Piccolo bilancio fra le fila degli sconfitti.

Pubblicato il 16 dicembre 2010 | da Pereira | Politica

Anche fra loro c’è chi ha perso di più

Bersani e Di PietroOltre a prolungare l’agonia in cui versa il paese e allargare come già detto il fossato fra governo (leggi anche classe politica) e realtà, la giornata di martedì 14 dicembre ha contribuito non poco a un rimescolamento delle carte e dei pesi fra gli oppositori di Berlusconi e destra.

Due mi sembrano le note più significative: il sorprendente intervento di Bersani e la sconfitta politica e di immagine di Di Pietro.

Bersani ha fatto un discorso – per la prima volta? – alimentato da un sentire profondamente indignato, efficace nel pathos genuino e negli argomenti finalmente adeguati. Improvvisamente ha smesso i panni del noioso e afono impiegato del Pd per vestire quelli del leader. Era ora, scommetterei che abbia recuperato posizioni nei confronti di Vendola nella ipotetica corse delle primarie. Anche se non va dimenticato che anche lui e il Pd hanno sempre un Calearo da farsi perdonare, non l’ho mica scelto io lo squalo.

Di Pietro ha vissuto una giornata funebre in cui sono venuti a galla i compromessi che troppo spesso si è trovato ad accettare nel reclutamento periferico di personaggi che avevano serbatoi di voti da portare ma un discutibile pedigree etico e politico.
Così, dopo la super gaffe De Gregorio, passato con Berlusconi tempo fa, si è assistito al tracollo, la fiducia a Berlusconi passata grazie a due deputati eletti col partito più antiberlusconiano d’Italia. Di Pietro è stato il primo ad invocare il voto di sfiducia, poi sono due dei suoi che lo hanno reso fallimentare. Autogol. Se Razzi e Scilipoti avessero votato coerentemente con il loro partito il risultato sarebbe passato da 314-311 a 312-313 e saremmo qui a raccontare la storia di Berlusconi costretto a rimettere il mandato nelle mani di Napolitano.

Pereira

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A proposito dell'autore

Della prima parte della mia vita, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. Vedi anche questo post

6 risposte per Piccolo bilancio fra le fila degli sconfitti.

  1. vales says:

    Tutto il mio disprezzo a coloro che si fanno comprare da uno sciagurato come Berlusconi. Ormai non ci sono più limiti all’indecenza e al malaffare.Forse la maggior parte degli Italiani sono così.Io, purtroppo, no; pago le tasse rispetto le regole e ho educato mio figlio secondo i principi cristiani. Ora non trovo riferimenti adeguati non solo in politica ma neanche nella chiesa..e soffro molto.

  2. lia sophia debord says:

    sostiene pereira che alla fine ha contato il voto del papa.
    ha incassato i soldi per scuole e università cattoliche, gli saranno restituite le somme degli intrallazzi dello IOR. si blocca la nascita di una dx europea e moderna non confessionale (alla aznar per intenderci, quindi coppie di fatto, testamento biologico ecc. le cose normali in tutta eu)e si tengono lontani i comunisti.
    il nano è, notoriamente, facile da manovrare e ricattare, e meglio di un pedopapa chi vuoi che lo sappia?

  3. Abaco1 says:

    Per la verità Calearo lo ha scelto Veltroni che è da sempre all’opposizione di Bersani.

    Ci manca pure che Bersani debba farsi perdonare gli errori della fronda antibersaniana….

    Il passo successivo quale sarebbe, di grazia, chiedere scusa perché quando il Governo Prodi cadde di un voto il voto determinante fu di tal Niki Vendola???????

  4. Gaioing says:

    Per il dibattito

    Ormai i cambi di campo rispetto alle elezioni non sono più una novità ed episodi come questi di conta all’ultimo voto ne vedremo ancora tanti.
    Per evitare il mercato dei seggi basterebbe fare una legge di questo tipo:
    a- nessuno può cambiare campo se non passa di nuovo davanti agli elettori
    b-se una maggioranza , dopo le elezioni , si rompe e non c’è modo di ricostruirla per i veti incrociati o per mancanza di numeri chiari, il Presidente della Repubblica scioglie le Camere e fa lui un governo presidenziale, fino alla fine della legislatura, scegliendo i ministri che vuole, e tutti i deputati e i senatori litigiosi vanno a casa.
    c-chi controlla il Presidente di questa repubblica presidenziale pro-tempore? La Corte Costiuzionale.

    Con una legge così nessuno litigherebbe più.Niente agguati, niente mercato dei seggi.
    Ma chi la fa una legge così?

  5. Gaioing says:

    Dimenticavo

    Oltre alla Corte Costituzionale, darei il controllo dell’operato del Presidente pro-tempore ai deputati e ai senatori dell’opposizione.
    Cioè non manderei a casa chi non poteva comunque governare e ovviamente non poteva litigare.

    La legge ha questo sottinteso:
    ti do il potere parlamentare perché hai vinto le elezioni, ma se litighi e non lo usi bene, ti mando a casa.
    Così almeno le legislature finiscono naturalmente e si usa di più l’istituzione del Presidente della Repubblica , che ci costa moltissimo.

    Per inciso..
    Berlusconi ha già detto che ne ha convinti altri 8…
    e i sondaggi dicono che se si vota vince , con la Lega, a mani basse.

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