A bocca aperta

By Riccardo Iannello | Musica, News

Ana Moura.

E’ stata in Italia Ana Moura, come abbiamo avuto occasione di annunciare, e il successo è stato notevole. Ma d’altronde, Ana arrivava dai trionfi americani: il New York Times l’ha definita, dopo il concerto alla Carnegie Hall, la “sacerdotessa del fado”. Una dichiarazione davvero importante.

Grandi elogi, dunque, e un paragone, che qualcuno fa adesso in maniera anche molto spinta. Sono sempre gli americani che hanno paragonato Ana ad Amalia. Ma lei non si monta la testa, ma certo un po’ ne gioisce. “Essere paragonata ad Amalia Rodrigues è pesante, lo riconosco – ci dice nella nostra chiacchierata in parte pubblicata sul Giorno il 23 novembre -. Lei è un mito per tutte noi. Ma devo dire che sono felice quando viene riconosciuto l’impegno che cerco sempre di mettere nella mia attività. È una soddisfazione per me e anche per il fado, che merita sempre maggiore successo”. Come quello che sta avendo anche in patria: “Si vendono meno dischi per la crisi che da noi si sente molto, anche se i turisti vengono perché i prezzi si sono abbassati – racconta Ana -. Ma questi dischi sono principalmente portoghesi, di fado o di altra musica nazionale. Almeno una soddisfazione per noi artisti, che comunque sentiamo addosso i problemi del Paese”.

Ana è un pezzo da novanta, non c’è dubbio, ma in questo momento è tutto il movimento che si è ringalluzzito dopo il riconoscimento dell’Unesco che ha inserito il fado nel patrimonio culturale dell’umanità. Lei emana classe e sicurezza, più volte i nostri lettori hanno saputo insistentemente di Ana e hanno altresì potuto valutare le canzoni proposte. L’amicizia che mi lega alla cantante di Santarem pesa, probabilmente, in questi miei giudizi, ma è indubbio che anche per i critici portoghesi, e per gli appassionati fadisti di tutto il mondo, in questo momento sono lei e Mariza che riscuotono le maggiori ovazioni. Sono cantanti molto vicine e allo stesso tempo molto diverse, e non solo nel look. Spesso il loro repertorio si interseca, ed è naturale quando si cantano gli straordinari brani storici del fado e quando all’origine del successo c’è la stessa persona: Jorge Fernando. E qui io sono davvero di parte! Ho parlato a lungo con Jorge l’altro giorno, ha suonato lui al Museu do fado in onore della decisione dell’Unesco, presentando la sua ultima scoperta, che i nostri lettori già conoscono, Fabia Rebordao. Era felicissimo. Ed è lui che ha scritto non solo le canzoni del nuovo repertorio di Ana, ma il brano, straordinario, che ha lanciato prima Mariza e poi la Moura: “Chuva”.

La versione che state ascoltando del brano scritto, testo e musica, da Jorge è stata eseguita da Mariza davanti alla Torre de Belem. Si tratta di una esecuzione arrangiata per “conjunto de fado e orquestra”, quest’ultima diretta da Jaques Morelenbaum, al quale mi lega un vincolo di amicizia notevole: è uno dei musicisti brasiliani più importanti e quotati, il violoncellista di Caetano Veloso e Ryuchi Sakamoto, uno straordinario cultore della profondità della musica e dell’animo umano. In questa occasione è entrato nello spirito fadista in punta di piedi e con raffinatezza e stile ne ha tracciato un nuovo percorso che va oltre la tradizione, ma che non ne offusca le radici, anzi le rivitalizza e le rende ancora di più attuali. E poi “Chuva”, cantata da Mariza o da Ana Moura o da qualunque altra cantante delle “case”, rappresenta un vertice assoluto fra le creazioni degli ultimi anni. E se torniamo alle “case”, non possiamo sottovalutare l’impatto un’altra cantante, totalmente diversa da queste giovani che abbiamo appena nominato, ma profondamente fadista anch’ella, profondamente popolare.

Un’artista interessante che attraversa le categorie: Lenita Gentil, grande interprete in una casa importante del Bairro Alto, O Faia, dove si esibisce anche il mio amico guitarrista Fernando Silva e dove suonava la viola anche Paulo Feiteira: con entrambi siamo stati protagonisti – loro con gli strumenti, io con la parola e la scrittura – del doppio cd più dvd “O coraçao tem tres portas” di Dulce Pontes. Lenita è il giusto collegamento tra il fado popolare e il fado colto; può stare in entrambi con la sua forte presenza, molto apprezzata sia dai lisboeti sia dai turisti che affollano il locale. Lenita ha partecipato alle iniziative in attesa della proclamazione del fado patrimonio dell’umanità, stretta fra il grande studioso Rui Vieira Nery (figlio del leggendario Raul, guitarrista di Amalia) e la direttrice del Museu do fado, Sara Pereira. Lenita ha una voce potente, prende l’ascoltatore con la sua simpatia e si butta nel repertorio storico del fado con la sapienza di chi ne ha viste molte nella sua vita. Ci piace ricordare un fugace incontro e una stretta di mano a suggellare quello che, sotto il cielo del fado, non manca mai: la solidarietà fra le persone, il reciproco ascolto, la voglia di rivedersi. Così è anche con Lenita.

Like this Article? Share it!

About The Author

Riccardo Iannello
Giornalista. Su Radio Pereira racconto storie di fado, storie di cantanti, chitarristi, locali, strade, amori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *