La Festa della Subalternità di un ex Stato laico alla Chiesa Cattolica

By Pereira | Coscienza civile, News

Festa di Don BoscoA mente fredda, vorrei parlarvi di una sensazione molto brutta che ho provato scorrendo la lista delle misure che il governo ha intenzione di varare dopo la famosa lettera della Bce.
Dell’iniquità di gran parte di quelle misure che chiedono sacrifici alle solite categorie, giornali e blog hanno parlato diffusamente quindi non sarò io a scriverne.

Vorrei invece soffermarmi su un aspetto che io trovo incredibile come anche il fatto che l’opposizione non abbia trovato il modo di sollevare una voce feroce: la soppressione delle festività civili con accorpamento alla domenica successiva. La cosa che mi indigna è che TUTTE le festività religiose sono ESENTI da questo provvedimento.

Vuol dire che scomparirà il 25 aprile nella sacralità della data e che la Festa della Liberazione potrà cadere il 26 o 27 o 28 ecc. Lo stesso varrà per date come il 2 giugno, Festa della Repubblica e il Primo Maggio.

Tali date sono ritenute da questo governo meno importanti non dico del Natale e della Pasqua, ma anche del Ferragosto (festa religiosa), della Epifania dell’Immacolata e -a questo punto direi ‘ovviamente’- la festa del patrono.

Sono veramente stanco della subalternità di questo Paese -infatti il problema non riguarda solo questo governo- al Vaticano.
Forse sarebbe il caso, da parte della minoranza cattolica che governa di fatto l’Italia, di indire la Festa della Subalternità di un ex Stato laico alla Chiesa Cattolica. Così non ci pensiamo più.

In quel caso secondo voi verrebbe accorpata alla domenica successiva?

Per quanto mi riguarda continuerò a festeggiare e celebrare le feste civili nei giorni rituali perché la mia sola bibbia ha nome Costituzione.

Pereira

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Pereira
Della prima parte della mia vita, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. Vedi anche questo post

3 Responses to La Festa della Subalternità di un ex Stato laico alla Chiesa Cattolica

  1. Blade Runner says:

    Caro Pereira,
    fra pochi giorni nella mia citta’ festeggeremo il Patrono. Ricevo una circolare sul lavoro e leggendo bene capisco che … le feste religiose non sono state (ancora) soppresse perche’ derivanti da Legge dello Stato conseguente a passati accordi con la Santa Sede. Non penso quindi che, in questo contesto, sia da pensare ad una subalternità ma solo ad uno scippo ancora incompleto a causa di cavilli legali ancora non superati.
    Abilmente ci hanno divisi in due squadre che si stanno contendendo il proprio sentire come “migliore”.
    Alla fine della gara, pareggeremo e … di feste non ne sara’ avanzata proprio nessuna.
    Insomma: fra i due litiganti il terzo gode.

  2. Gaioing says:

    @Pereira
    Non ci si deve più indignare su nulla ,ormai il governo è in rotta completa.
    Sopravvive per altri motivi.
    Le elezioni, ad esempio, ci saranno dopo 4 anni e sei mesi di legislatura, perchè lì scatterà il vitalizio.
    Se, dopo, l’Italia volterà pagina, torneranno le sacre
    feste laiche.
    Mi aspetto uno tsunami elettorale sul centro destra e sulla Lega.
    Berlusconi,che a mio parere ha fiuto nei momenti topici, sarà già lontano.
    Ormai il suo grande affare l’ha fatto.

  3. Blade Runner says:

    Non indignamoci ma non lasciamoci abbattere.
    Credo che l’unica via di uscita sia la RESILIENZA.
    Coraggio, stringiamo i denti, dialoghiamo, confrontiamoci e difendiamo le parti belle che ci sono.
    Resistiamo al brutto: una nuova alba ci attende.

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