Radio Pereira avvicina? Pereira è felice
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Capita che arrivino mail di complimenti,
ma così generose e che ci dicono con tanta chiarezza che la nostra fatica è ripagata…
orgogliosamente pubblico.
Caro Sig. Pereira,
di mattina quando, bevendo una tazza media di caffè mi siedo alla mia scrivania, digito “r-a-d-i-o-p-e-r-e-i-r-a” come se scrivessi con una vecchia macchina da scrivere. Così con questo primo gesto apotropaico – quasi fosse di per se capace di allontanare influssi maligni – le ore successive si accompagnano alla musica ininterrotta, più o meno resistente.
Di notte prima di addormentarmi quando, bevendo una tazza di tisana al finocchio, sto per allontarmi dalla scrivania, talvolta ridigito “Radio Pereira” e mi faccio cantare la ninnananna.
In una sera d’estate quando, sognando una limonata, la selezione dei brani mi è suonata più divertente e simbolica del solito, ho suggerito Pere-ntoriamente a un mio amico lontano, col quale scambiavo informazioni in chat, di digitare anche lui.
Io scrivevo da Bologna, spontaneamente, spinta dal piacere di ascoltare e condividere la stessa musica di qualità.
Lui, seduto alla sua scrivania di Montepellier in Francia, aveva già digitato come se scrivesse con una vecchia macchina da scrivere: la stava già ascoltando prima del mio suggerimento, Radio Pereira!
Lei, un’amica del mio amico, probabilmente accomodata davanti ad una scrivania a Catania – e con più probabilità di me di bere una buona limonata – gli aveva indicato il link poco prima!
Insieme, lontani, conoscevamo come resistere al brutto, sentendo i tasti di un nuovissimo computer cliccare “mi piace”, e non è poco. Sostengo.
Cristina Principale

