Don Gallo contro la Compagnia delle Opere
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Stavo ascoltando una intervista a Don Gallo sulla radio del Sole 24 Ore. Si parlava del suo rifiuto a scrivere ancora per Mondadori-Berlusconi. Raccontava – l’uomo per il quale usare il termine santo non sarebbe esagerato – che nello stesso giorno in cui si è dovuto precipitare a pagare una bolletta di 90 euro per evitare che staccassero la luce ad un vecchio indigente sia venuto a sapere che B. si era fatto una legge ad hoc pro Mondadori che gli permetterà di pagare solo il 5% di quanto dovuto al fisco dalla casa editrice sottratta a De Benedetti corrompendo dei giudici. Con la nuova legge, B. pagherà 8,6 milioni di tasse invece di 350. Più di 340 milioni sottratti allo stato e quindi anche allo stato sociale che dovrebbe sostenere gli anziani indigenti.
Essendo giorni in cui si teneva il meeting di Comunione e Liberazione e del suo braccio operativo affaristico denominato Compagnia delle Opere, l’intervistatore ha chiesto al nobile e pio uomo come mai non fosse a Rimini. Questa la risposta, chiara e netta da farmi strabuzzare gli occhi: “In 23 anni mi sono sempre rifiutato di partecipare a quell’incontro perché non ha nulla a che fare con Don Giussani. La Compagnia delle Opere non ha nulla a che fare con la testimonianza di fede.”
Trattandosi di un uomo di fede, oltre che di opere, cristallina, chiedo a chi mi legge di aiutarmi ad interpretarne le parole. Che avrà voluto dire?
Pereira


Caro Pereira, domanda retorica eh? Lei lo sa bene cosa voleva dire Gallo. C’era un bell’articolo di Lerner su repubblica qualche giorno fa a questo proposito. Lerner parlava dello strabordante potere di CL e Compagnia delle Opere negli affari nazionali e del fatto di autoconsiderarsi una chiesa privata. Una chiesa nella chiesa che se la prende con i “moralisti” (come lei, Pereira) e protegge e tiene le parti di berlusconi e di altri gaglioffi. A margine le dirò che un amico che ha lavorato al meeting di rimini mi ha detto che la regione lombardia ha sostenuto il meeting con decine di milioni di euro, chissà se è vero.
Considerazione numero uno: in questo paese abbiamo sempre più bisogno di persone che dicono le cose come stanno ma che soprattutto prendano posizione in modo netto e chiaro. Sarei ben lieto di vedere e sapere però anche di scrittori che prendono le distanze da mondadori. Considerazione numero due: come al solito in questo paese ci sono sempre nette vedute sulle questioni. C’è chi crede di essere depositario della verità e crede che l’altro sia uno sprovveduto e viceversa. Tutti sanno che Andreotti è mafioso ma non lo si può dire idem per cl e compagnia delle opere e sulla questione si legge qualsiasi cosa, vi siete per caso fatti del male leggendo Socci su libero in risposta a Serra?! Terza questione: anche su mondadori si leggono tante cose diverse. Tipo lo scrittore Giulio Mozzi http://vibrisse.wordpress.com/2010/08/29/mondadori-le-tasse-e-la-leggina-ad-hoc/
Penso che il problema sia proprio che, almeno a livello politico, non ci sia più chi ha titolo di parlare di moralità e di conflitto di interessi, perchè entrambi gli schieramenti sono collusi con i poteri occulti economici e, spesso, pure malavitosi!
Guardate nella mia città, Pesaro, la sinistra cosa fa: propone di pagare un milione di euro a CL per l’affitto di una palestra! Con quei soldi ne può fare due nuove, o rimetterne a posto 5 vecchie! Odora tanto di cambiale elettorale. Allora?
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