I tormenti di Benni

By Pereira | Recensioni di Libri

Pubblico volentieri un ultimo post sul tema della difesa delle librerie di territorio, ad opera di alcuni cittadini che mi scrivono.
Naturalmente il tema non è da considerare chiuso, anzi, con l’aiuto dei tanti che hanno fatto sentire il loro pensiero desidero svilupparlo in direzioni diverse dallo specifico dei libri, per esplorare altri ambiti, altri privilegi, altre opacità.

Pereira
(che ringrazia tutti, anche il commentatore più rancoroso che in questo sito si esprime in piena libertà, mica come nel canale Youtube del Presidente della Repubblica*… )

I tormenti di Benni

I tormenti di Stefano Benni.Riferiscono i presenti alla inaugurazione della libreria Coop di Pesaro che Stefano Benni abbia partecipato molto imbarazzato e con una aperta dichiarazione – “Sono contrario alle librerie di catena” – molto in sintonia con le posizioni del gruppo di cittadini che ha polemizzato civilmente sul conflitto fra librerie di resistenza e librerie di catena. Tutto ciò, prima di concludere il suo intervento con un democristiano “ma ci sarà posto per tutti”.

Non pensavamo che il suo mal di pancia fosse così sincero, ancorché ovviamente conflittuale e contraddittorio. Ciò forse non ci basta, ma ci fa un pò piacere.

Del resto se è vero che pensa ciò che scriveva solo un anno fa, non poteva che provare imbarazzo di fronte alle truppe Coop schierate al completo accanto al sindaco della città.

da “Margherita Dolcevita” di Stefano Benni, ed. Feltrinelli

Ma improvvisamente, come un fantasma di notte, di fronte alla casa di Margherita appare un cubo di vetro nero circondato da un asettico giardino sintetico e da una palizzata di siepi. Sono arrivati i signori Del Bene, i portatori del “nuovo”, della beatitudine del consumo. Amici o corruttori? La famiglia di Margherita cade in una sorta di oscuro incantesimo: nessuno resta immune.
E su chi fa resistenza alla festa del benessere, della merce, del potere, s’addensa la nube di misteriose ritorsioni. Margherita sospetta un piano diabolico ed è pronta a mettere in gioco la fantasia, la combattività, l’immaginazione per scoprire in quale abisso di colpevole stoltezza il suo piccolo mondo, e forse il mondo intero, sono precipitati.

Grazie preveggente Benni

intervista a Radio Città del 13/2/2010:

* Il canale Youtube del Presidente della Repubblica

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About The Author

Pereira
Della prima parte della mia vita, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. Vedi anche questo post

12 Responses to I tormenti di Benni

  1. anna says:

    ..ma allora mi chiedo perchè Stefano Benni ha partecipato?Sarò ingenua, ma con il suo comportamento mi ha trasmesso solo un atteggiamento di accettazione passiva ed inevitabile disfatta nei confronti di come si sta evolvendo la società oggi (dal punto di vista economico), la quale è da lui, di solito, invece criticata nei suoi libri, in modo più o meno implicito (e mi piace leggerlo per questo motivo).
    Forse mi direte che è la logica di potere, di mercato o non saprei..io leggo i vostri articoli e non commento mai, forse perchè un pò al di fuori di tanti discorsi,ma oggi mi sono sentita di rendere pubblico questo mio pensiero.

  2. andrea zucchi says:

    Grazie Anna, secondo me hai ragione, perchè penso che sia con l’accettazione della situazione storica, e conseguente rassegnazione, degli intelettuali che comincia a finire la speranza di cambiamento…

  3. walter walter says:

    @ Anna,
    Benni ha partecipato perché la vita è fatta anche di contraddizioni e di contrasti,
    forse è sincero nei suoi libri, anche se li trovo noiosi, e penso che il capo delle Coop è l’ex capo delle Feltrinelli, tale Montroni, e che Benni pubblica con Feltrinelli e quindi se Montroni lo invita … la vedo difficile rifiutare, a meno di essere molto coraggiosi e disposti a rimetterci sul piano del lavoro. Ne conosco, ma sono pochi. “Si contano sulle dita di un monco” diceva Topor, un maestro di Benni.
    A proposito di inciuci, il Carlino e la Coop hanno fatto un gemellaggio sulle presentazioni degli autori e dei libri. Un’alleanza sospetta, il pensiero unico avanza e conquista nuove posizioni.

  4. Simone Airoldi says:

    mi permetto di contraddire ma montroni ha chiesto a benni di presenziare come favore personale, non c’entrano “logiche di potere” o che…figuriamoci.
    Non vedo una grande contraddizione in questa storia, si può dire di preferire le librerie non di catena, e comunque inaugurarne una coop…non c’è niente di male.
    Conosco bene benni, non è un opportunista ed è sempre stato coerente con le sue idee.
    Grazie

    Simone

  5. NO-r-WAy says:

    Caro Simone,
    sicuramente le cose sono andate come dici tu, non ho niente per poter pensare a qualcosa di diverso, diciamo che mi fido delle tue parole. Ma una frase mi ha colpito del tuo intervento… una frase che ha vagato per le lande desolate della mia testa! Questo “non c’è niente di male” . E’ vero, non c’è niente di male che Benni vada a presentare un suo libro alla libreria Coop, qualunque sia la sua motivazione. Il fatto è che questo paese ha bisogno di “bene” e non di ” non c’è niente di male”. Qualche giorno fa parlavo con un caro amico e lui mi diceva proprio questo… abbiamo bisogno di esempi buoni, di “maestri” e aggiungo io, abbiamo bisogno di coerenza e di azioni di quotidiano coraggio, di persone che sappiano dire no. Ci stanno violentando, la parola è ardita, ma io penso proprio questo… mi sento violentato ogni giorno, da interessi che si mischiano, da verità celate, da verità che si confondono, si mischiano, da questa verità incoerente e pericolosa. “Non c’è niente di male”… a me non basta più.

