feb 17
Delusione nucleare
Ho avuto una allucinazione da demenza senile, o ieri ho visto un servizio al tg che diceva che Obama ha riavviato il programma nucleare americano?
Ricordo bene? Obama non era quello della rivoluzione verde, del rilancio dell’economia attraverso gli investimenti su tecnologie energetiche per fonti rinnovabili, bla bla bla?
Caro Obama, che delusione,
eppure sembravi credibile e sincero.
O forse noi cercavamo disperatamente una speranza.
Avrai preso il virus quando hai stretto la mano a B?
Pereira













In generale il modello economico amministrativo si modella, a sua volta,sul tipo di fonte preminente.
La fonte fossile, concentrata, ha prodotto il modello amministrativo dello Stato-rubinetto.
Per mantenere lo Stato-rubinetto si va in cerca di un’altra fonte concentrata, appunto il nucleare.
Alla prova dei fatti il nucleare è una tecnologia costosa e poco affidabile, ma gli USA, e in generale tutti gli Stati che contano, sono indebitati e hanno bisogno di forti percentuali di tasse indirette, da applicare all’energia, per sostenere i loro bilanci fallimentari.
Dal lato delle fonti alternative e rinnovabili,il solare, l’eolico, l’etanolo e il geotermico costano oggi , senza sussidi, dal +300% al +800% in più del petrolio e del gas e loro derivati, anche agli attuali prezzi del greggio, che tra l’altro la “distruzione creativa” shumpeteriana della crisi economica ha fortemente ridotto. Anche il nucleare dunque e addirittura il carbone sarebbero competitivi !
Dunque lo sforzo da fare è impressionante.
Bisogna,prima, investire in ricerca per far rendere le rinnovabili più competitive, poi, cambiare modello!
Entrambe le cose costano molto tempo e denaro e soprattutto un cambiamento di mentalità diffusa che conquisti masse critiche predominanti di cittadini che, finalmente informati e atttivi, riescano a esprimere classi dirigenti all’altezza.
Obama e noi tutti siamo davanti a una lunga marcia nel deserto….più o meno 10 anni !
Ma nn è certo tornando indietro che si comincia la marcia…no? Appunto perchè di strada da fare ce n’è tanta, rimetterci nel rischio atomico sarebbe, oltre che un rischio ed un’assurdità, uno spreco di tempo. Per chi di tempo non ne ha più…
Andrea..
la tecnologia per un modello energetico diffuso,onde evitare il nucleare, c’è già …solo che costa troppo.
Ad esempio, un condominio può essere reso energeticamente indipendente con un impianto chiamato “eco-diamante” che abbina il fotovoltaico alla produzione di idrogeno visto come vettore di energia nelle ore nottune.
Monteranno questo impianto sperimentale, a bassa potenza e quindi relativamente poco costoso,in un parco nei pressi di Firenze e ci alimenteranno le batterie delle biciclette elettriche a disposizione dei turisti.
Dunque la marcia è già cominciata.
Per me l’ostacolo maggiore deriva dal fatto che i cittadini sono poco attivi nell’innovarsi.
Insomma devono informarsi di più su questi temi, interiorizzarli profondamente e pretendere di eleggere classi dirigenti preparate ,non al soldo dei lobbisti come le attuali.
Sempre a proposito di Obama, Roberto Vacca in Patatrac dice che è preoccupato perchè nello staff di Obama ci sono troppi personaggi di basso profilo.
Chi ce li ha messi dentro se non i lobbisti del petrolio e del nucleare?
L’uomo è un vivente molto evoluto ma, su questi aspetti, non siamo molto distanti da ciò che accade nella jungla !
Cioè io voglio il potere e allora ti faccio secco!
Infatti Gaio è una vita che dico che un Obama che nomina Summers e Geithner non mi convince per niente, anzi mi fa capire che è un burrattino in mano alle lobby anche lui. Cosa che mi ha confermato in pieno Giulietto Chiesa. Verissimo anche che il modello energetico diverso lo deve cominciare a capire ed utilizzare il popolo. Che invece ancora si rompe le scatole se deve differenziare i rifiuti. Ho visto il diamante del progetto che citavi, è in un paesino sull’appennino toscano, a Villa Demidoff, villa bellissima e misteriosa, con un giardino con un parco esoterico simile a quello di Bomarzo. Che qualche antico massone illuminato l’abbia voluto lì non per caso..?
Andrea…
ottima la battuta-speranza sul “vecchio massone illuminato”…!
Ad Obama qualcuno aveva creduto, qualcun’altro no…
“Una storia di fantascienza
Quanto mi dispiace dover criticare Obama, sapendo che in questo paese ci sono altri possibili presidenti peggiori di lui!
Comprendo che questo incarico negli Stati Uniti è davvero come un gran mal di testa. Forse nessuno lo spiega meglio di come ha fatto Granma ieri, informando che 237 membri del Congresso degli Stati Uniti, cioè il 44% degli stessi, sono milionari. Non significa che ognuno di loro ha l’obbligo d’essere un reazionario incorreggibile, ma è molto difficile che pensino come uno qualsiasi dei molti milioni di nordamericani che mancano d’assistenza medica, sono disoccupati o devono lavorare duramente per guadagnarsi la vita.
Obama, ovviamente, non è un mendicante e possiede milioni di dollari.
Come professionista era molto buono; la padronanza della lingua, la sua eloquenza e la sua intelligenza non si discutono. Pur essendo afro-americano è stato eletto presidente per la prima volta nella storia in una società razzista che soffre una profonda crisi economica internazionale, la cui responsabilità ricade sulla stessa società.
Non si tratta d’essere o meno antistatunitensi, come il sistema ed i suoi colossali mezzi d’informazione pretendono definire i loro avversari.
Il popolo nordamericano non è colpevole, ma vittima di un sistema insostenibile e quel che è peggio incompatibile già con la vita della umanità.
L’Obama intelligente e ribelle che ha sofferto l’umiliazione ed il razzismo durante la sua infanzia e la gioventù, lo comprende, ma l’Obama educato e impegnato con il sistema ed i metodi che lo hanno condotto alla presidenza degli Stati Uniti, non può resistere alla tentazione di fare pressioni, minacciare ed anche ingannare gli altri.
È ossessivo nel suo lavoro; forse nessun altro Presidente degli Stati Uniti sarebbe capace d’impegnarsi con un programma tanto intenso come quello che lui si propone di realizzare nei prossimi otto giorni.
In accordo con quanto è programmato, un vasto percorso lo porterà in Alaska, dove parlerà alle truppe lì presenti; poi in Giappone, Singapore, la Repubblica Popolare della Cina e la Corea del sud. Parteciperà alla riunione del Foro di Cooperazione Economica Asia-Pacífico (APEC) e dell’Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico (ASEAN); sosterrà conversazioni con il primo Ministro del Giappone e con sua Maestà, l’Imperatore Akihito, nella Terra del Sole Nascente; con i primi ministri di Singapore e della Corea del Sud; incontrerà il presidente dell’Indonesia, Susilo Bambang; quello della Russia, Dmitri Medvédev, e della Repubblica Popolare della Cina, Hu Jintao; pronuncerà discorsi e darà conferenza stampa, porterà la sua valigetta nucleare, che speriamo non avrà necessita d’usare, durante il suo accelerato percorso.
Il suo assessore alla Sicurezza informa che discuterà con il Presidente della Russia la rivendicazione del Trattato START-1, che scade il 5 dicembre del 2009.
Senza dubbi alcune riduzioni dell’enorme arsenale nucleare si accorderanno, senza importanza per l’economia e la pace mondiale.
Cosa pensa di ottenere il nostro illustre amico dal suo intenso viaggio?
La Casa Bianca lo annuncia solennemente: il cambio climatico, il recupero economico, il disarmo nucleare, la guerra in Afganistan, i pericoli di una guerra contro l’Iran e la Repubblica Popolare della Corea.
C’è materiale per scrivere un libro di fantascienza.
Però, come farà Obama a risolvere i problemi climatici, se la posizione delle sue rappresentanze nelle riunioni di preparazione del Vertice di Copenaghen sulle emissioni dei gas a effetto serra è stata la peggiore tra quelle di tutti i paesi industrializzati e ricchi, sia a Bangkok che a Barcellona, perchè gli Stati Uniti non hanno firmato il Protocollo di Kyoto, e perchè la loro oligarchia non è disposta a cooperare veramente.
Come contribuiranno alla soluzione dei gravi problemi economici che danneggiano gran parte dell’umanità, se il debito totale degli Stati Uniti – che include quello del governo federale, i governi statali e locali, le imprese e le famiglie – ammontava, alla fine del 2008, a 57 milioni di milioni, che equivalgono a più del 400% del loro PIL, e se il deficit del bilancio di questo paese si è elevato a quasi il 13% del suo PIL nell’anno fiscale 2009, dato che senza dubbio Obama conosce.
Che cosa potrà offrire a Hu Jintao se la sua politica è stata francamente Protezionista, per colpire le esportazioni della Cina? Se esige ad ogni costo che il governo cinese rivaluti il Yuan e questo danneggerebbe le importazioni crescenti del Terzo Mondo, provenienti dalla Cina?
Il teologo brasiliano Leonardo Boff — che non è discepolo di Karl Marx, ma un cattolico onesto di quelli che non sono disposti a cooperare con l’imperialismo in America Latina – ha affermato di recente : “Rischiamo la nostra distruzione e la devastazione della diversità della vita”.
“Quasi la metà dell’umanità vive oggi al di sotto del livello di miseria. Il 20% più ricco consuma l’82, 49% di tutta la ricchezza della Terra ed il 20% più povero si sostenta con un minuscolo 1,6%”.
Cita la FAO avvertendo che: “… nei prossimi anni ci saranno 150 – 200 milioni di rifugiati climatici.” E aggiunge del suo: “ L’umanità oggi sta consumando il 30% delle capacità di ripresa… la Terra sta dando segnali inequivocabili che non ne può più!”
Quello che afferma è vero, ma Obama ed il Congresso degli Stati Uniti non se ne rendono conto tuttavia.
Che cosa ci lasciano nell’emisfero? Il problema vergognoso dell’Honduras e l’annessione della Colombia, dove gli Stati Uniti installeranno sette basi militari. Anche a Cuba stabilirono una base militare più di 100 anni fa e la occupano ancora con la forza. Lì hanno installato l’orribile centro di tortura mondialmente noto, che Obama non ha potuto ancora chiudere.
Sostengo il criterio che prima che Obama termini il suo mandato, ci saranno sei – otto governi di destra in America Latina che saranno alleati dell’impero.
Presto anche il settore più a destra degli Stati Uniti cercherà di limitare il suo mandato ad un periodo di quattro anni di governo.
Un Nixon od un Bush o qualcuno simile a Cheney saranno di nuovo Presidenti.
Allora si vedrà con tutta la chiarezza quello che significano queste basi militari, assolutamente ingiustificabili, che oggi minacciano tutti i popoli del sudamerica con il pretesto di combattere il narcotraffico, un problema creato dalle decine di migliaia di milioni di dollari che dagli Stati Uniti si iniettano al crimine organizzato, e all’introduzione delle droghe in America Latina.
Cuba ha dimostrato che per combattere le droghe, quello che ci vuole sono giustizia e sviluppo sociale. Nel nostro paese l’indice dei crimini per ogni cento mila abitanti è uno dei più bassi del mondo. Nessun altro nell’emisfero può mostrare indici di violenza tanto bassi ed è noto che, nonostante il blocco, nessun altro paese possiede livelli d’educazione tanto alti.
I popoli dell’America Latina sapranno resistere allo scontro con l’impero!
Il viaggio di Obama sembra una storia di fantascienza!
Fidel Castro Ruz
11 Novembre del 2009″
Sempre il più lucido statista in circolazione, a 80 e rotti anni. Gli ultimi suoi interventi, da quando c’è Raul, sono tanto rari quanto illuminanti. E tutto quello che dice su Cuba, a me l’hanno confermato diversi cubani,neanche comunisti!
Andrea..
Ruz è una parte del cognome o un soprannome?
Non ci avevo mai fatto caso!
Comunque ha ragione lui!
è il cognome della madre…
Sai Gaio che il terribile dittatore Fidel Castro ha subito dagli Stati Uniti 638 tentativi di omicidio, in forma di attentati organizzati dalla CIA? Dal sigaro esplosivo alla raffica di mitra… Neanche Saddam, Ahmadinejad o Gheddafi hanno avuto tanta attenzione dagli USA, come mai? Come mai Fidel, a capo di un’isoletta, e non Pinochet, ad esempio?
Cmq sul web trovi anche un filmato: “638 ways to kill Fidel”…
Visto che il tema di Cuba interessa, aggiungo degli elementi di riflessione a mio avviso molto importanti.
