Quando si dice l’amicizia

By Riccardo Iannello | Musica, Viaggi

Amici, innanzitutto, persone con le quali è facile confrontarsi e con le quali si riesce anche a trovare un momento di divertimento oltre il confine della musica. E soprattutto che è bello ascoltare in ogni luogo, in ogni circostanza.



Di Davide Zaccaria ho parlato spesso, ma d’altronde non se ne può fare a meno: a lui devo molte conoscenze e soprattutto il fatto che lui è italiano mi aiuta molto e mi fa sembrare meno straniero fra gli stranieri (a ben dire però sono i portoghesi che non ti fanno sentire stranieri). Il contatto di Davide con il fado è stretto, anche se non si tratta di un fadista. Collabora con artiste che cantano fado (Joana Amendoeira, Mafalda Arnauth e altre), con Jorge Fernando e Ana Moura, con Dulce Pontes che non è una fadista in senso stretto, ma che quando fa fado è ai vertici. Ma ha anche, Davide, un suo gruppo che utilizza la musica popolare portoghese per un egregio mix con altri suoni per un genere in fondo originale. Il pezzo forte di “Terra d’Agua”, il gruppo di Davide, è “Terra do Zeca”, e anche di questo abbiamo già parlato, sui testi di Josè Afonso, ma sono tante le cose belle che è pensa e anche realizza fino a meritarsi qualche considerazione in più anche in quella che è la sua patria, vale a dire la nostra. Scrive buone cose, come questo “Viagem de um som”, con le parole di Maria Anadon, di cui potete sentire la grande voce. Nel video, la chitarra portoghese è suonata da Antonio Eustaquio, nel cd da Custodio Castelo.

E a proposito di Custodio, che nel 2010 è stato proclamato il miglior musicista di guitarra portuguesa del suo paese, come dimenticare la sua gentilezza, la sua cortesia, il suo umile mostrarsi pur essendo un genio del palco. Sempre molto disponibile, ha un concetto della musica assoluto. Quando c’è da accompagnare i cantanti si mette completamente a disposizione, mai in primo piano, sempre carino nell’approccio e discosto da qualsiasi “ruffianeria” col pubblico. Certo che quando, e spesso, è protagonista di un concerto solo chitarra o trio e senza voci il suo istrionismo lo porta a dimostrare davvero ciò che è: il numero uno. Straordinariamente bravo, ma anche in questo caso, quando calano le luci della ribalta, torna a essere il Custodio che si conosce e al quale tante brave cantanti devono praticamente tutto.

Tutto o quasi tante artiste lo devono a Jorge Fernando e anche in questo caso è un grande amico sia mio sia ormai di questi miei pensieri portoghesi. Non mi stancherò mai di ringraziarlo per tante cose, non solo per la passione con la quale ha imposto prima Mariza poi Ana Moura all’attenzione generale, e le due sono le cantanti di punta dell’ultima generazione, quanto per tutto quello di bello che ha fatto per l’Italia e la nostra musica. Sì, Jorge ama il nostro paese che lo ha visto ospite mille e mille volte, ricambiato amato. Lucio Dalla lo volle nel suo concerto a Lisbona e lui lo ringraziò e omaggiò con una versione di “4 marzo 1943” da brividi in un suo cd. Un duetto notevole, di grande suggestione. Jorge volle che io intervenissi alla tv portoghese raccontando di questo incontro e devo dire che fu una esperienza molto simpatica. In uno studio alla periferia di Lisbona registrai il mio intervento e fui felice quando seppi che alla prima proiezione del documentario, che fu presentato in anteprima al Bacalhau de Molho, la mia apparizione fu applaudita. Io mancai quella sera, e ancora ne sono dispiaciuto.

Anche Diogo Clemente è un amico, oltre che un promettente, validissimo chitarrista di viola de fado, la chitarra acustica. Possiede un notevole balanço e una capacità di intuire quello che il cantante pensa e come affronterà il brano proposto. Diogo vive per la musica, lo conoscono e lo apprezzano tutti, suona con le grandi artiste e ha una sua predilezione per lo studio in entrambe le definizioni: quello di apprendere e il luogo dove si registra. Spesso rinuncia a tournée internazionali perché sta realizzando un album o provando i brani con qualche artista. Il suo sorriso e la sua creatività appaiono spesso all’improvviso e contagiano tutti. E poi ha sempre dietro la sua chitarra. E quando la imbraccia è sempre un piacere, anche se sono le quattro del mattino e la Mensa dos Frades è piena di amici, baccalà e vino rosso. Le chiacchiere, a quel punto, possono aspettare.

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About The Author

Riccardo Iannello
Giornalista. Su Radio Pereira racconto storie di fado, storie di cantanti, chitarristi, locali, strade, amori.

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