Da Reykjavik ad Akureyri

By Federico Tamburini | Viaggi

Viaggio in Islanda | 5

27/12/2010 Akureyri

Akueyri - Islanda

Con il passare degli anni sono giunto alla conclusione, niente affatto definitiva, che non ci sia niente di più emozionante di essere, alle prime luci dell’alba, seduto nella sala d’aspetto di una stazione degli autobus remota, in attesa del “tuo” che ti porti via. Credo abbia a che fare con il concetto di attesa e di partenza; due condizioni così in antitesi tra loro, da diventare perfette insieme.

E così mi ritrovo sul mio autobus Islandese, della compagnia Stern, partenza da Reykjavik alle ore 8.30, arrivo a Akueyri alle ore 15.00. Anziana signora impellicciata, zoppa con bastione, espressione simpatica, mi guarda curiosa; poi si stringe un poco e mi fa sedere accanto a lei.
Islanda nord-occidentale, piccoli villaggi di pescatori sopravvivono al termine di strade sterrate; strenue lotta con le asperità del clima e del paesaggio. Ma è come se l’Islanda tutta avesse in se un sentimento di lotta e persistenza, anche se vocaboli come lotta e persistenza-resistenza non si addicono a questa popolazione, che ha negli occhi purezza e limpidezza.

Islanda: Akueyri

Nel 1949 il governo islandese subì pressioni affinché l’Islanda diventasse un membro della NATO. Il paese, dopo molte polemiche, entrò nell’organizzazione, ma a condizione di non dover mai prendere parte ad azioni offensive e che in nessun caso il suo territorio sarebbe stato usato come base di contingenti militari stranieri in tempo di pace. In realtà poi durante il conflitto contro la Corea nel 1951, l’Islanda acconsentì che gli USA si prendessero di nuovo (nella seconda guerra mondiale avvenne con gli inglesi) la difesa dell’isola. Per quarant’anni il personale e le tecnologie militari statunitensi della base militare di Keflavik continuarono ad aumentare e l’Islanda svolse un ruolo strategico in qualità di stazione di monitoraggio durante la Guerra Fredda.

Akueyri

Ed ora questa strada, che sembra mongola e siberiana, a tratti patagonica. Ode alla strada che non cambia mai, sempre uguale a se stessa. Eppure che ci sia già passato? Sono solo ricordi che si confondono. Che si ritrovano, bellissimi.

Viaggio ad Akueyri

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