L’Ecuadollaro

Per la prima volta dall’inizio del viaggio mi trovo di fronte ad una simile situazione: sono in un paese ma spendo la moneta di un’altro. So che non sarà l’unico.
Il primo pensiero, credo comune, che passa per la testa è: “io non vorrei mai che nei contanti che maneggio ogni giorno, per giunta nel mio paese, ci fosse scritto United States of America”. Forse però, col passare del tempo, ci si abitua. Fatto sta che il Sucre è ormai solo un ricordo. Lo so, il duemila, nel momento in cui avviene la conversazione, sembra sempre pochi anni addietro. Ma iniziano ad essere ormai undici. Pieni. Mentre prima ho cambiato soles, bolivianos, reais, e contato gli infiniti zeri di guaranies e pesos chilenos, ora qua il dollaro fa tutto da solo.
Ti fa guadagnare poco e spendere tanto. In Ecuador sono stati ovviamente aggiunti dei centesimi prodotti proprio dal banco nazionale locale. Una magrissima consolazione. Ora però, a discapito dell’intera popolazione, si verifica troppo spesso il fenomeno delle Tasche Gonfie. Ne sto soffrendo proprio ora.
Tutte monete.
Lo zero fa bene.











