Il Generale Monti alle grandi manovre (della guerra di classe). Parte seconda.

By Norman Bates | Coscienza civile, Economia, News

Il Generale Monti alle grandi manovre (della guerra di classe)Proseguiamo il ragionamento iniziato nella prima parte di questo articolo, ponendoci il secondo quesito che ci si affaccia alla mente in questi tempi: da che parte sta Mario Monti?
Facciamo un passo indietro. Ricordate quando (pare passato un intero evo) Tremonti minimizzava la crisi italiana invocando il debito integrato? Sosteneva, l’allora super-ministro, che la situazione del bel Paese è migliore di altre in quanto l’alto debito pubblico sarebbe compensato da un alto (addirittura superiore) risparmio privato.
Già al risuonare di tali dichiarazioni c’era da sentire puzza di bruciato. Vuoi vedere, mi dissi, che preparano il terreno per trasferire il risparmio dalle casse (piene) dei cittadini a quelle (vuote) dello Stato? Detto e fatto!

S’è dovuto sacrificare il simbolo dello spreco e dell’eccesso (pubblico e privato) sostituendolo con l’edizione rinnovata e italiana dei Padri Pellegrini e si è dato avvio al più grande rastrellamento di risparmi privati nella storia della Repubblica.
Non lasciamoci ingannare dalle parole, buone per la propaganda, sacrifici, equità, crescita: i soldi sono, e saranno, recuperati seguendo la legge dei grandi numeri secondo cui è più redditizio prendere (relativamente) poco a moltissimi che tanto a pochissimi.Tasche vuote agli italiani. Anche perché, se lo Stato può vivere (allegramente) sui debiti, i cittadini semplicemente vivranno (tristemente) in miseria (salvando così il debito integrato).

E la crescita (la cosiddetta fase due)? Attraverso le liberalizzazioni.
Intendiamoci: non stiamo parlando di taxi, farmacie, notai (rispetto ai quali il governo dei sobri non mostra, infatti, alcuna intenzione di andare ad uno scontro con le corporazioni). La “polpa” sta nella grande torta dei servizi essenziali a tutt’oggi a gestione pubblica (locale e/o centrale): trasporti, energia, ma anche sanità, scuola, camere di commercio, enti fiera, ecc.
Il capitalismo italiano, pusillanime e codardo, tranne poche eccezioni non è, per struttura e mentalità, in grado di competere sullo scacchiere mondiale della produzione di beni materiali e immateriali ed ecco quindi la ricetta per rilanciare l’economia italiana: permettere la accumulazione di profitti in settori a bassa “penetrazione” di imprese straniere sottraendoli, come si diceva, alla gestione pubblica. Maggiore concorrenza, abbassamento dei prezzi, più occupazione, aumento dell’efficenza saranno (se ci saranno, ed è tutto da dimostrare, le esperienze maturate finora non lasciano ben sperare) eventuali effetti secondari.
Molti di questi servizi (sanità e scuola su tutti) verranno pagati – del tutto o in parte – con soldi pubblici, quelli sottratti ai cittadini con la prima parte della manovra.Guerra di classe.
In questo si svela la natura di classe della manovra economica del Governo Monti, non solo e non tanto nella mancata patrimoniale, nella messa in discussione dei diritti dei lavoratori (pensioni e garanzia del posto di lavoro), nell’aumento delle tasse sui consumi (moderna versione della tassa sul macinato), ecc.: essa si palesa pienamente nell’interpretare la “crescita” come crescita dei profitti delle imprese.
Ben diversa prospettiva e ben diverso coraggio sarebbero serviti per una manovra vagamente keynesiana che favorisse – e dirigesse – la domanda con un nuovo e sostenibile intervento dello Stato in economia (basti pensare all’enorme lavoro che ci sarebbe da fare per riassestare minimamente il disastrato territorio italiano).

E allora: non ci resta che piangere?
Probabile, ma non scontato.

“Non potrebbe andare peggio!” sostiene il pessimista.”Potrebbe! Potrebbe!” ribatte l’ottimista.
I processi storici non sono mai lineari; procedono per conflitti.
Gli indignados di tutto il mondo si dichiarano convinti che il vorace capitalismo finanziario che sta affossando l’intero sistema economico mondiale sia una evoluzione inevitabile del capitalismo moderno; Monti e molti come lui, sembrano giudicarla, viceversa, come una degenerazione del sistema da correggere al più presto attuando politiche e manovre da “destra storica”.
La realtà è che le due realtà (capitalismo finanziario/speculativo e capitalismo industriale/produttivo) non possono più fare a meno l’una dell’altra (d’altronde le industrie non hanno mai potuto fare a meno delle banche), a volte interessi contrapposti sembrano essere assunti dalle stesse persone, ma il conflitto è in atto e finirà per trasformare il mondo che abbiamo conosciuto con cambiamenti che saranno probabilmente paragonabili a quelli provocati dal passaggio dal feudalesimo al capitalismo.
A giudicarlo dalle prime operazioni compiute, il Governo Monti pare porsi dalla parte del capitalismo industriale, contro quello meramente finanziario. E non è detto che sia la scelta più di destra.