Molti anni fa, quel birbantello di Fidel, diciamo un decennio prima che nel mondo si cominciasse (a livello di classi dirigenti) “seriamente” a parlare di questi argomenti, lanciò una vasta campagna di carattere ambientale. Questo approccio culminò nel 2004 con il varo della “Rivoluzione Energetica”, con la quale il Governo Cubano varò la sostituzione di più di dieci milioni di lampadine ad incandescenza, un milione di ventilatori, 100 mila TV, 110 mila condizionatori d’aria e quasi un milione e mezzo di frigoriferi. Inoltre vennero installati circa 100 mila motori per l’acqua in edifici e acquedotti, e consegnati circa 10 milioni di pentole elettriche che permettono alle famiglie cubane di non dover più usare combustibili come il kerosene, ad alto costo e pericoloso per la salute, per cucinare (naturalmente i bambini!). Sono interventi che nella migliore delle ipotesi valsero a Fidel Castro il sorriso divertito e sufficiente di larghissima parte delle classi dirigenti europee e non solo. Ho visto alla presenza dell’autore un documentario di un giornalista che forse qualcuno di voi conosce, Fulvio Grimaldi, nel quale si dava conto di mille piccoli gesti quotidiani con cui i cubani, un po’ per scelta, un po’ per necessità (per chi non lo sapesse possono vantare il record mondiale di embargo subìto e nonostante questo tra la popolazione – checché ne dica Federico Tamburini con le sue belle foto della recente mostra fotografica che senza nessuna vergogna e con un filo appena di immodestia è stata presentata con un pubblico evento intitolato niente meno che “Il vero volto di Cuba” alla presenza, pensate un po’, di Gordiano Lupi [!] – serpeggia ancora un apprezzabile spirito solidaristico) mettevano in atto centinaia di gesti eco-sostenibili. Nell’isola continuano le politiche orientate alla salvaguardia dell’ambiente, ultimamente presso la principale discarica dell’Havana è stata avviata la costruzione di un impianto a biogas per la produzione di energia elettrica che sfrutta il processo di decomposizione dei rifiuti organici, e nelle zone montagnose sono in corso di realizzazione impianti che sfruttano il sole. In aggiunta a questi interventi il Governo Cubano lavora alla maturazione delle coscienze in tutte le classi sociali e nell’ambito scolastico, per esempio, esiste un piano educativo per insegnare a non dimenticare apparecchi elettrici accesi senza necessità, soprattutto nelle ore di punta; tutto questo è stato accompagnato dal rialzo delle tariffe elettriche per i segmenti che hanno i più alti consumi.
Son matti questi comunisti!
Il motivo è semplice… uno schema di modello alternativo e che funziona vicino agli USA dà fastidio.
Colpire il capo significa colpire il modello.
Con Cuba gli USA non ci hanno capito mai nulla.
Cuba. Ognuno la pensi come vuole. E per quel che mi riguarda pensieri, giudizi, condanne, assoluzioni si mischiano, si confondono e spesso si perdono. Quindi non entro nei meriti di queste questioni, veramente non ne ho voglia ( tra l’altro i testi che avete riportato qui sopra sono tutti condivisibili ). Però non capisco il discorso della vergogna legata al fatto che la mostra sia stata presentata in un pubblico evento.
Cosa vorresti dire? Perché mi sembra un po’ al “limite” questa concezione di libertà di espressione. Tra l’altro il lavoro è stato pagato con fondi privati e una città ha messo a disposizione degli spazi ( che sono pubblici e al tempo stesso gestiti da privati ), esattamente come sta accadendo in questi giorni con la stessa mostra a Castrovillari in Calabria. Cioè se avessi mostrato la realtà cubana che era più affine alla tua concezione allora non ci sarebbero stati problemi, ma visto che ho mostrato una realtà spesso dimenticata e non raccontata dovrebbe subire una sorta di censura? Sono sicuro che non pensavi questo quando scrivevi le tue parole, ma francamente il dubbio mi è venuto leggendole. Poi ripeto che tu non sia d’accordo con l’impostazione della mostra lo capisco benissimo, fa parte delle cose.
Comunque il mio lavoro non si chiama il “Vero volto di Cuba” ma “Habana Libre” ed è riferito alla mancanza di libertà che incontrano i giornalisti stranieri e non, che si trovano a lavorare a Cuba. Restrizioni che ho provato personalmente e che sono documentate da varie ONG, come Amnesty International, Reporter senza frontiere, Human Rigths Watch, Commision interamericaine des droits, de l’homme de l’Organisation des Etats americains (ho duecento pagine di documentazione sull’argomento) ( e adesso non mi venite a dire che però anche l’Italia non è un paese libero, e neppure gli Stati Uniti e la Francia, perché non me ne frega un cazzo. Certo è così, lo so bene anche io ma io mi occupavo di Cuba in quel momento.)
E non fatemi passare per filo-americano e capitalista, per carità vi prego, no eh! Perché le cose non sono mai o tutte bianche o tutte nere.