  6. Simone airoldi says:

    Sono assolutamente d’accordo con te.
    Sto solo dicendo che secondo me ci stiamo concentrando su un’azione che non ha di per se una valenza negativa.
    Benni non ha presentato nessun libro (non l’ha fatto per interesse personale). Non è certo lui il responsabile della scomparsa delle piccole librerie, un fenomeno che ha sempre denunciato, ma che ha finito per accettare (vai a vedere alcuni suoi articoli su fabulabenni.it per farti un’idea).
    l’unica cosa che mi ha dato fastidio dell’articolo è stato l’attacco a una figura che di per se non ha fatto nulla di male, paventando giochi di potere e gesti di asservimento alle oscure forze dell’editoria. Si cerca di mettere alla berlina gente che non ha nessuna colpa, e si finisce per confondere le idee, come hai dimostrato tu stesso affermando che benni era andato a presentare un suo libro.
    Sul ruolo del maestro non so che dire, so che le figure con riscontro pubblico devono dare il buon esempio, ma so anche che non bisogna tirarle pretestuosamente dentro a delle polemiche che con le loro azioni hanno poco a che fare.

    Simone

  7. NO-r-WAY says:

    Però ammetterai che la presenza di Benni all’ inaugurazione di una libreria Coop stride con tutto quello che lui dice e scrive da anni. Credo che in definitiva sia questo che si rimprovera a Benni. Nessuno ha mai pensato che lui fosse tra i responsabili della scomparsa delle librerie indipendenti. Dopo di che Benni non ha fatto nulla di male ma così finiamo a riparlare delle cose di cui sopra. Sai, poi c’è anche un altro fatto… più stimi una persona più pretendi. E pensandoci bene avrei quasi preferito che ci fosse andato per i soldi più che per un gesto di amicizia nei confronti di Montroni ( (non tanto per Montroni, ci mancherebbe). Comunque mentre noi qui si sta a parlare, leggo che il grande capo è stato appena indagato per concussione e minacce! I problemi son ben altri, ahimè!

  8. andrea zucchi says:

    E’ una questione di coerenza,no? Io sono nel G.A.S., cerco nel mio piccolo di contrastare il mondo delle multinazionali e i danni che fa, proponendo un nuovo modello: se andassi a parlare di un mio libro o di un formaggio del GAS all’IperRossini,o alla convention della Nestlè sul latte, mi sentirei un deficiente!
    Poi ognuno ha i suoi parametri…

  9. Jacopo Nacci says:

    Intanto i piccoli si muovono alla grande.
    Con La Goliardica a Urbino e con Pesaro Libri a Pesaro abbiamo organizzato due incontri con Giulio Mozzi e Demetrio Paolin sul libro di Mozzi con nota di Paolin “Corpo morto e corpo vivo. Eluana Englaro e Silvio Berlusconi”.
    Siamo giovedì alle 17.30 alla Goliardica a Urbino. Siamo venerdì alle 18.00 alla Biblioteca Bobbato a Pesaro.
    Ossigeno.

  10. anna says:

    Bella l’iniziativa!..parlando da inesperta e avendo frequentato le librerie sempre e solo dalla parte del cliente (anche se assiduamente), mi viene da pensare che forse i piccoli negozianti pesaresi non si sarebbero mai potuti permettere di chiamare Benni ( o un altro qualsiasi scrittore ( o scrittrice) italiano della stessa popolarità), e non riuscirebbero mai a battere la libreria coop dal punto di vista concorrenziale ( di prezzi parlo). Forse la cosa più bella sarebbe trovare il modo per far capire alla gente,alle persone il perchè di una scelta, invece di attrarli solo dal punto di vista commerciale..forse fare delle scelte consapevoli ha più “forza” di uno sconto del 30% sui libri..poi non so,ma ci vorrei credere,anche se io sono la prima a volte a non essere coerente in tante cose..e sono d’accordo che i problemi seri sono altrove..però, nel suo piccolo, anche questa problematica ha una certa importanza.

  11. Andrea Marzi Andrea Marzi says:

    @ Simone Airoldi
    Benni è stato molto superficiale nell’accettare l’invito e forse avrebbe potuto chiedere a Montroni di dispensarlo, proprio per amicizia. Dire crollato un mito è decisamente troppo, ma a me il suo intervento in quella occasione ha deluso moltissimo. Sembra che (ci) si (siamo) siano così berlusconizzati che per battere lui si debba essere più cinici di lui e vedere tutto attraverso il vendere merci. Non avrà fatto niente di male ma io non capisco.

  12. NO-r-WAY says:

    E’ una gioia aver visto una libreria che dal 25 è passata al 60, una gioia per tutti quelli che amano i libri. Bellissima.

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