Auguri con charme

By Riccardo Iannello | Musica

Ho pensato a lungo come rendere “diversa” questa rubrica natalizia e come dare ai lettori miei e di Pereira qualcosa di ancora più interessante e soprattutto intrigante. Allora mi sono ricordato, anche vedendo una serie di film in questi giorni, quanto il passato debba comunque rimanere immanente in noi, e sia la base dalla quale sempre dobbiamo partire.



Per essere ancora più originale, e per offrire qualche spunto nuovo dal “museo” dei grandi del fado, questa volta ho evitato di postare Amalia Rodrigues. Mi scuso subito, non è mancanza di rispetto, ma solo perché Amalia è dentro di noi in ogni momento e in ogni momento vive questa nostra passione. Amalia ha vissuto una lunga epoca di successi, soprattutto a livello internazionale, diventando la figura di riferimento per chi, in patria, cantava la musica popolare portoghese. Che fosse la più “brava” è una considerazione che hanno tutti: il suo canto sprigionava passioni e sensazioni che non hanno avuto uguali. Nella nostra galleria abbiamo potuto vedere Dulce Pontes eseguire una canzone portata al successo dalla Rodrigues a un compleanno della regina e piangere. E Dulce Pontes, scusate, è una grande artista. Diciamo che se Amalia era indubbiamente la più “brava” non era forse l’unica a dare lustro al fado. Diciamo che Maria Teresa de Noronha da qualcuno è considerata una degna concorrente.

Due anni più anziana di Amalia, Maria Teresa do Carmo de Noronha è stata una protagonista assoluta della scena lisboeta ed è soprattutto stata una aristocratica nei modi e nel canto. Considerata una cantante molto rispettosa dei musicisti, ha terminato molto presto la sua carriera, nel 1961, ma ha poi partecipato ad altri eventi partuicolari e speciali. Il repertorio classico e anche il fado di Coimbra – così come per Amalia – sono stati i suoi cavalli di battaglia. E la sua amicizia e “parceria” con Alfredo Duarte Marceneiro ha prodotto risultati sensazionali. Impossibile tornare da Lisbona senza avere acquistato una rimasterizzazione dei suoi vecchi successi. Com’è difficile non farlo per Herminia Silva, la prima grande fadista del Novecento. Lei più anziana (nata nel 1907), ha rivoluzionato il fado del suo periodo portandolo nei grandi teatri di rivista e al cinema. Ha voluto anche dare del fado una visione un poco più “allegra” e ha cantato con grande ardore testi più “lievi” degli antichi successi solo saudade.

Una delle cose che più mi hanno emozionato a Lisbona è la “disgarrada”, quando in una “casa de fado” si rincorrono chitarre e voci dall’una all’altra parte della sala. Quelle amatoriali da Maria da Fonte mi hanno spinti per un certo periodo a frequentare quel locale dell’Alfama, anche perché non solo si mangiava molto bene e con porzioni… adeguate, ma perché Jesuino, Antonio e gli altri – camerieri, cuochi e ovviamente i musicisti e i cantanti della serata – erano simpatici e accoglienti. Poi qualcosa si è rotto, Jesuino, ormai invecchiato, l’ho trovato prima a un ristorante, poi a un altro e quindi da Maria non siamo più tornati. Ma la “disgarrada” rimane in mente, come fosse l’ottava rima toscana: un po’ assomiglia nel modo di alternare i versi e di rincorrersi. Lucilia Do Carmo e Fernando Farinha sono altri due pionieri dell’età d’oro: Lucilia, curiosamente, è nata lo stesso anno di Amalia, il 1920, e ci ha lasciato anch’ella nel 1999. Madre di Carlos, Lucilia è un’altra delle figure “benedette” del fado. E anche Farinha, più giovane di lei (1928) alla sua morte ha lasciato un grande rimpianto.

Il fado ammalia e incanta e commuove. Il fado cantato da chi ne ha fatto la storia ancora di più. Beatriz da Conceiçao (classe 1939) è una delle testimoni del cambio generazionale, una grandissima interprete, assolutamente osannata e amata. Quando al Coliseu do recreios l’ha introdotta Ana Moura, è stato un trionfo. Anche perché a dare il ritmo c’era la guitarra portuguesa di José Manuele Neto, la viola de fado di Jorge Fernando, la viola baixo acustica di Felipe Larsen. Monumenti del fado, dunque, cantanti che hanno lasciato una impronta e che saranno sempre nel panteon di una nazione che ama sentirsi viva attraverso la musica, la cultura, la tradizione. Buon Natale, intanto. Con i nostri brani e le nostre emozioni.

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About The Author

Riccardo Iannello
Giornalista. Su Radio Pereira racconto storie di fado, storie di cantanti, chitarristi, locali, strade, amori.

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