Problemi alla lista 5 stelle di Grillo in emilia Romagna dopo le elezioni regionali.Nelle ultime settimane ho seguito con molta curiosità la vicenda andata in scena dopo le lezioni regionali in Emilia Romagna, dove l’apparizione pre-elettorale del comico-politico ha generato, come nelle comunali dello scorso anno, un mare di voti. Così tanti voti da cogliere impreparata la fragilissima struttura grillesca, infatti l’exploit che ha fatto superare al Movimento di Grillo il 7% ha procurato ben due poltrone in consiglio regionale e aperto una grave crisi interna. Perché? Per il motivo che Grillo non si è mai assunto la responsabilità di andare oltre una organizzazione “tipo franchising” dei meet up locali che spesso e volentieri non hanno un minimo di regole di base. Infatti una piattaforma su internet è ben altra cosa che organizzare e dare regole a gruppi di persone in carne ed ossa che si candidano a rappresentare i cittadini.

Perciò in Emilia è accaduto che la modenese Sandra Poppi, seconda per preferenze dopo il capolista Favia, si aspettasse – non senza ragioni – di sedere sui banchi di Piazza Aldo Moro.
Ma Favia ha scelto il bolognese Andrea Defranceschi escludendo la Poppi.

La fragilità – per non dire la clamorosa impreparazione del Movimento – si è svelata in tutta la sua nudità quando Vittorio Balestrazzi, capogruppo del Movimento al comune di Modena, ha scritto un accorato appello a Grillo: “Beppe, ti chiediamo di intervenire, perché i principi cardine del movimento siano preservati”. Invocare il capo che con la sua Parola risolva i conflitti interni, è una pratica che ci saremmo aspettati nel partito padronale del premier non certo nel Movimento del fustigatore dei furbi senza regole. E invece… Capo, pensaci tu che non abbiamo uno straccio di regola democratica con cui dirimere i conflitti post elettorali…

Nel giro di poche ore Ballestrazzi è stato scaricato sia dal Movimento 5 Stelle di Modena e provincia che da quello regionale che dicono: “Parla a titolo personale”.
Ma cosa è accaduto?
Ad aprire la crisi è stato il troppo successo, infatti il bolognese Giovanni Favia, eletto sia a Modena che a Bologna, optando per un collegio o un altro avrebbe implicitamente favorito la modenese Poppi o il bolognese Defranceschi, ma ha deciso di fatto da solo e al momento, senza un criterio previsto in precedenza. Sapete già come è andata a finire.
“E’ difficile capire – scrive Guido Guidotti del meet up modenese – e giustificare la strumentale scelta del candidato presidente Favia di optare per il seggio da consigliere regionale su Modena per lasciare il posto del secondo consigliere in regione al bolognese Andrea Defranceschi“.

A chiudere le polemiche ci ha pensa la stessa Poppi che ha fatto un passo indietro dando una lezione di signorilità ai colleghi maschi: “Non sono intervenuta fino ad ora perché lo spettacolo non lo meritava. Scrivo per fare chiarezza: mi dissocio da tutto. Lavorerò per i nostri elettori, se sarà possibile, insieme al Movimento, se non lo sarà continuerò comunque in qualsiasi altra sede, associazione, comitato o lista civica”.
Vittorio Ballestrazzi, capogruppo di Modena 5 Stelle, commenta gli imbarazzanti avvenimenti con “l’assenza di regole, stabilite a priori” – perché – “è nostro dovere superare questa fase in cui abbiamo dimostrato immaturità totale”.

Mi sa che ci torneremo su.

(Fonte Radio Città del Capo)

Pereira