Alla fiera dell’ovest

By Mauro Alan Panunzi | Viaggi

Alla fiera dell'ovest: Otavalo.

Quando le persone che ti consigliano una situazione superano la ventina, allora forse vale la pena ascoltarle.

Così sono arrivato ad Otavalo.

Tutt’attorno regna il buio. Riconosco di aver sbagliato strada. Manca poco alle sette. Queste dodici ore precise di giorno e di notte incominciano ad essere noiose. Babba (il mio zaino) è già al sicuro sotto al letto della una camera di un ostellaccio scelto casualmente. Forse è meglio che lo raggiunga presto. Una signora vende del cibo sull’uscio di casa, sicuramente prenderò qualcosa. Ad occhio e croce quella carne dev’essere di un animale ucciso da uno spavento e poi bruciato da un fulmine. Tutto galleggia nell’olio, tranne il repollo ed una pannocchia. Saranno loro ad accompagnare il magrissimo piatto di riso in bianco che già reggo in mano. Il tutto mi segue in camera, ma poi non ricordo più nulla.

La mattina mi sveglio prestissimo e noto il piatto ancora intatto sul comodino. Mi sorgono dei dubbi: o nel levare gli scarponi da trekking provo un sollievo tale da addormentarmi all’istante, o di fame ieri sera non ne avevo poi così tanta. Vabbé qualcosa mangerò al mercato che, in teoria, dovrebbe essere già iniziato. In fondo alle scale c’è l’uscio, si avvicina sempre di più. Basta mettere un piede fuori dalla porta per essere già parte del famosissimo mercato di Otavalo. Io credo che passeggiare per il mercato non sia mai stato così bello. O forse si.

Mercado di Otavalo.

Bancarelle ovunque ed in ognuna c’è qualcuno che fa qualcosa di qualsiasi tipo all’istante. Non avrei mai pensato di riuscire a mettere per iscritto questo concetto. I coloratissimi tessuti esposti in ogni angolo creano un’atmosfera esageratamente folcloristica e suggestiva. Ho cinque anni e sono al parco giochi. In una manciata di secondi mi si affollano in mente migliaia di idee su cosa poter regalare al mio ritorno: dall’amaca per il nonno al bavaglino per il mio unico nipote, nato in mia assenza, che ancora devo vedere.
Poi però, come al solito, ricasco sempre sul cibo.
Non mangio da un giorno intero e sono carico di spicci.
Provate voi a dare un camion di munizioni a Rambo.

Comida in Otavalo

Cocco fresco, budini, frutta sconosciuta (tutt’ora), tortini con dentro circa novantacinque-novantasei sostanze differenti, frittelle, sfogliatine. Ma vincono la sfida le patate: ce ne sono a migliaia fatte in tantissimi modi. Ne ho una in mano proprio ora mentre scrivo. Non mi resta che smettere e leccare la tastiera.

Like this Article? Share it!

About The Author

Mauro Alan Panunzi
Non mangio mai dalla ciotola che mi spetta. Nasco deluso - muoio ottimista. Musicista entusiasta, lavoratore autonomo, scrittore ipermetrope. Sono il migliore o faccio schifo, decide il mio umore. Tollerante, ho però deciso di incazzarmi almeno sette volte al giorno. Ma vieni eh, non ti faccio niente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *