KaboomTranquilli, non ho intenzione di tediarvi con il piagnisteo sulla pirateria e dei danni che causa all’industria cinematografica e neanche di ringraziare quella rete che consente di scaricare a scrocco qualsiasi film in nome di una libera e democratica diffusione dell’arte, necessaria per saziare il nostro bisogno di cultura (allo stesso modo allora si dovrebbe soddisfare la necessità di cibo andando a prenderlo dai campi altrui o dai negozi senza passar dalla cassa, per non parlare del sesso e di altri desideri primari che dovrebbero essere gratuiti per tutti e senza consenso della controparte… follia pura).
Io voglio parlare di una vera mutazione in atto nel mondo del cinema.

E lo faccio partendo da un film che in Italia esce in questi giorni direttamente on-line, sul sito www.ownair.it. Si intitola Kaboom, ed è l’ultima opera di Gregg Araki, presentata a Cannes, ma che non ha trovato spazio nei listini dei distributori tradizionali.
Faccio un piccolo riassunto e ricordo che Araki era un giovane regista di belle speranze una ventina di anni fa, uno dei pochi per i quali feci oltre 40 chilometri per trovare un cinema che proiettasse il suo “scandaloso” Doom generation. Il film mi deluse e lo scandalo a dir il vero era solo negli occhi di chi ce lo voleva vedere (proprio come per Shame, dove l’unica vergogna è quella dei critici e del pubblico che hanno scoperto davanti allo schermo che esiste il sesso occasionale, (auto)distruttivo, anaffettivo e disperato… bah). Come dicevo quel film non mi sconvolse troppo (per la cronaca mi convinse e mi toccò molto di più Mysterious skin, dalla violenza meno esibita ma decisamente più efficace) e di lui si erano quasi perse le tracce, almeno nelle sale. Oggi invece è il suo film che viene da me o almeno ci prova perché a dir il vero ancora non l’ho scaricato (pagando) e visionato sia perché la mia attrezzatura tecnologica mi chiederebbe giorni di download sia perché non so se cedere a questa nuova fruizione fai da te.

Sarò nostalgico, però ancora sono attaccato all’atto di “andare” al cinema, ma mi rendo conto che la stragrande maggioranza dei film prodotti ogni anno nel mondo NON passa nelle sale e per queste centinaia di opere il canale alternativo di internet rappresenta l’unica possibilità per essere viste in ogni angolo del pianeta. Resta il fatto che per questi film, ipoteticamente destinati all’oblio dagli alti costi di distribuzione nelle sale, l’idea di tanti (?) spettatori singoli mi mette un po’ tristezza.

Ad ogni modo già diversi siti stanno lavorando in questo senso (si veda anche mymovies.it e il suo servizio di prime visioni in streaming).

Nel frattempo anche i cinema cambiano pelle: ad esempio il 16 febbraio alle 20 in 150 sale italiane (per una sera sola) sarà proiettato un film evento su Leonardo Da Vinci e la mostra che è stata allestita a Londra. Funzionerà?

Staremo a vedere, anche se non penso che aderirò a questa visita museale a distanza.

Una cosa è certa: se queste tendenze si consolideranno, il cinema (inteso come spazio) diventerà un luogo dove si vedranno eventi (concerti, mostre, convention, tutto fuorché i film) lontani migliaia di chilometri e il Cinema (intesa come arte) qualcosa che ognuno consumerà nella propria stanzetta. Resto perplesso e, per quanto mi riguarda, cercherò di non finire in questa rete…