Un Urlo incompiuto ma utile

By Pereira | Cinema

Solitamente vi segnalo film che considero belli.
Sicuramente oggi si tratta del meno bello fra i film di “Mi manda Pereira” eppure…

Urlo, locandinaLa questione è che il film – attraverso un mix a volte suggestivo a volte meno fra vicenda processuale, memorie e animazione come sottolineatura visuale dei testi poetici – pone diverse questioni purtroppo ancora attuali sulla libertà di espressione, sul diritto a vivere liberamente sessualità e omosessualità, su cosa è un’opera d’arte. Ma oltre a dare – forse – risposte a chi cerca rassicurazioni, stimola efficacemente ad una riflessione più profonda. Mentre assistevo al film mi veniva in mente quel politico che ha promosso la cancellazione di una fantastica opera del writer Blu confondendola con la “pulizia di muri imbrattati”.

Forse il processo a “Urlo” di Allen Ginsberg, o meglio al suo editore Lawrence Ferlinghetti, svoltosi mezzo secolo fa ha promosso negli americani un rispetto maggiore, una cultura del rispetto più diffusa e condivisa, tale da non dover essere difesa ogni giorno come in trincea?
Una nota a margine per concludere, un’amica, nipote di Lawrence che abita a Bologna, mi diceva pochi anni fa che egli spesso viene in Italia e ama girare l’Appennino con zaino e sacco a pelo. Come dire, On the road.

Urlo.

Pereira

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About The Author

Pereira
Della prima parte della mia vita, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. Vedi anche questo post

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