Buffon e Luis Enrique, la vergogna e la bellezza del calcio, della vita

By Pereira | Coscienza civile, News

Domenica scorsa durante Milan-Juve, il portiere Buffon ha respinto fuori dalla porta un tiro milanista che era entrato mezzo metro oltre la linea di porta. Clamorosa svista di arbitro e guardalinee e gol non convalidato. Nel dopo partita il portiere ha detto di non essersi accorto che il tiro di Muntari fosse entrato, poi, ahimè, ha aggiunto: “Se l’avessi visto, non avrei detto nulla all’arbitro”. Nei giorni successivi ha confermato il suo atteggiamento mafioso “Ridirei tutte le stesse cose”.
Mi chiedo che insegnamento ne abbiano ricavato i milioni di bambini appassionati di calcio da questo episodio. Mi chiedo ancora: Buffon ha un figlio, che cosa gli insegnerà il ricco e mafioso portiere dei valori sportivi?
Questa diventa una spinosa questione anche per il c.t. Prandelli, uomo vero e molto attento ai valori più nobili e leali dello sport. Buffon è il capitano della nazionale. Potrà permettersi Prandelli un capitano mafioso?
Certo il calcio che promuove le campagne mediatiche sul “fair play” e poi è rappresentato ai massimi livelli da personaggi di questa statura morale, non ci guadagnerà in credibilità, a maggior ragione in una stagione come questa di inchieste della magistratura su partite comprate e vendute. A proposito, tempo fa l’omertoso Buffon fu implicato… in un guaio per aver scommesso illecitamente su alcune partite. Insomma, il personaggio è quello.

Per fortuna qualche anticorpo è presente anche nel calcio. E’ una bella coincidenza che nella stessa giornata si sia verificato anche un episodio di tenore opposto.
Il fortissimo centrocampista della Roma De Rossi si è presentato in ritardo alla riunione pre-partita e l’allenatore Luis Enrique che a inizio stagione aveva avvisato la squadra che le regole valevano per tutti, lo ha lasciato in tribuna. La squadra, disorientata da tanta giustizia, ha perso. Ma secondo me ha vinto, sono scelte che daranno frutti.

Un consiglio non richiesto al piccolo Buffon: se vuoi diventare un bravo portiere segui papà, se vuoi diventare anche un uomo tieni d’occhio dove allenerà Luis Enrique nei prossimi anni.

Pereira

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About The Author

Pereira
Della prima parte della mia vita, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. Vedi anche questo post

7 Responses to Buffon e Luis Enrique, la vergogna e la bellezza del calcio, della vita

  1. Trovo l’articolo un po’ esagerato, per alcuni motivi… ma a me il calcio annoia, quindi evito di parlarne, però mi ha divertito sbirciare tra le pagine del CODICE ETICO della Juventus: 3.15 – La guida e l’educazione dei giovani devono essere condotte in accordo con modelli che valorizzino i principi etici e umani in generale ed il fair play nello sport in particolare. 17.2 Ciascuno dei soggetti di cui al precedente punto 17.1 deve comportarsi secondo i principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva. 19.2 I dipendenti della Società, i collaboratori, i calciatori e gli altri tesserati e gli amministratori hanno l’obbligo di informare senza indugio il proprio superiore ovvero, in caso di impossibilità e/o inopportunità, il Consiglio di Amministrazione, l’Organismo di Vigilanza o il Comitato per il Controllo Interno, di comportamenti che sono stati posti in essere o che stanno per essere posti in essere in violazione delle norme del presente Codice da parte di persone ad esso soggette. Direi, quindi, che è indubbio che il grande Buffon ha contravvenuto ad almeno due punti del codice… la società dovrebbe prendere posizione e provvedimenti. Altrimenti il codice etico è solo fuffa!

