http://ec.europa.eu/ten/transport/priority_projects/doc/2006-04-25/2006_ltf_final_report_it.pdf

- Contributo del Professore Angelo Tartaglia, del Politecnico di Torino: http:/www.notav.eu/modules/Zina/Documenti/2010_11-Angelo%20Tartaglia%20confuta%20teorie%20S%EC%20TAV%20On.%20Stefano%20Esposito.pdf

- Analisi economica del Prof. Marco Ponti del Politecnico di Milano http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002454.html

- Rapporto sui fenomeni di illegalità e sulla penetrazione mafiosa nel ciclo del contratto pubblico del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro: http://www.notav.eu/modules/Zina/Documenti/2008_Rapporto%20sugli%20appalti.pdf

- Risultanze del controllo sulla gestione dei debiti accollati al bilancio dello Stato contratti da FF.SS., RFI, TAV e ISPA per infrastrutture ferroviarie e per la realizzazione del sistema “Alta velocità”: http://www.notav-avigliana.it/doc/delibera_25_2008_g_relazione.pdf

- Ricerca del Politecnico di Milano sull’alta velocità in Italia che svela un buco di milioni di utenti. http://www.tema.unina.it/index.php/tema/article/view/486

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5 Responses to L’altra faccia della TAV – numero 2

  1. Gaioing says:

    x il dibattito

    Le informazioni sulla composizione delle imprese interessate alla TAV non sono certo una novità.
    Tutto fa capo al fatto che in Italia, in genere, la grande impresa è di fatto assistita dallo Stato mentre
    per la piccola e media impresa invece è diverso.
    Quest’ultima sa competere proprio perché non è assistita , la grande impresa italiana invece non sa competere.
    In pratica lo Stato accetta opere pubbliche dal basso ritorno energetico, quindi che producono più debito che benefici, pur di far lavorare la grande impresa.
    Gli esempi sono innumerevoli, basta pensare ai grandi gruppi interessati alla saga degli inceneritori .
    Anche la FIAT, come sappiamo ,è stata a lungo assistita mentre ora lo è di meno perché si è internazionalizzata
    e in un certo senso fa il comodo suo.
    Quasi tutto il settore delle opere pubbliche civili è di fatto largamente assistito, ma qualche volta, peraltro assai raramente, accade anche il contrario, come nel caso della Radioterapia di Muraglia, finita nel 2007 da un gruppo ccoperativo privato in rimessa rispetto ai prezzi di appalto di circa 10 anni prima.

  2. federico says:

    purtroppo il problema non è la TAV, sarebbe troppo bello; il problema è l’Italia

  3. Gaioing says:

    x il dibattito

    Non so chi ha avuto la pazienza di ascoltare per intero il video di 15′ dell’ing.Cicconi su You Tube. Per mio conto sono rimasto sbalordito sulla questione del comma 118, approvato con la finanziaria 2007 (governo Prodi opposizione Berlusconi e Lega).
    La questione sta in questi termini, a detta di Cicconi:
    3 imprese si impegnano a progettare e costruire la TAV con il project financing al costo di 12 miliardi di euro.Project financing significa che le 3 imprese investono, indebitandosi, 12 miliardi di euro e poi, ad opera eseguita , rientrano dal loro debito privato con le tariffe sui pedaggi della nuova linea costruita.
    Il comma 118 è una clausola con cui il debito privato delle 3 imprese diventa debito pubblico!
    In Parlamento, maggioranza e opposizione si sono affrontate, in quella finanziaria, solo sulla questione del ticket sanitario,che incideva nel totale per meno di 1 miliardo di euro, mentre sul comma 118 (12 miliardi di euro di debito pubblico in più) tutti allineati e coperti !
    La cosa ancora più grave è che Cicconi prevede che l’attuale debito pubblico-privato delle spa (ex Municipalizzate) nella gestione dei servizi essenziali, diventerà, prima o poi, totalmente pubblico con un artifizio simile a quello del comma 118.
    Se succedesse una cosa simile mi sentirei profondamente preso in giro !

  4. Pereira Pereira says:

    Caro Gaioing,
    non ho avuto la tua stessa pazienza perciò ti sono grato dell’informazione, ma diciamocelo: sono cose queste che ancora ci possono stupire? Nella Tav sono coinvolte imprese molto vicine a Bersani e Berlusconi quindi è chiaro che hanno fatto come fanno spesso. Si mettono d’accordo per avere ognuno la sua parte, sempre più grande, se poi deve essere sacrificato il debito pubblico italiano… à la guerre comme à la guerre…

  5. Gaioing says:

    @Pereira

    Una guerra vera o una guerra dialettica democratica?
    Di questi tempi potrebbe bastare anche la seconda, ovviamente se ci si accontenta.
    Sabato mattina ero a Pesaro al porto e mi godevo,passeggiando, la tranquillità della calata Caio Duilio.
    Niente più traffici petroliferi, niente più traffici di inerti, le strade pulite e il frastuono lontano.
    Nell’ormeggio delle chiatte degli inerti 4 pescherecci
    grandi di Fano che non entrano più in quel porto perché manca il pescaggio.
    Le lotte del porto dell’inizio degli anni 2000 sono state aiutate dalla depressione economica in corso.
    Volevamo un porto tranquillo…ora ce l’abbiamo !

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