Il lato semiacustico della vita

By Stefano Fiorelli | Musica

Non si può proseguire nella storia della chitarra elettrica senza soffermarsi sulle chitarre a cassa vuota, eccomi a narrarvi la storia di una tipologia di chitarre che non ha mai avuto abbastanza riconoscimenti.

Le chitarra semi-acustiche o a cassa vuota, sono quelle chitarre il cui interno è cavo, hanno infatti a differenza delle elettriche solid-body, una cassa di risonanza. Sono in pratica un incrocio tra una chitarra elettrica normale e una chitarra folk o classica. In comune con le cugine solide hanno le corde, che sono di metallo, i pick-ups, cioè i microfoni e in generale tutto l’hardware, mi riferisco in particolare al ponte e alle meccaniche per l’accordatura.

Quello che le rende uniche è il sound, il suono pastoso e acustico, morbido e risonante, dato dal corpo vuoto, e il peso, decisamente inferiore rispetto alle elettriche a cassa solida; inoltre mentre nelle solide a risuonare è solo il legno, nelle semi-solide si sente l’aria che hanno all’interno, che vibra e risuona insieme alle note che suoniamo.

Le chitarre semi-acustiche vengono usate quasi in tutti i generi, ma essendo in realtà precursori della chitarra solida, le sentiamo più spesso nei generi in cui ritroviamo le radici della chitarra moderna, cioè rock’n’roll, jazz e swing. Quando ancora non c’erano il rock’n’roll e le chitarre a cassa solida i chitarristi utilizzavano chitarre acustiche microfonate, con evidenti problemi di feedback a causa degli alti volumi, poi con la nascita del rock e il diffondersi delle chitarre a a cassa solida, la chitarra semi-acustica viene utilizzata per scelta e non più per necessita dai rockers che amano un suono più rotondo e arioso, vedi Duane Eddie, Chuck Berry e insieme a loro parecchi rockers della vecchia scuola, ma anche parecchi della nuova. Molti chitarristi rockabilly suonano semi-acustiche, ovviamente con tanto riverbero ed eco; uno fra tantissimi è Brian Setzer, blasonato chitarrista degli Stray Cats, una delle band più influenti nel rock’n’roll e nel rockabilly moderno.

Anche all’interno del pianeta semi-acustico ci sono delle differenze notevoli tra tipologie e brand. Senza entrare troppo nel dettaglio, c’è una distinzione molto visibile che interessa lo spessore della cassa, questa può essere larga o stretta. I chitarristi che scelgono le casse larghe sono i chitarristi legati al sound anni ’50: schioccante e corposo al tempo stesso.

La scelta di questi chitarristi ricade molto spesso sulle chitarre Gretsch. La Gretsch, nota anche per le ottime batterie è una delle case produttrici più rinomate nel settore semi-acustiche. Tre sono i modelli che hanno segnato la storia del rock moderno, la 6120, arcinoto chitarrone color arancio utilizzato da quasi troppi chitarristi rock’n’roll, la Chet Atkins, la prima chitarra che George Harrison rese famosa: marrone e non troppo vistosa si adattava perfettamente al look dei Beatles delle origini e si accoppiava perfettamente con la Rickenbacher di John e con il “Viola Bass” di Paul, anch’essi semi-acustici. La terza Gretsch, icona del rock pacchiano, è la White Falcon, a questo nome curioso corrisponde ad una chitarra enorme, dai colori bianco e oro, assolutamente vietata se volete passare inosservati o se la vostra tecnica non vi permette di stare sotto gli occhi e quindi le orecchie del pubblico per tutto il concerto. La seconda casa produttrice di semi-acustiche che è necessario citare è la solita Gibson, che ha numerosi modelli a cassa vuota in catalogo.

Primissima fra tutte le Es 335, a cassa sottile, usata praticamente da tutti. Sì non c’è chitarrista che non abbia ceduto in qualche momento della sua carriera al fascino della 335, Chuck Berry, Eric Clapton, Keith Richards, George Harrison, Jimmy Page e perfino Angus Young degli Acdc, per citarne alcuni. La 335 è molto caratteristica poiché ha all’interno un blocco di legno solido, non è interamente vuota, questo permette ai chitarristi di suonare a volumi molto alti senza che la chitarra esploda in mille pezzi per le vibrazioni. Quando si è molto vicini ad un amplificatore e si suona una semi-acustica, se il volume è molto alto la chitarra entra in risonanza con l’amplificatore e inizia a vibrare fortissimo. Grazie al blocco di legno interno e ai microfono Gibson queste chitarre hanno un sound più rotondo e meno squillante delle Gretsch, sono probabilmente più versatili e più facili da suonare. Il colore caratteristico è il rosso, ma anche sfumate o marroni si vedono anche oggi su tantissimi palchi. Altre due case produttrici si sono specializzate nella produzione di semi-acustiche, la Epiphone e la Rickenbacher. La Epiphone successivamente acquistata dalla Gibson, annovera tra i suoi modelli molte più semi-solide che solide.

Lennon ha reso famoso il modello Epiphone Casino, prima nella classica colorazione sfumata rossa e gialla, poi non si sa bene per quale motivo, verso il 1968 ha deciso di toglierle la vernice, riportandola al colore naturale del legno. Questa mossa apparentemente insignificante ha spinto così tanti emuli a sverniciare la propria Casino che la Epiphone ha ben pensato di produrne un modello già sverniciato, la Revolution. Nella foto qui a fianco lo vediamo con capelli corti e vernice originale, nel video tratto dal Rolling Stones Rock’n’roll Circus, qui sotto, lo vediamo rivoluzionato con capelli fluenti e Casino sverniciata.
La Rickenbacher, ultima ma non di minore importanza, è invece rinomata sopratutto per il suo basso, popolarissimo negli anni ’70, che ha ritrovato un certo splendore recentemente grazie al ritorno di queste sonorità e per le semi-acustiche, dalla caratteristica forma appuntita.

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4 Responses to Il lato semiacustico della vita

  1. carburatore says:

    bene bene le chitarre semiacustiche! adesso aspetto una puntata sulle folk!

  2. gerbo says:

    Grande rock n roll circus! Ma di Richards al basso volgliamo parlare??

  3. Keith al basso è stupendo!

  4. kramer says:

    Peccato niente Cramps nel post!

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