Che cosa ha detto la seconda puntata di “Vieni via con me”
Comunque la pensiate questo programma continua a suscitare curiosità e polemiche a riprova della estrema povertà del panorama televisivo al tempo del magnate della tv al governo.
La puntata di ieri ha detto molte cose sulle prossime elezioni nonostante i due politici invitati si siano limitati ad un elenco dei valori di destra e sinistra.
L’impietosità della tv e l’ormai assodato peso che la tv stessa riveste in una campagna elettorale hanno detto che Bersani – al di là delle sue reali capacità politiche – non è in grado di essere credibile, comunicare, muovere passioni e voti. Purtroppo oggi la politica è tv e la tv è questo. Ciò significa che i prossimi mesi diranno se Bersani perderà prima le primarie con Vendola o poi le politiche con Berlusconi o Fini, tutti molto più bravi di lui a toccare le corde di un elettorato vasto. Ma temo che Bersani non abbia scampo visto che tocca a malapena le corde degli iscritti PD più volenterosi.
Il “solito” efficace Saviano ha proseguito la sua opera di divulgazione dei segreti mafiosi, la cerimonia di affiliazione, l’enormità dell’ombra mafiosa a Milano. Molto potente anche la parte su Englaro e Welby che ha toccato l’acme della rabbia nell’elenco dei dittatori e mafiosi a cui la chiesa cattolica ha concesso il funerale religioso incredibilmente negato a Piergiorgio Welby. Da ammutolire. A proposito di impietosità della tv, ho trovato molto interessante l’involontario confronto fra una emozionata ma efficacissima ragazzina, figlia di genitori albanesi ma nata in Italia, che ha letto i motivi per cui ama questo paese e uno spaesato Ligabue, chiamato a leggere (male, senza verso, senza identificazione) il diario dei genitori della stessa ragazza nel giorno in cui approdarono drammaticamente in Italia.
Dopo lo strepitoso balletto della prima puntata ancora un dulcis in fundo con un’emozionante versione degli Avion Travel di Vieni via con me che ha visto la presenza come ospite a sorpresa di uno stranamente dimesso Toni Servillo in coppia con il fratello Peppe. Impeccabile, come sempre, l’accompagnamento di Ciaramella e Mesolella. Quest’ultimo ha offerto un assolo – un graffio? – hendrikxiano a cavallo della sua scorticata Gibson Chet Atkins. Non conosco nessuno capace di domare questo difficilissimo strumento come fa lui. Ne è venuto fuori un finale notevole con Saviano, Servillo Toni, Servillo Peppe, Mesolella e Ciaramella che si abbracciavano e Fazio che gli chiedeva: “te ne vai?” E lui: “no, rimango qui, fra amici, siamo tutti di Caserta.” Non male, la terra capace di produrre il massimo dell’orrore è anche quella che proietta l’Italia ben oltre i propri confini, ai vertici della bellezza artistica. O Servillo non è uno dei migliori attori al mondo?
Arrivati alla seconda puntata si può vedere qualcosa di più del progetto degli autori del programma. Per esempio che la trasmissione risulta una sorta di contro-agenda politica, un’elencazione di tutti i nodi irrisolti di questo paese, dalla conquista mafiosa dello Stato all’integrazione, dai temi etici ai rapporti con la chiesa. Certamente mancano ancora temi importantissimi, il lavoro, le ingiustizie sociali, la giustizia, ma ci sono ancora due puntate… Di sicuro si può fare già una considerazione, questa trasmissione ha il merito di mostrare al paese cose inaudite e un modo di fare tv che non conoscevamo. Si tratta di un merito importante insieme al fatto che l’intero impianto di quattro puntate si va delineando come un gigantesco atto di critica alla classe politica. L’elenco dei temi toccati infatti, altro non è che quello delle questioni politiche non risolte da trent’anni a questa parte.
Chissà, se ci sarà ancora la possibilità di fare trasmissioni del genere l’anno prossimo, il titolo, dopo “Vieni via con me”, potrebbe essere “Tutti a casa”…
Pereira












Gran bel post questo!
Un altro aspetto è questo: leggo ora, 9 milioni di telespettatori. E poi ci vengono a dire che le persone vogliono maria de filippi e la ventura. Certo, anche. Ma quando ci sono programmi di qualità le persone rispondono, altroché!