Il prossimo contributo di Norman Bates sarà pubblicato nella prima settimana di febbraio.

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About The Author

Norman Bates
Gentile sig. Pereira, mi chiamo Norman Bates e le mie vicende furono piuttosto note, alcuni decenni or sono, grazie alla loro trasposizione filmica da parte del grande maestro Alfred Hitchcock. Sì, sono, mio malgrado, il protagonista del film “Psyco”. Certamente ricorderà che mi macchiai, allora, di alcuni efferati delitti per i quali venni catturato e rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Non deve dare ascolto a quanti, per puri fini commerciali, hanno inteso narrare le mie vicende ulteriori, dando origine ad alcuni pessimi sequel (e, addirittura, ad un prequel). La mia vicenda fu più semplice e, al contempo, più complessa. Fui tenuto prigioniero e curato per oltre vent’anni, durante i quali studiai lingue straniere, psicologia, filosofia e scienze politiche. Uscito che fui dal manicomio, mi sottoposi a training e divenni psicoterapeuta. Non tutti sanno che la mia povera mamma era di origine italiana (i dottori dell’ospedale psichiatrico sostenevano che una genitrice così edipica, castrante e protettiva non poteva che essere italiana o ebrea; o, come nel mio caso, una ebrea italiana). Fu così che, procuratomi una nuova identità, mi trasferii nel paese dei miei avi. Ora, come immagina, sono piuttosto vecchio, ma esercito - con il mio nuovo nome - la professione dello psicoterapeuta ad indirizzo psicoanalitico.

8 Responses to Il Generale Monti alle grandi manovre (della guerra di classe). Parte seconda.

  1. Pereira Pereira says:

    Caro Norman, anche io sono molto deluso dal dribbling di Monti sulla patrimoniale,
    mi ricorda Garrincha, il genio del dribbling:

  2. andrea zucchi says:

    Ottimo Norman! Aggiungerei che sarà proprio il futuro del capitalismo quello di possedere tutti i servizi essenziali. La crisi che, al di là di ogni ottimismo, si trasformerà al massimo in mera stagnazione (non certo in crescita, e non ci sono manovre che tengano!) ridurrà drasticamente la redditività di tanta industria, soprattutto quella manifatturiera, ma non solo. E i profitti rimarranno sostanziosi, e certi – nonostante l’impoverimento globale dell’occidente – solo appunto nei servizi essenziali (perchè comunque anche se più poveri, i cittadini continueranno a usare la corrente elettrica, i trasporti, l’acqua, il gas etc…). Che grazie alle manovre alla Monti (con buona pace dei referendum) si accaparreranno le attuali lobby di potere…

  3. maurizio says:

