Makkox: Marchionne, Bunga Bunga e Lodo Alfano
Makkox questa settimana ha disegnato e scritto su: la circolare 721/B del ministero dell’istruzione, di Fini e della sua vita ad Halo Reach, di zucchini, di presunti squadristi comunisti e di tante altre cose che vi invitiamo ad andare a vedervi su Il Post.
Noi abbiamo scelto ancora una volta tre strisce., le trovate qui sotto e potete andarci subito. Se invece questa settimana avete attraversato il deserto del Gobi a dorso di un cammello, ecco qui un approfondimento sui temi proposti da Makkox:
Lunedì 25 – L’intervista a Marchionne e le parole incriminate sulla FIAT e L’italia
Commentando i risultati ottenuti dalla FIAT nell’ultimo anno, l’amministratore delegato ha constatato che dei due miliardi di utile dichiarati dalla fabbrica automobilistica nessuno viene dall’Italia, le cui fabbriche producono tutte in perdita. Fazio ha risposto: «Lei sta dicendo che volendo FIAT potrebbe fare a meno dell’Italia?». Marchionne ha detto: «Io le sto dicendo che se dovessi togliere la parte italiana dai risultati, la FIAT farebbe di più. Avrebbe fatto di più l’anno scorso, lo sta facendo adesso… quindi, uno non può gestire delle operazioni in perdita per sempre».

Approfondimenti: Intervista di fazio a Marchionne e Cosa avremmo dovuto rispondere a Marchionne.
Giovedì – Credo stia parlando di te davanti ad Anno Zero! Bunga Bunga.

Approfondimento: Dreadnought Bunga Bunga
Giovedì – Il Lodo Alfano sarà “ automatico e rinunciabile”
Il lodo Alfano può diventare “automatico e rinunciabile”, tanto per il capo dello Stato quanto per il presidente del Consiglio. Questo il contenuto dell’emendamento messo a punto dal Pdl, in via di presentazione in Commissione Affari Costituzionali al Senato.

Approfondimento: Bocchino e Alfano












La Fiat, grazie ,purtroppo, alla globalizzazione, produce per 2/3 con fabbriche all’estero e per 1/3 con fabbriche in Italia.
Marchionne sta semplicemente avvertendo il contesto politico-sociale, che,prima o poi, produrrà le sue vetture solo all’estero .
Il contesto politico sociale , sopratto la sinistra, deve affrontare il problema di indicare modelli correttivi locali alla globalizzazione.
Visto il livello dei leaders della sinistra ciò non è per nulla semplice.
Personalmente introdurrei una tassazione molto progressiva a chi produce all’estero.
Semplice no?!
Direi che ciò non è possibile, più che semplice! Qualche speranza in Vendola, se lo lasceranno passare…
Io tasserei progressivamente i redditi sopra i 100mila euro, più che le ditte che producono all’estero, redistribuendo un pò di reddito, e aiutando così i famigerati consumi. Questo per salvare codesto sistema. Poi forse un giorno lontano cominceremo anche a produrre meno…
@AZucchi
Le tasse progressive non funzionano , semplicemente perchè i ricchi, che hanno accesso facilmente alle informazioni finanziarie,appena notano la progressività dell’imposta, trasferiscono all’estero il loro capitale.
Una volta ciò avveniva con le valigette nascoste nel sottofondo del bagagliaio nel passaggio di frontiera a Chiasso ad esempio.Oggi basta un click di un pc per farlo!
Il problema è che occorre dare più reddito alle classi medio-basse (le più numerose) in modo che spendano e rimettano in moto i consumi.
Quindi ci sono 2 vie entrambe valide:
1-ricostituire il lavoro industriale in Italia e quindi incrementare i consumi interni
2-tassare le rendite non da lavoro ovvero quelle speculative finanziarie.
Per entrambi gli obbiettivi, che sono a dir poco mostruosi, ci vorrebbero altri partiti ed altri leaders.
Il contesto è proibitivo anche per effetto dei meccanismi finanziari tipici della globalizzazione.
Ad esempio, gli USA stanno di nuovo stampando vagonate di dollari e ciò creerà inflazione in tutto il resto
del pianeta.Inflazione significa tassi più alti, deficit più alti e di conseguenza tasse più alte e quindi poche possibilità di sviluppo.
Per resistere a dinamiche di questo genere ci vuole uno
spirito collettivo di sacrificio e un rinnovamento politico profondo.
Concordo su tutto, ma le tasse progressive non sono un’utopia (le ha appena varate la Spagna, ad esempio, sopra i 125 mila euro) e con le nuove norme sui paradisi fiscali, sarebbe un pò più difficile farlo. Comunque rimane vero che anzichè mettere tasse più alte, si potrebbe ad esempio invogliare a pagare quelle già dovute, magari con detrazioni sensate… Ma servirebbe sempre la classe dirigenti di cui parli, cioè una nuova, che non appartenga allo stesso sistema che specula su tutto e dirige i profitti sempre dalla stessa parte…
@ AZucchi
Un altro settore da indagare per nuovo modello fiscale è stabilire quante tasse devono pagare le Banche Centrali che godono della rendita enorme del signoraggio.
Se ne conosce l’ammontare? C’è evasione o elusione o no? Come mai nessuno ne parla?
Tremonti sicuramente conosce la materia ma non si sbilancia più di tanto.
Una volta ha parlato di Banche Centrali che dovrebbero finanziare le OOPP a tassi gratuiti, ma poi è caduto il silenzio.
Questi banchieri non capiscono che , se non c’è crescita , pure loro saltano, prima o poi e pure i politici vivono sperando che il signoraggio si risolva da solo!Figurati!
Se Bersani viene a Pesaro per le elezioni e si confronta col pubblico, glielo chiedo.
Sarebbe bello poterglielo chiedere, ma non risponderebbe!
Rimane il vero che senza cambiare nulla di questo sistema, sarà il sistema stesso, molto prima di quanto si creda, a saltare, con tutti i suoi vertici!