P.S. Riguardo al titolo del testo di Gordiano Lupi ” Il vero volto di Cuba” anche io penso che sia un titolo esagerato, infastidisce subito, perché aggredisce. Detto questo però io mi fido di Gordiano Lupi, lo ritengo un giornalista serio e scrupoloso e appassionato, e al di fuori dei grandi interessi che spesso muovono inchieste e reportage giornalistici. Ma so, caro Mirko che anche su questo non siamo d’accordo!
P.P.S. Non ho mai detto, con le fotografie o con le parole, che i cubani non siano un popolo solidale tra di loro. Mai detto o pensato.
E’ ovvio che ogni sistema, per quanto stabile e condiviso, presenti sempre e comunque lati negativi che possono essere più o meno marginali.
Quel che conta è la situazione fisica di base.
Cuba, nei rispetti del macrocosmo USA, è come un neutrino che è situato troppo vicino a un atomo di grande energia contrapposta (appunto gli USA). L’atomo tende ad incapsulare il neutrino e quest’ultimo tende a fuggirgli…ma di fatto sono prossimi. E’ come avere due universi paralleli vicinissimi che sono quasi costretti a toccarsi.
In poche parole i comportamenti del governo cubano anti-USA sono naturali come lo sono i comportamenti del governo USA nei confronti di Cuba. E’ un trend che non finirà mai a meno di varianti sostanziali di comportamento in uno dei due universi.
Caro Tamburini, non entri nel merito, non ne hai voglia, però velatamente mi accusi di essere un piccolo liberticida… è una storia vecchia, che per la verità in questo contesto non mi aspettavo, ma tant’è… pensa che io potrei ribaltare il discorso e dire che, nonostante le premesse tutte negative, siccome questa manifestazione si teneva in uno spazio pubblico sono venuto comunque alla presentazione con Lupi e a vedere le foto… e se qualcosa non mi è piaciuto, non posso criticarla? Messa così il piccolo liberticida saresti tu, per di più dopo aver avuto a disposizione uno spazio pubblico… addirittura un piccolo liberticida “di regime”… come vedi usando questi argomenti non la finiremmo più.
Mi auguro che non metteremo in piedi uno di quegli insulsi botta e risposta che non interessano a nessuno… però devo precisare una cosa, dopodiché immagino che ognuno rimarrà sulle sue posizioni.
1) sei pregato di non giocare sulle parole, io ho scritto “la recente mostra fotografica che senza nessuna vergogna e con un filo appena di immodestia è stata presentata con un pubblico evento intitolato niente meno che “Il vero volto di Cuba” alla presenza, pensate un po’, di Gordiano Lupi”… se mi sono espresso male chiedo scusa e approfitto per chiarire meglio il concetto, ma mi sembra piuttosto chiaro che secondo quella frase la [eventuale] vergogna andrebbe legata alla scelta del titolo e del testimonial, non certo all’aver presentato la mostra con un evento pubblico.
Il fatto che un’associazione anti-abortista paghi queste tue esotiche esperienze, non mi interessa (per quanto…), a me interessa che un evento pubblicizzato alla grande e che si è tenuto in uno spazio pubblico, sia stato intitolato “Il vero volto di Cuba” (titolo che nei media e nella comunicazione ha fagocitato quello della mostra, te ne sei accorto o no?) e abbia poi mostrato “solo” una parte della realtà di Cuba, la parte peggiore, la più becera (ma le cose, sono d’accordo con te, non sono mai o tutte bianche o tutte nere); quella parte che tu sostieni essere la meno “pubblicizzata”, ma questo tuo giudizio è un po’ traviato dalle –evidentemente buone– compagnie che frequenti. In realtà nella comunicazione mainstream, quella è l’unica parte di Cuba che si può/deve presentare.
Insomma, per quanto mi riguarda, o sei consapevole di aver preso parte ad un’aggressione a Cuba (il sig. Gordiano Lupi è un maestro), o ne sei stato attore inconsapevole. Vedi tu.
