Ad ogni chitarrista la sua ascia

By Stefano Fiorelli | Musica

La chitarra come un arma da battaglia.Nell’immaginario chitarristico lo strumento che ci accompagna fedelmente fino alla fine di ogni concerto è talvolta chiamato ascia, quasi fosse un’arma da battaglia. E in effetti un po’ lo è. I nostri eroici chitarristi quando salgono sul palco sanno che ad attenderli ci sarà l’orecchio attento di un numero a volte enorme di fan, pronti a fiutare come segugi le note sbagliate o le imprecisioni nel fraseggio, quasi a voler colpire il nostro eroe della sei corde. Come si può difendere? Brandendo un’ascia di cui si fida e che conosce meglio delle sue tasche. Eh sì questo è l’unico modo per scendere vivi dal campo di battaglia… Ops, dal palco.

La scelta è piuttosto ampia, entrando in un negozio di chitarre ci sono modelli di ogni marca e di ogni epoca, se il negozio è ben fornito, che ci guardano dai sostegni. Come scegliere la chitarra più adatta a noi? Facciamo finta di essere in un mondo immaginario e lasciamo perdere il prezzo, che sicuramente gioca un ruolo fondamentale nella scelta, lasciamoci guidare dal principio della miglior scelta.

La prima cosa da tenere in considerazione è quello che ci dobbiamo fare, cioè il genere che vogliamo suonare. Per agevolare un po’ la situazione potremmo fare una divisione in 4 generi principali, Jazz, Blues, Rock e Metal, chiaramente questi 4 generi hanno dei punti di incontro, Blues-Rock, Jazz-Blues, Hard-Rock che per comodità dimenticheremo. Per il Jazz ci si deve orientare verso una chitarra a cassa vuota, semiacustica, potrebbe andare benissimo una Ibanez o una Gibson, meglio se la cassa è ampia, piuttosto che sottile. Questa chitarre saranno equipaggiate con pick up a bobina doppia, humbuckers, che hanno un suono più pastoso e caldo, adatto al genere e avranno manici scuri in palissandro o ebano, anch’essi aggiungono toni bassi al suono finale.

Chitarra elettrica.Per amplificare queste chitarre serve un amplificatore dal suono caldo e abbastanza neutrale, che non colori troppo il suono della chitarra, ci si può orientare quindi verso un amplificatore a transistor, non valvolare, oppure un Fender a valvole. Passiamo al Blues, per fare questo genere, notoriamente molto vario nelle sue mille forme, possiamo usare praticamente qualsiasi chitarra, solida o semiacustica. Ma se vogliamo fare una scelta tradizionale allora andremo su una Gibson Les Paul, per emulare il Clapton delle origini o una Fender Telecaster, come Danny Gatton ad esempio. Proprio perchè il Blues è un genere antico, che sta alla base di molta musica moderna, possiamo preferire chitarre tradizionali. Per quanto riguarda l’amplificazione c’è da capire se suoneremo un Blues inglese o americano e la scelta sarà tra amplificatori Marshall (meglio da 50 watt piuttosto che la enorme Superlead) se siamo dalla nostra parte dell’oceano, e Fender, per un suono più caldo e pulito se facciamo Blues americano, magari con influenze Country.

