Il fantastico mondo di Monsieur Yann Tiersen

By Giancarlo Magnanelli | Musica

Yann Tiersen.Se qualcuno, molto tempo fa, non avesse inventato il registratore multi traccia, forse Monsieur Tiersen non sarebbe così popolare. Neppure dopo l’uscita di un album come Dust Lane, quasi un anno fa, il suo lavoro più articolato.
Un album dove il suo modo autarchico di comporre i brani entra in profonda sinergia con una massiccia stratificazione di nuovi elementi, aggiunti via via durante il making-of dell’album.

Dicevo del multi traccia perché è così che Monsieur Tiersen ama solitamente pensare, comporre e registrare. La musica sgorga inarrestabile durante l’isolamento al quale si costringe quando si rinchiude per comporre, nel suo studio-abitazione sull’isola di Oussent.

Fermo assertore della politica del “do-it-youself” (e di certo non mi riferisco a modesti lavori di falegnameria fatti in casa…), la stragrande maggioranza dei brani che negli ultimi anni gli hanno garantito successo e popolarità vengono dalla sua unica mente/mano di poli strumentista.

Pianoforte, violino, chitarra, accordion. Guillaume Yann Tiersen suona tutto da solo.
Non tutto allo stesso tempo, ovviamente, ed ecco che entra prepotentemente in gioco il famoso registratore multi traccia di cui parlavo poc’anzi.

Inizia prestissimo, all’età di 4 anni, la carriera musicale del piccolo Yann Tiersen. Prima il pianoforte e poi il violino, per arrivare, appena teenager, allo studio della composizione.
Un piccolo fenomeno alla “”Little Miss Sunshine: se all’epoca fossero stati in voga i programmi televisivi odierni, dove bambini e adolescenti giocano a fare le rock-stars, forse Yann ci sarebbe finito dentro anche lui. Questa giovane promessa però si stanca troppo presto del ruolo che gli hanno cucito addosso e si ribella. Distrugge materialmente il suo violino, imbraccia la chitarra elettrica e forma la sua prima rock band. Cresciuto in una scena musicale molto attiva, quella di Rennes e del suo festival Transmusicales che ogni anno porta artisti del calibro di Nirvana, Cramps, Nick Cave, Yann ha modo, assieme ai suoi compagni di avventura, di inseguire il suo sogno.
E quando la sua band va in pezzi, la stessa sorte che era toccata al suo violino qualche anno prima, Yann non cerca nuovi componenti per formare un nuovo gruppo. Si compra un mixer, un registratore 8 tracce, un synth, un campionatore, una drum machine e comincia a comporre e suonare da solo. Prende così forma una chiara visione di autosufficienza e si sviluppa prepotente in lui il concetto di “one man band”.

Inizia così un periodo in cui Yann si dedica all’ascolto di vecchi vinili alla ricerca e al saccheggio di “samples”, di campioni, da poter utilizzare nelle sue composizioni.
Poi un bel giorno Yann, stanco di questo lavoro di ricerca e di depredare i suoni creati da altri musicisti si guarda dentro e si dice: “Forse è arrivato il momento che io mi crei da solo i miei suoni, senza sfruttare le idee di altri. Forse è ora che io ripari il mio violino e ci faccia uscire la mia musica”.

Siamo nel 1993 ed arriva il periodo di anarchia musicale, il tempo delle composizioni guidate dalle intuizioni e lasciate fluire come un’energia senza controllo. Monsieur Tiersen suona il piano, si accompagna con il violino, crea ritmi avvolgenti con l’accordion. Tutto da sé, nel suo appartamento. Il famoso multi tracce è sfruttato al meglio e arrivano i primi due albums: “La Valse des Monstres” e “Rue Des Cascades”.

Il substrato emozionale dell’ascoltatore è messo a dura prova dalle magie di Mr Tiersen e dai suoi delicati arrangiamenti. L’utilizzo dei suoi strumenti preferiti è integrato dall’uso di carillon, banjo e di pianoforti giocattolo.

Purtroppo i primi due album non riscuotono il favore né di critica, né di pubblico, ma Yann non demorde. Compone il suo terzo album “Phare”e pubblica un singolo, Monochrome, che si avvale della collaborazione e della voce del cantante francece Dominique A. Il disco decreta finalmente il meritato successo per Tiersen e arriva dritto alle classifiche francesi. Iniziano le collaborazioni importanti, in testa quella con Neil Hannon dei Divine Comedy, e le apparizioni a numerosi programmi radiofonici. Queste partecipazioni daranno vita ad un album live, “Black Session” e negli anni a venire Yann darà alle stampe altri due albums: “Tout est calme” nel 1999 e “L’absente” nel 2001. Oltre al più volte citato registratore multi traccia” Yann deve la sua fortuna, oltre che alle sue indubbie capacità, ad un altro fattore esterno. Questo fattore si chiama Jean Pierre Jeunet e di professione fa il regista. E il caso vuole che il cineasta abbia in preparazione una pellicola che porta uno strano titolo : “Le fabuleux destin d’Amélie Poulain”, uscito in Italia come “il fantastico mondo di Amélie”. Il regista dichiara di essersi innamorato a prima vista, anzi al primo ascolto, delle composizioni di YT. Sente una canzone del nostro Yann mentre si trova alla guida della sua auto e decide all’istante chi sarà a comporre la colonna sonora del suo film.
Si reca nel negozio di dischi più vicino, compra gli album di Mr Tiersen e comincia la ricerca del suo cellulare per poterlo contattare e affidargli il lavoro.
Ancora una volta è il cinema a veicolare il successo di un talentuoso musicista semi sconosciuto.
Ora la fama di Yann Tiersen è mondiale, nonostante i brani nuovi composti appositamente per il film siano soltanto tre. Il resto della soundtrack appartiene ai primi due album del compositore francese.