Inutili botta e risposta. Ti posso dare anche ragione, ma sei tu che mi hai tirato in ballo, credo anche volutamente, perché nel tuo testo avresti potuto fare a meno di citarmi se non volevi tirarmi dentro, sai che leggo questo blog quindi era evidente che ti rispondessi, poi che la cosa non interessi a nessuno ne sono sicuro anche io. Comunque non entro in merito alle considerazioni che fai sulla mia persona e sulle mie buone compagnie, pensala come vuoi ci mancherebbe altro. Trovo “grave” però che tu giudichi becera quella parte di realtà di Cuba. Becera? E perché becera? Non volendo credo che tu, ancora una volta, abbia usato male le tue parole. Definire becera quella realtà significa non darle dignità. Non dare dignità a persone che giorno dopo giorno vanno avanti, nonostante tutto. Significa non dare dignità al coraggio e alla solidarietà di milioni ( o centinaia di migliaia ) di cubani che lottano, stanchi e piegati dopo cinquant’anni di dura realtà e sacrifici ( colpa di Fidel o dell’embargo americano..? a me non interessa, come non interessa a loro ). Quella realtà esiste a Cuba, per chi ha occhi per vedere, e non può essere nascosta o dimenticata. Il lavoro che ho fatto non è un lavoro contro, è un lavoro per.. sono fotografie dalla parte della gente, dalla parte degli ultimi, si chiama fotografia sociale. E se quel lavoro è contro qualcuno, come ho scritto nella mia presentazione, è contro a quei turisti magnaccia che se ne vanno a Cuba in cerca di avventure erotiche/sentimentali. Se racconto la triste realtà africana, o le prostitute filippine in Giappone ( come ho già fatto ) i soggetti di quelle foto diventano povera gente e un sentimento di pena e compassione ci sorprende l’animo, se lo faccio con Cuba diventano foto di una realtà becera che hanno come unico obiettivo un’aggressione a Cuba. ( capisci che c’è qualcosa che non torna in questo processo mentale)( devo dire anche però che tantissime persone non hanno interpretato il mio lavoro su Cuba come hai fatto tu ) E sul fatto che ho raccontato solo una parte di realtà non ci vedo nulla di strano.. certo ho raccontato alcuni aspetti della realtà cubana, allora? I reportage sono fatti così, non troverai mai ( o comunque è molto difficile ) racconti fotografici a 360 gradi che hanno la pretesa di raccontare la vera realtà nel suo totale. ( esattamente come ha fatto Oliver Stone con il suo Comandante ) Per concludere.. io non mi sono mai permesso di dire che tu non puoi criticare, e non mi sono assolutamente comportato da “piccolo liberticida”, ma questo lo sai anche tu, le mie perplessità erano su quella tua frase che era un po’ ambigua riguardo al concetto di libertà di espressione. Comunque il prossimo anno vado a raccontare la storia delle “prostitute sacre” in India! Basta Cuba!
I reportage sono fatti così, è vero, credo che sia inevitabile… si potrebbe invece evitare di associare quel tipo di mostra fotografica a quel titolo “Il vero volto di Cuba”. Il concetto è molto chiaro… e tu lo salti a piedi pari.
Preciso soltanto che forse dovresti rileggere la parte in cui parlavo delle buone compagnie che frequenti, perchè lo dicevo senza alcun sarcasmo, e anzi in relazione al fatto che se tu pensi che sputtanare Cuba sia uno sport poco praticato, evidentemente hai la fortuna di confrontarti sull’argomento con buone (per me, s’intende) compagnie.
Que viva Cuba!
Cari Mirkofabbri e Federico Tamburini,
avete dato luogo ad un bel confronto, duro ma dentro ai limiti, cosa difficile da vedersi in Italia… c’è da esservi grati.
Non capisco però, Mirko, perché documentare aspetti deteriori di un paese – quindi anche di Cuba – debba appartenere allo “sputtanare” invece che alla “lettura critica”. Lo dico col massimo rispetto ma c’è il rischio che questa posizione sarebbe condivisa da Berlusconi…
Da parte mia, che dire, ho organizzato la proiezione del film tradotto da Fabio Tonucci e figli – Power of community – che esaltava la capacità dei cubani di resistere all’embargo insegnando il risparmio energetico al mondo ma ho anche trovato toccanti (e decisamente dalla parte dei diseredati) le foto della mostra “Habana libre”. Indipendentemente da chi l’abbia organizzata.
Voi due fate fare bella figura ad una parte parte politica che sembra quasi non esistere alle elezioni che stanno arrivando. Comunque onesti con voi stessi, anche da posizioni, chi più chi meno, ideologiche.
Di questo “buono” che rappresentate che cosa ci resta davanti alle urne imminenti?
CI resta un PD che prende ordini da Hera (gli affari) e per questo gira le spalle alla sinistra perché l’UDC offre una sponda più affidabile nella prossima costruzione delle centrali a biomasse e turbogas che stanno a cuore a Hera, Bersani e Ucchielli. Altro che Cuba, qui siamo a scegliere fra Berlusconi A e Berlusconi B
Che pena.
