Sette soli, sette lune

By Riccardo Iannello | Musica, Viaggi

Sulle strade di Lisbona ho camminato molte volte con Marco Abbondanza. E a lui devo una parte molto importante di questa rinnovata passione per tutto ciò che è Portogallo, fado in testa, ovviamente. Ne ho già parlato di Marco, come direttore artistico di Sete Sois Sete Luas, l’associazione culturale che propone un festival che apre le strade alla interculturalità e alla conoscenza fra i popoli.



La mia avventura con Marco nasce da un servizio che il giornale mi affidò su Antonella Ruggiero che interpretava Amalia Rodrigues proprio per il festival. Mi recai – era l’estate 2003 – al concerto di Montemurlo e fu molto gradevole, parlai a lungo con l’ex voce dei Matia Bazar e scrissi il mio articolo. Marco e Renzo Barsotti apprezzarono molto e mi chiesero se volessi seguirli qualche settimana dopo a Santa Maria da Feira, nel nord del Portogallo, dove si teneva “Imaginarius”, un festival di teatro di strada, altra perla del tempo di Sete Sois Sete Luas (e di cui ora è responsabile da solo Renzo). Fu un’esperienza magnifica: tre giorni di grande festa per le strade della cittadina, dove scoprii un gruppo che è poi diventato cult e ha decollato nei più importanti festival mondiali: i Funk Off, formazione di ragazzi provenienti dal Mugello che propongono straordinarie marching band (anche ciò dimostra la capacità e l’intuito di Marco e compagnia). Da Feira arrivammo poi a Lisbona: io rimasi con Marco per la inaugurazione della mostra da lui organizzata di un pittore lucchese a me caro, Riccardo Benvenuti, che si teneva nel Museu do fado all’Alfama. E lì ci fu il definitivo, e mai più troncato, riavvicinamento al fado.

Nell’auditorium del museo, grazie anche all’allora direttore dell’Istituto italiano di cultura, Giovanni Biagioni, si esibì il gruppo di Marco Poeta, con Elisa Ridolfi, Paolo Galassi e Matteo Moretti, e un’ospite fantastica: Argentina Santos. Il resto ve lo lascio immaginare, perfino l’ambasciatore italiano, che era Michele Cosentino, venne con noi a mangiare il bacalhau espiritual al “Beco” (ora capite il valore di questa umile trattoria, vero?). Quella sera del settembre 2003 rimarrà indimenticabile anche perché la concludemmo al Senhor Vinho dove suonava Jorge Fernando per il compleanno di Ana Moura! In poche ore, la storia del fado contemporaneo ai miei piedi di curioso e gaudente neofita della vita notturna lisboeta, vissuta nelle precedenti visite alla città con meno trasporto.

Ma torniamo al festival, che Marco Abbondanza ogni anno appronta con sempre maggiori problemi burocratici dovuti alla scarsità di fondi a ogni livello, ma con una passione se è possibile ancora superiore. Le realtà italiane dove si terranno le varie iniziative (che sono comunque ben spiegate sul sito www.7sois.org) sono: Pontedera, che è la patria del festival, Roma, Mascalucia (Catania), Genazzano (Roma), Vittoria (Ragusa), il comprensorio dei Monti Azzurri (Marche), Capri, Oristano, Pollina (Palermo). Quelle portoghesi: Ponte de Sor, Castro Verde, Oeiras, Alfandega da Fé, Reguengos de Monsaraz, Odemira e Madalena, nelle Azzorre. In Spagna sono protagoniste Cadice, Castril de la Pena, Tavernes de la Valdigna e Sopelana, oltre alla enclave africana di Ceuta. In Marocco Tangeri. In Croazia Rovigno. In Francia Frontignan. In Israele Ashdod e Haifa. Nell’arcipelago di Capo Verde Ribeira Grande, Cidade Velha e Terrafal. In Brasile, infine, Cariri e Aquiraz nel Ceara. Come si vede un impegno davvero notevole e “planetario”.

Quello che Marco e i suoi fanno è davvero un esempio di cooperazione culturale fra i popoli degno di essere seguito, tanto da essere stati scelti nel 2004 per proporre i concerti a Casa Italia, durante i campionati europei di calcio che si svolsero (con grande sfortuna per la nostra Nazionale) in Portogallo. Grazie all’associazione, ho pubblicato uno dei loro libri, “Que linda emoçao” e ho avuto la fortuna di presentare alcune delle loro serate di fado, che hanno sempre visto la partecipazione dei migliori musicisti, con esperimenti che hanno poi portato a veri e propri eventi: come dimenticare Dulce Pontes o Teresa Salgueiro accompagnata da Antonio Chainho e Fernando Alvim, o ancora la prima volta di Cristina Branco, per esempio, e, sempre nei nostri cuori, il debutto italiano di Cesaria Evora. Gli appuntamenti del festival stanno arrivando, come la voglia di ascoltare musicisti che si fondono, provenienti dai paesi interessati e con il Portogallo nel cuore. E Sete Sois Sete Luas sta anche costruendo dei veri e propri centri culturali che saranno punto di riferimento per le culture e le arti dei vari Paesi (fino a ora i Centri sono a Pontedera, Frontignan, Tavernes de la Valdigna e Ponte de Sor) e dove si svolgono manifestazioni lungo tutto l’anno. L’associazione ha perso uno dei suoi due presidenti onorari, Josè Saramago, ma è ben rappresentata dall’altro, Dario Fo. Anche con loro, idealmente, camminare per i bairro di Lisbona è una sensazione esaltante. Ascoltando fado o tutto ciò che i musicisti della città sanno proporre con grande esperienza e soprattutto cuore immenso.

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About The Author

Riccardo Iannello
Giornalista. Su Radio Pereira racconto storie di fado, storie di cantanti, chitarristi, locali, strade, amori.

2 Responses to Sette soli, sette lune

  1. Mino says:

    Ciao Riccardo, sempre bellissimi i tuoi articoli!!
    Ho conosciuto Mimmo Epifani e Josè Barros (simpaticissimo!) un mese fa a Lisbona!!

    Ci vedremo tra una settimana a Pontedera? Alberto e io ci saremo!!
    Un abbraccio e te e tutto lo staff di questa meravigliosa Radio!

  2. Xjoy says:

    Eh, caro dottor Iannello, quelli che lei rammenta, con la Ruggiero, sono i tempi in cui a Montemurlo governava un gran bel sindaco! Purtroppo l’attuale amministrazione ha tagliato l’appuntamento di “Sete sois sete luas”, dopo ben 13 edizioni in cui l’interscambio culturale ha arricchito non solo gli spettatori ma anche tanti artisti locali che sono entrati nel circuito del festival. La Toscana continua a perdere occasioni d’oro!
    Comunque, è sempre una “linda emoçao” leggerla, nei suoi “quasi romanzi”, nei suoi suggerimenti di ascolto, nei suoi dettagliatissimi ricordi: un grazie a Radio Pereira che ci dà questa piacevole opportunità.

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