    dopo aver letto il contributo mi pare che molte delle domande che poni non abbiano una risposta.Così mi permetto di aggiungere qualche riflessione e qualche proposta. Innanzitutto non si può parlare della crisi italiana senza ricordare che la crisi è del sistema occidentale. Marx direbbe siamo di fronte ad una nuova crisi del capitalismo. Ricordiamo anche che il capitalismo crea le crisi per poter creare nuove condizioni di accumulo del capitale. Dunque questa è la crisi che segue a quella della fine anni 60. Dico anni 60 perchè è allora che inizia una strategia delle classi dominanti volta a ricreare nuove condizioni di accumulo del capitale. Bisogna essere onesti, i neo-con americani avevano visto molto avanti e si sono organizzati, anche su base teorica, per proporre politiche alternative che dessero al capitale nuove capacità di creazione del plusvalore. Politicamente questa analisi teorica ha avuto nella Tachter ed in Reagan i due politici chiave che sono stati capaci di applicare quelle teorie. E tutto questo nasce dallo scontro di classe. Bisognerà tornare sul concetto di classe perchè non è vero che non ci sono le classi è che sono strutturalmente cambiate.Ma quello scontro era uno scontro tradizionale con la classe operaia, rappresentante politica dello scontro di potere. Il capitale aveva bisogno di riconquistare spazi d’azione senza che dovesse confrontarsi e negoziare con un movimento operaio organizzato. Attenzione non parlo di COMPLOTTI parlo di analisi e pratiche politiche della classe dominante. Cercava di fare il proprio interesse. I risultati ci dicono che quella politica ha avuto successo. Il discorso si fa lungo ma permettetemi di semplificare. Negli USA il sindacato è stato sconfitto, basta vedere il basso numero di iscritti ai nostri giorni. L’europa ha una storia leggermente diversa ma non dimentichiamoci la sconfitta operaia in UK e la forte contrazione delle lotte operaie in tutta l’ Europa. Inoltre sono gli USA il faro e la regia del sistema occidentale del dopo guerra. Bisognerebbe aprire una parentesi su chi aveva visto che l’unica possibile soluzione per controbilanciare questa situazione era la creazione di una forte Europa. Il chè non è successo. Allora insieme alla sconfitta del movimento sindacale è avvenuto quello che molti di noi non prevedevano, ma che i teorici neo-con avevano preso come scenario: la dissoluzione dell’ impero sovietico. Ebbene questo ha avuto due effetti. Il primo di consolidare il modello capitalistico come unico modello possibile ed il secondo di far perdere un riferimento alla sinistra. Badate bene a tutta la sinistra anche quella non comunista. E difatti cosa avviene? La sinistra anche quella socialdemocratica che avrebbe dovuto assurgere a faro per i movimenti di emancipazione è scomparsa. Di più, ha accettato, spesso in modo incosapevole,le logiche vincenti dei neo-con. Semplifico con un esempio: la sinistra scopre il consumatore. L’idea della sinistra che un cittadino è un cittadino salta e avviene la scomposizione cara alla logica capitalistica per cui il cittadino è di volta in volta lavoratore, consumatore, risparmiatore e così via. La scomposizione è la fase necessaria per annullare l’ individuo che perde la sua interezza e diventa controparte di volta in volta con differenti attori e diventa così estremamente debole. Alla fine il cittadino si trova a vivere una contraddizione interna perchè può succedere che come lavoratore difendi diritti che vuoi annullare come consumatore. E’ la logica della divisione, conseguenza di un idea di individuo non parte di un contesto sociale ma di un essere sognante avulso dal suo essere complessivo.
    In questo contesto si inserisce il processo di globalizzazione che all’ inizio altro non è che libero movimeto dei capitali. Ancora non voglio entrare su questo argomento ma non possiamo non vedere come la globalizzazione, che ha portato vantaggi in alcune aree del mondo, sia stata lo strumento che il capitale ha utilizzato per creare la nuova fase di accumulazione. Attenti io non sono contro la globalizzazione ma la sinistra è totalmente mancata nel contrapporre la sua visione di cosa vuol dire un mondo globalizzato. Non a caso tutti i movimenti no-global sono stati minoritari, non hanno lasciato il segno e spesso si sono ridotti a rivolta. Con un eccezione su cui si dovrà tornare e cioè alcuni esempi in Sud America.
    Questa lunga premessa per giungere ad alcune proposte, o meglio ad alcune considerazioni che potrebbero diventare proposte. Anche per rispondere alla domanda perchè non c’è tensione sociale. Innanzitutto tensione sociale esiste ed il movimento degli indignati è un interessante movimento che sta ponendo sul tappeto i nodi dello scontro. Questo è un movimento molto diverso da quello no-global perchè pone una domanda fondamentale: noi 99% e voi 1%. Sintetizzando pone il problema della democrazia, proprio nel momento in cui la democrazia è in crisi. Purtroppo le risposte non sono nè facili nè immediate ma è un buon inizio. Il problema è che manca, non a caso, una sinistra politica capace di elaborare una visione del futuro.La sinistra è rimasta o quella riformista che ha assunto le logiche neo-con, ricordiamo che i due attori principali nello smantellamento delle regole dei mercati finanziari sono stati Clinton e Blair, o quella pseudo rivoluzionaria che si continua a chiamare comunista senza definire cosa questo voglia dire. Così diventa una lotta tra privato e pubblico. Marx non considerava la proprietà statale ed il controllo dell’economia da parte dello stato come parte di uno stato comunista!!!! Dunque molto da fare ma il contesto è favorevole perchè monta la consapevolezza che lo scontro è di quelli che può modificare i rapporti di forza. Bisognerà avere la capacità di creare egemonia, alleanze di classe
    ( Gramsci), saper mediare là dove è necessario e porre nuovi diritti.
    Adesso basta già troppo lungo ma magari continuo un altro giorno

  4. Gaioing says:

    @Norman Bates, ma anche Andrea Zucchi e Pereira

    Monti è un ex rettore della Bocconi che viene chiamato a un compito supremo, ma le leve sono altrove.