@Pereira
A proposito di voto…
Azzardo l’ipotesi di un patto segreto di non belligeranza in certe regioni, ad opera della consociata 2B &C (Berlusconi-Bersani and Company).
In parole povere le Marche sono già assegnate a Spacca.
Da cosa lo deduco?
Dal fatto che la campagna del centro destra è appena palpabile e neppure un big di quella parte si farà vedere dalle ns parti!
Queste elezioni sono fasulle.L’elezione vera è chi prevale nel centro-destra e chi nel centro-sinistra.
Quindi è meglio parlare di Cuba e di Fidel Castro Ruz.
Caro Andrea Marzi, ti ringrazio per gli apprezzamenti e faccio un piccolo riassunto, chè altrimenti si rischia di perdere di vista l’”unico” rilievo che ho sollevato. Dopo aver detto che le foto della mostra di Tamburini sono belle (non sono certo un intenditore, ma le ho apprezzate), e aver detto che è più che legittimo che vengano adoperati spazi pubblici per questa come per altre iniziative culturali, ho semplicemente sostenuto che aver messo – di fatto – sotto il cappello del titolo “Il vero volto di Cuba” quella serie di foto molto parziali e l’invereconda filippica del sig. Lupi, è stata una mossa sbagliata. In buona o cattiva fede non so.
Ciò che è seguito sono scambi dialettici un po’ coloriti, senza alcun rancore.
Non pretendo di avere ragione. È vero, io sono molto legato all’ideologia, che per me non è una bestemmia, anzi ritengo che la sua assenza sia un lusso che noi poveracci non possiamo permetterci. Se si parla di Cuba, poi, come anche voi sapete benissimo, con tutto ciò che quell’esperienza ha rappresentato e continua a rappresentare a livello mondiale, non si può prescindere da un approccio ideologico. Ognuno col suo, naturalmente.
A differenza di Tamburini, a cui preventivamente “non frega un cazzo” delle cose che qualcuno potrebbe sostenere in critica al suo operato, a me interessa molto il punto di vista degli altri, per questo ringrazio te e lui per questi scambi di vedute.
Per quanto riguarda le prossime elezioni, mi dispiace MOLTO ma non ho nessun argomento…
Come ” non me ne frega un cazzzzzzzo!” ma se sono 22 ore che sono qui a discutere con te!! Sono qui con il computer sulle gambe, Bebo Valdes che batte sul suo piano, un cartoccio di pizza ormai fredda schifosa! E ancora sono qui a scrivere a te! E se permetti non sei proprio il mio tipo! Come non me ne frega un cazzzzzzo!!! Cerco di prestare molta attenzione alle critiche che mi fanno, soprattutto su argomenti controversi come questo, le accetto e non pensare che mi lascino indifferenti, perché non è così. Ma le affronto anche con animo leggero, perché in fondo so di avere agito con grande responsabilità e professionalità e quindi la mia coscienza è abbastanza tranquilla! Vabbè ora me ne vado a letto, buonanotte a tutti!
P.S. per quanto riguarda le prossime elezioni, mi dispiace molto ma non ho nessun argomento…!
“Non siamo i depositari della verità, nè di tutta la sapienza del mondo, e dobbiamo imparare giorno per giorno, e nel momento in cui smetteremo di apprendere, o crederemo di sapere tutto, o avremo perso la capacità di capire il popolo e la sua gioventù, quello è il momento in cui avremo smesso di essere dei rivoluzionari.”
Che Guevara
Scusate ma erano anni che volevo trovare l’occasione per citare una frase del Che! Questa mi sembra perfetta!
Quella frase, “Non siamo i depositari…” vorrei averla scritta io…
mi accontento di averlo spesso pensato e di sforzarmi di usare quei criteri per portare avanti questo blog.
Grazie
Oltre a quella citazione a lui attribuita, Guevara ha senza dubbio pronunciato, tra le altre, anche queste parole: “Dobbiamo ripetere qui [sta parlando all’Assemblea Generale dell’Onu] una verità che abbiamo sempre detto davanti a tutto il mondo: fucilazioni; sì, abbiamo fucilato, fuciliamo e continueremo a fucilare finché sarà necessario”. Solo per dire che anche il Che, come tutti, non era né tutto bianco, né tutto nero.
Partendo comunque dalla citazione di NO-r-WAY, che tra noi raccoglie unanime consenso tanto da piacere anche al navigato sig. Pereira, e proprio perché “non siamo i depositari della VERITÀ”, rimango convinto che dovremmo pensarci una decina di volte prima di intitolare una mostra (o qualsiasi altra cosa) “Il VERO volto di Cuba”.