  2. Pereira Pereira says:

    @Tamburini
    Incasso con un sorriso la critica e rispondo che se sapessi 15 lingue la ringrazierei in 15 lingue, caro Tamburini. Che qualità nel suo commento…

  3. ivan il terribile ivan il terribile says:

    onestamente da appassionato di calcio e arbitro con centinaia, migliaia di partite sulle spalle, devo dire che non concordo molto con questa mostrificazione di Buffon (che peraltro NON mi sta simpatico neanche un pò), il cui unico errore è stato quello di non rinviare la (stupida) domanda al mittente.
    Non sta scritto da nessuna parte e in nessun codice etico sportivo che il partecipante debba autodenunciarsi per un fallo non visto o una svista arbitrale.
    Pensate davvero che in altre CENTINAIA di casi settimanali difensori ed attaccanti non siano coscienti di aver fatto falli da rigore, aver recuperato il pallone oltre la linea, etc… per non parlare di condotte violente che magari sfuggono alla terna (tipo la testata di Zidane, beccata solo dai monitor; e se la tv non riprendeva il fatto, Zidane doveva andar dall’arbitro e farsi cacciare?)
    l’importante, a mio avviso, è non truffare (vedi alla voce simulazione, doping, scommesse sulla propria partita, comprare gli arbitri, etc…) ed è tutto un altro paio di maniche
    Buffon in definitiva avrebbe solo dovuto dire:”Io rispetto l’arbitro e le sue decisioni anche quando sono clamorosamente sbagliate nei miei confronti e ai bambini chiedo di fare altrettanto anche se talvolta è dura da mandar giù e aggiungo che i tempi sono maturi per aiutare i direttori di gara con mezzi tecnologicamente avanzati da utilizzare in casi controversi”
    Luis Enrique invece, date le premesse, ha fatto quel che doveva per non perdere la faccia di fronte a tutto il resto della rosa

  4. Gaioing says:

    X il dibattito

    Questi sono casi dove anche la gente comune può capire il concetto di spazio-tempo einsteiniano.
    Buffon, in quel preciso momento, si trova, con le sue mani, in un preciso punto dello spazio (oltre la riga di porta).
    Lo spazio-tempo praticato da Buffon non viene percepito da nessuno , neppure da lui stesso probabilmente, impegnato come è nella parata .
    Per percepire l’errore bisogna separare lo spazio dal tempo , ad esempio con una moviola.
    Ci vorrebbe un falco di porta come nel tennis.
    Perchè non si procede?
    Perchè casi simili di alterazione dello spazio tempo generano energia , ovvero dibattito, audience, giornali venduti e, soprattutto, tengono impegnate le masse in cose futili.

  5. mirkofabbri says:

    non c’è bisogno di seguire il calcio per accorgersi che quello di pereria è l’intervento di un tifoso neanche troppo ben mascherato dietro la faccenda dell’etica (peraltro un uso più parco della parola “mafioso” sarebbe auspicabile, anche qui per non fare di tutto una fuffa indistinta), mentre quello del terribile è molto più equilibrato, talmente regolato che avrebbe anche potuto omettere le sue esperienze da arbitro.

    p.s. questo terribile quando non parla di cinema è persino meglio … 😉

  6. Gaioing says:

    Sono stato un po’ impreciso.

    Il termine “nessuno” è evidentemente riferito ai direttori arbitrali, dato che è chiaro che ci siano soggetti più privilegiati a valutare lo spazio-tempo di Buffon e altri meno e tutto comunque è molto relativo.
    Il primo è ovviamente Buffon stesso che sembra accorgersi della palla oltre la linea e la respinge
    con un movimento simile alla palla a volo . In quello spazio-tempo,per altro, lui pensa a parare e non può far altro. Il giorno in cui vedessi un portiere, in circostanze simili, non tentare neppure la parata
    perché giudica il gool già avvenuto, comincerei a pensare che il dna degli umani stia cambiando profondamente.
    Anche i giocatori più vicini all’evento si accorgono del gool avvenuto perché il loro spazio-tempo è privilegiato rispetto all’evento.Ancor più privilegiati sono i telespettatori perché sono focalizzati sull’evento senza esserne compartecipi.
    Buffon comunque è molto scorretto. Da un lato dice che non è lui a dover giudicare, dall’altro esprime,
    a cose fatte, un giudizio opposto a quello che forse ha visto.

  7. ivan il terribile ivan il terribile says:

    riesumo questo articolo perchè è finita la stagione e il risultato è che:
    – Buffon è campione d’Italia e, alla prova dei fatti, quel gol -(non) gol è stato decisivo… e intanto andrà agli Europei (nonostante la comicissima gaffe contro il Lecce)
    – Luis Enrique fallisce la sua missione e “si dimette” (o viene costretto a farlo), perdendo così anche lo stipendio a differenza degli altri allenatori esonerati… e nel suo futuro si fa fatica a vedere una panchina più prestigiosa di quella della Battipagliese

    Così vanno le cose

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