Lo scontro Maroni-Saviano continua fra le pieghe della cronaca
Alle 16,25 la radio che sto ascoltando fa un’edizione speciale per dire che è stato catturato il capo – latitante da 14 anni – del clan dei Casalesi.
Ho subito immaginato Maroni che diceva a Saviano: “Vedi che ti sbagli? Io – la Lega – i camorristi, li mettiamo in galera!”
Maroni ha dovuto aspettare pochissimo perché nel giro di mezz’ora il notiziario della stessa radio annunciava che la Dia di Milano ha emesso un comunicato in cui affermava che da indagini appena compiute si sono trovate evidenze delle infiltrazione della ‘ndrangheta negli appalti dell’Expo milanese.
Una bella lotta a distanza che mi piacerebbe diventasse quotidiana. Chi avrà ragione?
Nella diatriba, confesso, sto con Saviano, la sua vita mi dà l’impressione che si stia sacrificando anche per me.
Novello Cristo.
Pereira












Le indagini della DIA non dicono nulla – almeno per ora, o non lo dicono ai giornali – in merito a un coinvolgimento della Lega. Ciocca non è indagato, ed è comunque un esponente del partito, non è il partito: se si fosse trattato di IDV o SEL sono sicuro che non si sarebbe detto “La ‘ndrangheta interloquisce con IDV/SEL”. Anche Enzo Ciconte e Giulio Cavalli (che gira con la scorta) hanno frenato sulle parole di Saviano.
Dal canto suo Maroni non vuol fare vedere a Saviano che ha arrestato un camorrista (come se poi fosse andato lui personalmente a prenderlo): Maroni vuol farlo vedere agli italiani che hanno ascoltato Saviano il giorno prima, e chissà da quanto se lo teneva nel freezer, quell’arresto.
Insomma, la faccenda ha tutta l’aria di essere una faccenda di cartone, una guerra di comunicazione, da entrambe le parti.
C’è anche da considerare che molti estimatori di Saviano erano rimasti interdetti dal suo elogio di Maroni, risalente a qualche mese fa, soprattutto perché sono in molti a pensare che gli arresti di cui il governo sbandiera il merito siano farlocchi, di gente finita, che non conta più nulla, mentre i giochi veri si fanno altrove.
Jacopo Nacci questa volta butta per davvero il suo tempo… Quando la si butta in religione, quando qualcuno arriva a definire una persona “Novello Cristo”, è finito il tempo della discussione… la fede non si discute.
Concordo con quanto scritto da Jacopo Nacci, nel suo primo e secondo commento. Due considerazioni: la prima è che non ci vedo nulla di male che Saviano abbia citato il caso Ciocca, lo ha pur detto che non c’era reato e che non era neppure indagato. Forse ha “sbagliato” ha usare un verbo, interloquire, ma è chiaro che dietro c’è una chiara intenzione politica. La lega non è mai stata tirata dentro a polemiche di questo tipo, è un partito (almeno per la maggioranza degli italiani) puro, incorrompibile, che lotta strenuamente contro criminalità e il mal costume. Ecco forse le cose non stanno proprio così (che la mafia al nord sia ovunque èp cosa risaputa, senza il bisogno di aspettare le nuove indagini della DIA e Saviano con “furbizia” l’ha voluto far notare. In ultimo vorrei far notare che da due settimane si è tornato a parlare di mafie, argomento solitamente oscurato dalle grandi testate o notiziari. Prima di Gomorra, tanto per dire, Espresso o Panorama non potevano fare copertine che parlassero di Mafie, pena il trenta per cento di copie in meno vendute. Come dire agli italiani non gliene frega nulla. Ci vuole Saviano per parlar di mafia. E questo non lo dico come aspetto positivo, anzi sarebbe un aspetto di cui preoccuparsi.
“a” usare “a” usare!!
Per il dibattito
Mi fanno sorridere sia gli arresti eclatanti che le indagini della DIA.
Per battere le varie mafie bisogna farle uscire allo scoperto.
Come?
Vendendo le droghe in farmacia e riaprendo le case chiuse, ovvero regolamentando il mercato delle droghe e delle prostituzioni.
Altro fiume da regolamentare è quello delle transazioni finanziarie.
Per farlo ci vorrebbero ben altri governi e corpi elettorali, anzi, ben altri modelli di vita.
La delinquenza organizzata è contestuale ai modelli consumo-capitalisti complessi.Praticamente ineliminabile.
Saviano e Maroni litigano sul marginale, ma rischia molto di più il primo!
“Dell’Utri mediatore coi boss”. Per i giudici, Dell’Utri “ha apportato un consapevole e valido contributo al consolidamento e al rafforzamento del sodalizio mafioso”. In particolare, l’imputato avrebbe inoltre consentito ai boss di “agganciare” per molti anni Berlusconi, “una delle più promettenti realtà imprenditoriali di quel periodo che di lì a qualche anno sarebbe diventata un vero e proprio impero finanziario ed economico”. Per questi motivi la Corte ritiene “certamente configurabile a carico di Dell’Utri il contestato reato associativo”. Il portavoce del Pdl Daniele Capezzone si dichiara addolorato per la sentenza: “Speriamo che la Cassazione faccia giustizia, è una condanna ingiusta. Di più: la Corte d’Appello ha chiarito che non c’è stato alcun patto politico o elettorale con la mafia, e ha smontato una serie di altri teoremi, a partire dalle assurde accuse di Spatuzza”. – E l’opinione pubblica di cosa parla? Di Saviano e del suo “interloquire della lega”!!! Tra le altre cose il tg1 ha dato la notizia 10 minuti dopo l’apertura, di un minuto. Il tg5 proprio non l’ha neppure data.