Non siamo depositari della verità, ma ci sono verità per cui battersi e morire! Estrapolato liberamente dalla sempre meravigliosa “Cohiba” di Silvestri…
Finchè sentiremo i torti fatti all’umanità come fatti a noi stessi, non potremo mai smettere di essere rivoluzionari…e di torti ce ne saranno sempre tanti, in tante parti del mondo. Il rivoluzionario è spinto da un sentimento di amore, non di odio, perchè non può esserci paradiso per alcuni, ed inferno per altri…
Liberamente estrapolato dal Che e dalla teologia della liberazione…
Il punto è che qui non possiamo più permetterci neanche di essere stanchi, e riposarci, perchè mentre noi ci fermiamo, il sistema continua ad erodere la terra sotto i nostri piedi. E’ di ieri il calcolo che nel 2030 le pensioni saranno il 58% degli stipendi, in Italia. Io e milioni di italiani, milioni, faremo la fame…
Cosa succederà a chi già fa la fame oggi, cioè miliardi, miliardi, di persone..?
Mirko mi costringi però a intervenire ancora e la cosa a un certo punto dovrebbe anche avere termine, altrimenti rischiamo di passare entrambi per antipatici. La mia mostra non si intitola “Il VERO volto di Cuba” ma “Habana libre” e ho anche spiegato il perché prende questo titolo. “Il vero volto di Cuba” è il titolo del testo di Gordiano Lupi che introduce la mostra, l’altro testo, il mio, si chiama ” Io sono mia madre contro il muro” ( qualcuno per dire è rimasto infastidito più da questo titolo che da quello di Lupi! ). Ora tu dici che questo titolo ha fagocitato il titolo della mia mostra, io non credo, questa è una tua opinione personale che come tale accetto ma che non puoi fare passare come dogma assoluto arrivando a dire che la mostra si intitola “Il vero volto di Cuba”. Tra l’altro non è neanche mai stato usato come sottotitolo. ( la comunicazione della mostra è anche su Radiopereira nel caso vuoi controllare ) E anche la stampa quando si riferisce al mio lavoro lo fa parlando di Habana libre. Poco sopra ho pur detto che anche a me sembra esagerato quel titolo ma detto questo ho lasciato libero Lupi di fare come meglio riteneva ( e tu sei liberissimo di criticarlo, titolo e contenuto.)
Dopo di che puoi continuare a dire ciò che credi purché tu non dica
inesattezze sul mio conto o sul mio lavoro. O meglio le puoi anche dire, ma poi mi costringi a intervenire nuovamente! Ragazzi ma di calcio su sto blog non si parla mai!!? Sto scherzando!
vedi che alla fine su una cosa siamo d’accordo: basta, l’abbiamo fatta anche troppo lunga!
Solo per ricordare ai lettori che il viaggio a Cuba di Federico di cui si è discusso è in parte pubblicato anche quì su Radio Pereira (Grazie Federico):
http://www.radiopereira.it/tag/viaggio-a-cuba
Riguardo alla notizia di oggi della morte del detenuto Zapata avvenuta a Cuba_ Con grande serenità non la commento, perché credo ci voglia rispetto per le situazioni ( soprattutto per quelle complicate e controverse ). Ma una cosa ancora una volta mi sconvolge (così mi riallaccio al commento di due giorni fa di A. Marzi, riguardante me e MirkoFabbri e sul rispetto reciproco che abbiamo mantenuto nei nostri commenti). Provate a andare a leggere i commenti dei lettori riguardo a questa notizia sul sito di Repubblica
http://www.repubblica.it/esteri/2010/02/24/news/cuba_dissidente-2408586/#commentatutti
credo non ci siano parole.. e qui non si tratta di fare distinzione tra comunisti, non comunisti, fascisti, cattolici, berlusconiani… Qui si tratta di follia.
Senza nessuna ideologia dietro, ci tengo a premetterlo, perchè la morte è sacra, e Zapata è un martire comunque (non penso fosse capitalista sinceramente, solo idealista…ho invece dei dubbi sulla blogger cubana, e su chi forse c’è dietro…), ma l’ultima morte di questo genere, per consunzione (e/o percosse) la ricordo in Italia, ed è solo di pochi mesi fa… E la cosa mi inquieta molto, anche se il nostro non era un caso politico, o forse lo era anche quello? O lo diventa per forza di cose…
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