Come osservatore che cerca di non perdere di vista sia le nefandezze degli ultimi governi, che le giuste critiche di tanti fra cui i miei colleghi di RP, a Monti… devo ammettere che se andiamo avanti così io rischio di trasformarmi in un suo fan.

Giusto ieri, nel cancellare le speranze di quanti volevano la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020 ha avuto la sfrontatezza – perché di questo si tratta nell’Italia del berluschini e dei furbetti – di dire “Il rischio non era accettabile, non responsabile”. Forse non tutti si rendono conto di quanto sia rivoluzionario oggi il riferimento a questo concetto.

Stiamo parlando del valore per cui si dice una cosa e dicendola ci si gioca la propria dignità e credibilità personale e che ci impegna ad onorare il ruolo che ci è assegnato con rigore e attenzione. Il rispondere (respondere) di ciò che ci si è impegnati a fare.

Alemanno e Petrucci, presidente del Coni, si indignano. Ma prima di indignarsi dovrebbero dirci chi ha pagato – o se preferite chi è responsabile - per le tre piscine mai terminate ed entrate in funzione pagate dallo Stato 90 milioni di euro contro il preventivo di 24, previste per i Mondiali di nuoto di Roma 2009. Una di queste, anche qualora l’impianto venisse ultimato con ulteriore esborso, non potrà mai essere usata per competizioni perché invece che farla di formato olimpionico (50 metri) qualcuno ha sbagliato a prendere le misure e così l’hanno fatta di 55! Chi è responsabile di questi fatti? Se il sistema Italia fosse in grado di:

a) Assegnare adeguatamente gli appalti con penali ecc

b) Individuare e far pagare in solido e penalmente chi ha commesso questi illeciti e chi ha truffato il paese…

…in quel caso Petrucci – che era già in carica nel 2009, badate bene – avrebbe di che dolersi.

Diversamente, sbattergli la porta in faccia, platealmente e all’ultimo giorno utile per la presentazione della candidatura è solo un sublime, felicemente scorretto, educativo, richiamo al senso di responsabilità.

Pereira