Sulla scia di questo pesante successo, più di 200.000 copie vendute in Francia, Tiersen pubblica nel 2002 una raccolta dei suoi successi contenuti nell’album “C’etait ici” .
Pensate che il suo vecchio “Phare”, del 1998, arriva in breve tempo a vendere in Francia più di centomila copie.
Nel 2003 continua la fruttuosa collaborazione di Tiersen con il mondo del cinema e arriva una nuova colonna sonora, quella del film “Goodbye Lenin” del regista tedesco Wolfgang Becker.
Un film che vi consiglio di vedere se ancora non ne avete avuto l’occasione…
giusto per invogliarvi, faccio un breve accenno alla trama. Si tratta della storia di una donna che, a causa di un infarto, nel 1989, entra in come e vi resta per otto lunghi mesi, proprio mentre si sviluppa il processo di riunificazione delle due Germanie. culminato con la caduta del muro di Berlino.
La donna si risveglia dopo la scomparsa della DDR e la soppressione dei confini tra le due Germanie, ma i familiari, preoccupati da una possibile ricaduta della donna, cercano in tutti i modi di farle redere che nulla sia invece successo… addirittura arrivano a registrare un finto telegiornale fatto in casa che mostra quotidianamente come le cose a livello politico non sono mai cambiate.
Un film davvero imperdibile!
E la conferma di questo successo planetario porta il poli strumentista francese in tournée in tutto Europa. Un vero fan di Yann Tiersen sa quanto possa esser imprevedibile il bretone.
Non sai mai cosa aspettarti da un suo concerto. A volte è accompagnato da un’orchestra numerosa e da molti collaboratori ospiti. Altre volte, invece, offre le più frequenti sessioni minimaliste, spesso accompagnato solo da un percussionista e da un chitarrista, alternandosi continuamente tra il piano, la fisarmonica e i violini per le canzoni più melodiche, e con la chitarra elettrica per i suoi pezzi più rockeggianti.
Volete una prova della sua versatilità? Ascoltate con attenzione gli arrangiamenti di questo brano di David Bowie, la voce è quella di Neil Hannon dei Divine Comedy.

Dopo la colonna sonora di Goodbye Lenin un altro successo di Tiersen è rappresentato dall’uscita dell’album “Les retrouvailles” (i ritrovamenti), nel 2005, che vede una lista di partecipazioni davvero importante: Stuart A. Staples dei Tindersticks, Jane Birkin e Elisabeth Frazier cantante dei Cocteau Twins. Nel 2008 arriva un nuovo lavoro per il cinema ed esce la colonna sonora del film “Tabarly”, documentario sulla vita dell’omonimo regatista francese scomparso nel mare Irlandese nel 1998 dopo aver consumato la sua ultima cena nell’isola di Oussent, a largo delle coste bretoni.

Un album pianistico, intimista. Una splendida ed adeguata cornice alle gesta marinare dello compianto Tabarly. Un doppio filo lega il nostro Yann alle peripezie sportive dello scomparso Tabarly. Perchè è proprio in questa isola che il nostro T. ha comprato una casa e ha registrato buona parte del suo ultimo lavoro uscito quest’anno “Dust Lane”. Forse la stessa casa che aveva preso in affitto durante la lavorazione dell’album “Le Phare” del ’98.

Un lavoro lunghissimo, oltre due anni di gestazione, sul quale ha gravato a lungo il tema della mortalità. In questo periodo Tiersen ha perduto la madre e un carissimo amico, ma è riuscito ad ultimare un lavoro dove la vita emerge non come un valore predestinato alla inevitabile scomparsa, ma come una esperienza da vivere interamente e intensamente. Con gioia, fino alla fine.
“La vita – dichiara lo stesso Tiersen – è un’esperienza piena di colori. A volte dolorosa, ma anche molto gioiosa”.
Dust Lane ci consegna finalmente un artista completo e maturo, e un’opera che si slega dalla tessiture tradizionali per offrirci una manciata di canzoni destrutturate e a tratti dense di elementi di complessità.

Andate a vederlo dal vivo, è una esperienza unica che pochi artisti al mondo possono offrirvi.
E se proprio vi risulta impossibile noleggiate e andate a rivedere le strambe avventure di Amelie, con la consapevolezza che senza le magie musicali di Mr Tiersen, non avrebbe abitato un così fantastico mondo.

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