Puntata decisamente migliore della precedente, se non altro per un Saviano che giustifica pienamente la sua presenza. Buono anche l’intervento non scontato della ragazza che ha fatto l’elenco dei posti di lavoro riufiutati (decisamente più incisivo rispetto alla vulgata sul precariato: qualcuno doveva pur parlare di una cultura del lavoro che esclude dal lavoro). Peccato per la presenza di Ligabue, di Ceci n’est pas De André e per un Paolo Rossi decisamente spompato e senza idee. Sono personalmente perplesso su come è stato affrontato il tema della bioetica (a parte il doveroso elenco dei seppelliti eccellenti), ma sarebbe un discorso lungo.
Bellissimo,
Maroni ha appena parlato di “accuse infami” di Saviano contro la lega. Oh, era ora che qualcuno alzasse il velo sulla lega e i suoi traffici… si potrebbe citare Caterina Caselli, “la verità mi fa male lo so”
@AMarzi
Trasmissione quasi pietosa,molto peggio della prima.
Sapete perché?
Perché sono intervenuti Bersani e Fini!
Costoro hanno fatto uso di proposizioni etiche e nulla più, ma con l’etica da sola si preparano le masse a solenni fregature.
Manca la profondità sull’analisi del reale.
Avrebbero potuto dire , ad esempio, tra le tante altre cose:
1-che le banche centrali producono moneta al costo dello 0,25% e la prestano alle altre banche, al
5% (20 volte tanto), le quali la prestano a noi
al 9% almeno! Chi può permettersi un impiego più
remunerativo?
2- Che l’uomo in 40 anni ha disboscato un’area di foresta amazzonica ampia quanto l’Italia e la
Francia messe assieme
3-Sempre in termini di paragoni tra aree, l’area del solo Lazio ha tanti avvocati quanti tutti quelli
francesi
4- Che col nucleare si pagheranno bollette più salate, invece dicono il contrario
5- Che in Italia quasi il 70% della popolazione è semi-analfabeta
6-Che in Italia imperano i centri di interesse lobbistico a vario livello
e tante altre cose.
L’unico che ha detto il vero è Saviano, che , per averlo fatto, gira con 7 uomini di scorta.
@ Gaioing
Completamente d’accordo
Io quoto quel che si dice oggi in un articolo del Ilpost e che mi sembra toccare un aspetto interessante: Masi si dovrebbe dimettere. Riassunto: la direzione Rai ha dato un ordine agli autori di un programma, quell’ordine è stato completamente disatteso, e senza nessuna conseguenza di rilievo. La direzione ha dimostrato non solo scarsa intuizione sui prodotti vincenti ma anche una totale mancanza di autorità. Ci si dimette, a un certo punto.
Questo è interessante
si, molto interessante, ma a me sembra che il nichilista faccia alla Lega un’accusa politica anche più grave di quella di Saviano
Ma anche Saviano, dopo aver citato la vicenda Ciocca, rivolge la stessa accusa politica e cioè di un certo” lassismo accompagnato dalla propaganda maroniana” quando parla di manette e repressione. E comunque scusate se le associazioni di stampo mafiose sono così diffuse al nord una responsabilità politica dei maggiori partiti ci sarà pure. In ultimo veder come Saviano abbia fatto incazzar Maroni è già questa una gioia assoluta!!
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Per il dibattito
Okkio ragazzi sento aria di ribaltoni!
Angela Merkel è preoccupata per noi… se l’Italia va in default addio euro!
Quindi l’ordine è mettere all’angolo Bossi e Berlusconi.
Chi sarà il premier ?
Azzardo una profezia… ovvero uno dei tanti futuri probabili che decantano nel presente all’improvviso in maniera quantica!
Governo istituzionale con Mario Draghi
Fini ancora non è all’altezza (per dirlo in buone parole)… nella trasmissione di Saviano, il regista, dall’alto, seduto nella classica sedia, con grandi occhialoni scuri, l’ha giudicato immaturo!
QUANTICO!!!
@Soffio,
anche a me, ma le denunce ideologiche non riscuotono successo presso il pubblico (il che rende i processi culturali ancora più pericolosi, in certi casi, nella misura in cui ne viene rifiutata l’esistenza o l’incidenza); il legalismo invece ha un gran successo.