    In genere, nel consumo-capitalismo, la sequenza è questa:
    massa monetaria m3 tolta dai mercati dalle banche centrali …
    dai 12 ai 18 mesi dopo, c’è il massimo di borsa e quindi il crollo…
    dai 12 ai 18 mesi dopo, le aziende chiudono e c’è la grande recessione.
    Questa è la parte del ciclo al ribasso.
    Viceversa:
    massa monetaria m3 profusa nei mercati dalle banche centrali…
    dai 12 ai 18 mesi dopo c’è il minimo di borsa e quindi il rialzo…
    dai 12 ai 18 mesi dopo c’è la ripresa economica
    questa è la parte del ciclo al rialzo.

    Ora siamo a questo punto:

    Trichet , e quindi la BCE, ha tolto massa monetaria m3
    dai mercati fino a un grande minimo e Draghi, suo successore, sta provando a re-immetterla.
    Immaginate quindi quanta strada abbiamo davanti per avere la crescita!
    Quindi Monti sta facendo i giochini.. le leve vere sono altrove!
    La cosa tragica, purtroppo per noi della zona UE, è che gli USA hanno immesso massa monetaria m3 da subito dopo l’elezione di Obama, quindi ormai sono in ripresa.
    La prova di ciò è che il dollaro si è apprezzato rispetto all’euro, mentre tutti si aspettavano che crollasse in virtù del grande debito degli USA, soprattutto verso la Cina !
    Nel fare questi ragionamenti, del tutto relativistici,mi convinco sempre più che la competizione del consumo-capitalismo non può che portare a crolli e rovine ora in un versante e ora nell’altro.
    Ma un nuovo ordine del pianeta, per ora, non ce l’ha in testa nessuno !
    Per arrivarci ci vorrebbe un diverso dna degli umani.

  5. andrea zucchi says:

    @Gaio
    Secondo me sbagli in una cosa: la liquidità immessa dalla FED non è andata nell’economia, ma solo alle banche, che l’hanno usata per ripulirsi dai titoli tossici. Significa che questo non servirà a far ripartire l’economia, a meno che non arrivi un Q3 (nuova immissione di liquidità), cosa probabile…
    @Maurizio
    “il capitalismo crea le crisi per poter creare nuove condizioni di accumulo del capitale”: sacrosanto!
    D’accordo anche sugli indignados, e sulla sinistra che è stata incapace di stare al passo con i cambiamenti mondiali (globalizzazione etc…) senza elaborare una sua visione, ma appiattendosi su quella consumo-capitalista-mercatista. Arrivando alla deregulation con Clinton (leggasi Rubin-Summers) che ha portato addirittura alla crisi attuale. Ed è qui che, complottismo o non complottismo, non si può non rilevare la vera sorgente del potere, che è e rimane in mano al sistema finanziario e bancario. Ma davvero introduci talmente tanti elementi che è impossibile replicare qui! Sei più logorroico di Everardo dalla Borsa! Scherzo ovviamente!

  6. andrea zucchi says:

    Complottismo o non complottismo, la foto in apertura mostrataci dal buon Norman Bates qualcosa significa, o no?
    Io non sottovaluterei il lavoro di Monti, caro Gaioing.
    Che pare chiamato a smembrare i diritti dei lavoratori, nonchè diverse altre cosette…senza mai veramente toccare i grandi patrimoni, ovviamente!

  7. Gaioing says:

    @Andrea Zucchi

    Certamente è come dici tu, ovvero che in Usa la liquidità immessa è servita, per prima cosa, a salvare le banche, ma pur sempre si sono mossi prima di noi europei, che , al contrario, con Trichet, la ritiravamo!
    Inoltre Draghi non è libero di immettere liquidità a sua volta… sta tentando di farlo, ma i banchieri tedeschi non sono d’accordo.
    Ciò significa che la ripresa da noi arriverà, se riuscirà ad immetterla, tra 12+12 mesi (a metter bene) o tra 18+18 mesi (a metter male).
    Il mio è solo un ragionamento di relativismo spazio-temporale.
    Ricordati che sono le distorsioni spazio temporali che creano (Einstein) energia o materia (in questo caso di tipo finanziario)!
    Infine non sottovaluto Monti, visto che non sta, per ora, colpendo i veri centri del potere, ovvero le banche.
    Monti cerca di difendersi dai mercati , tra l’altro pure senza equità, senza dar fastidio alle banche.
    Ma Bersani cosa fa?
    La sua rappresentazione, pur satirica, ne “gli Sgommati” mi sembra ben riuscita.

  8. andrea zucchi says:

    @Gaio
    Non spariamo sulla croce rossa, Bersani è Bersani…

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