La parola Rock non ha molto significato se comprende un genere che va dal Punk al Pop, quindi il criterio di scelta dello strumento sarà misurato sulla tecnica del chitarrista e sul tipo di Rock che si vuole suonare. In generale è difficile parlare di chitarre più facili o più difficili da suonare, ma se chiedete ad una decina di chitarristi più o meno esperti, vi daranno delle risposte concordanti. Una chitarra storicamente spietata è la Fender Telecaster (che vi ricordo essere la elettrica costruita per prima, la progenitrice di tutte le altre), nella sua semplicità costruttiva e sonora, la Telecaster in mano ad un esperto chitarrista diventa uno strumento perfetto, capace di coprire quasi tutti i generi, ma in mano ad un principiante potrebbe rivelare il suo lato impietoso e mettere a nudo tutte le imperfezioni tecniche, finendo col penalizzare il malcapitato. La Fender Stratocaster al contrario, con il suo corpo sagomato e comodo da indossare e la sua vasta gamma sonora (ha un microfono in più della Telecaster e numerose combinazioni), è più player-friendly, meno rischiosa. Le Fender con i pick up a bobina singola, single coil, sono più indicate per un rock leggero, non troppo distorto, decisamente non Heavy. Un grande della Stratocaster è Ritchie Blackmore, chitarrista dei Deep Purple prima e dei Rainbow poi, oppure Rory Gallagher e moltissimi altri. Dall’altro lato del pianeta chitarra troviamo la Gibson, con la Les Paul, l’SG, l’Explorer e la Flying V, la mitica chitarra a forma di freccia o coda di rondine. Le Gibson sono in generale più adatte ad un Rock più distorto, tendente al Hard-Rock o al Metal, principalmente grazie ai microfoni a bobina doppia che hanno un suono più aggressivo e potente. La scelta del modello Gibson è soggettiva e può avere motivazioni svariate. SG, Explorer e Flying V, a cui manca il Top, cioè la parte superiore del corpo, in acero, sono assimilabili ed hanno un suono meno raffinato, mentre la Les Paul, più rifinita e complessa nella costruzione ha un suono più versatile.

Rock = Marshall. La scelta dell’amplificatore è obbligata, purchè sia costruito prima del 1990 e sia appunto un Marshall. Poi certamente ci sono molti altri amplificatori che vanno più che bene, Orange, Fender e Laney.

Heavy Metal, anche questo un genere vastissimo che in questa sede non abbiamo tempo di approfondire, ma per la scelta dell’ascia possiamo farci guidare dalla tradizione Metal e prendere una Ibanez o una Kramer o una Jackson oppure una ESP, tutte chitarre con microfoni a bobina doppia, stile Gibson ma con un volume di uscita maggiore e una concezione liuteristica fatta per la velocità, per eseguire assoli e ritmiche veloci e potenti. Sono chitarre leggere, con manici sottili e stretti, di solito hanno una forma aggressiva. Nel mondo del metal comunque l’utilizzo di queste chitarre specifiche è pari a quello delle Gibson, prima tra tutte la Flying V e l’Explorer, come ad esempio James Hetfield dei Metallica, ma anche la Les Paul Custom è da sempre una favorita. Anche in questo caso la scelta di un amplificatore Marshall non sarebbe sbagliata, ma anche un Mesa Boogie magari Dual o Triple Rectifier farebbe il suo dovere.

Chitarra metal.

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4 Responses to Ad ogni chitarrista la sua ascia

  1. demonaz demonaz says:

    Abbastanza completo, ma ci vorrebbero delle precisazioni che forse non ha avuto tempo di inserire, e anche qualche modello in più da citare. Ma molto intreressante!

  2. Ehi Demonaz, in effetti lo spazio non era tanto e su qualcosa ho dovuto sorvolare, ma ci sarà tempo! Stay tuned!

    ste

  3. Andrea says:

    La Stratocaster per il blues va benissimo (Clapton, Rory Gallagher, Buddy Guy, Stevie Ray Vaughan, Robin Trower…). Ma con un amplificatore valvolare bello potente la stratocaster va bene anche per generi più duri ed heavy (Blackmore, Malmsteen, Richie kotzen, Axel Rudi Pell, Uli Jon Roth…). In realtà con amplificatore giusto, equalizzazione ed effetti ben mirati si può fare qualsiasi genere con qualsiasi chitarra elettrica. Io ho suonato per anni in una cover band dei Black Sabbath come unico chitarrista e avevo all’epoca una semplice stratocaster messicana con i suoi 3 single coil di serie. E nessuno si è mai lamentato del mio suono.

  4. Ma certo Andrea, concordo! Però dobbiamo ammettere che ci sono delle configurazioni legni-pickup che hanno fatto la storia di un genere. Nessuno avrà mai da ridire se con una strato fai Iommi, sopratutto se lo suoni bene, ma con una sg che spinge un laney supergroup avresti avuto proprio “quel” suono. Poi ad esempio il pickup al manico di una strato è difficilmente riproducibile con una Les paul. Prova a suonarci il riff di foxy lady, verrà bene ma suona diverso.

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