Segnali dalla Terra di Mezzo

By Middle China Girl | Viaggi

making ChinaDàjiā hǎo, 大家好

Buongiorno a tutti!
Anzi piacere…

Wǒ hěn gāoxìng rènshi nǐmen! 我很高兴人士你们

Io sono Middle China Girl e questa è la prima puntata di “makINg China”…

Chi sono? E come sono arrivata a Radio Pereira? Beh, prima di tutto ho incontrato il vecchio Pereira di ritorno dal mio primo viaggio in Cina…E non vi nascondo che la proposta di un uomo di una certa età di far parte di una radio addirittura on-line, mi ha stupito non poco…ma non poteva che appassionarmi, stuzzicarmi, vista anche la sua curiosità sul mondo del grande gigante asiatico e la possibilità di gestire autonomamente una rubrica tutta mia e interamente dedicata alla Cina e alla sua cultura, presente e passata…

Poi curiosando in questo blog ho scovato le sue parole, profondamente anche mie, magari con sviluppi diversi, ma di egual matrice: “Resistere al brutto” in tutte le sue forme, “Voglio disperatamente vivere in un mondo che sia davvero migliore, provando a fare quello che posso”, nonostante si possa essere tacciati di ingenuità. Sono bastate queste poche frasi per annullare la differenza d’età fra me e l’ultracentenario Pereira…che mi aspettavo di scoprire uomo disilluso, rassegnato e spento…niente di più lontano dalla realtà!

E ora perché questa rubrica si chiama “makINg China” e cosa s’ intende per “Terra di Mezzo”??? Ovviamente Tolkien e il Signore degli Anelli in questo caso non c’entrano assolutamente nulla!!!

Non tutti sanno che la Cina, in Cina, si chiama Zhōngguó 中国 (non preoccupatevi, una delle prossime puntate del programma sarà dedicata anche ad una lezione di lingua cinese!!!) la cui corretta traduzione in italiano suona proprio “Terra” o “Regno di Mezzo”! Il primo dei due caratteri Zhōng graficamente rappresenta un riquadro con una linea che lo attraversa al centro. E’ come un bersaglio colpito e attraversato esattamente al centro da una freccia (sia in cinese antico che in quello semplificato moderno, questo carattere ha la stessa grafia). Per quanto invece riguarda il secondo carattere guó, (anticamente) esso simboleggia graficamente una giada yù ; più precisamente sono rappresentate tre perle di giada (che in Cina è simbolo di bellezza e preziosità, protezione contro le malattie e per questo spesso portata appesa al collo da bambini e adulti) disposte su di un filo, a loro volta protette da un recinto, come qualcosa di prezioso che vada preservato, difeso…il carattere più antico guó invece rappresenta un territorio difeso da un muro e da alcune armi, a sua volta esso è circondato da un campo, che in questo caso corrisponde ai confini di un paese.
Inizialmente il termine Regno di Mezzo si riferiva al territorio attorno al medio corso del famoso fiume Giallo, 黄河, Huáng Hé, considerato la culla della civiltà cinese (nonostante alcune recenti scoperte archeologiche portino a rivedere questa affermazione). Le popolazioni circostanti erano definite barbare, straniere, anche se quando il Paese di Mezzo si allargava, conquistando progressivamente territori confinanti e sottomettendo svariate popolazioni, essi diventavano a loro volta parte di questa “Terra”. Quando la Cina imperiale venne unificata per la prima volta, raggiungendo dimensioni mai conosciute, si chiamava, e si sentiva più che mai, la Terra di Mezzo. Per molti secoli i rapporti dell’impero con le nazioni vicine, quali ad esempio Corea, Vietnam, Giappone, Tibet, Cambogia, Borneo, ecc. furono di carattere tributario, cioè esse erano in un rapporto, almeno formale, di riverenza e sottomissione, cosa che non faceva che aumentare nei cinesi la consapevolezza di essere il centro e il punto più alto di un sistema molto potente. Cosa che per altro, verrebbe da dire, si stia ripetendo ora con nuove modalità e in maniera quasi ciclica. E qui sarebbe bello poter parlare della concezione di tempo ciclico in Cina…ma dedicheremo a questo argomento il suo giusto “tempo” in altre puntate…

Per quanto riguarda le ipotesi sul perché della scelta tutta occidentale di chiamare questo paese con i vocaboli Cina o China invece che con la sua giusta traduzione, sono diverse, ma le più accreditate fanno riferimento alla famosa dinastia Qín (秦朝 Qín Cháo, dove Cháo sta per dinastia) che regnò dal 221 a.C. al 206 a.C., a cui si deve l’unificazione del paese e l’inizio della cosiddetta Cina imperiale, che terminerà con la dinastia Qīng ( 清朝 Qīng Cháo il cui suono, buffo a dirsi, è molto simile a quello della precedente dinastia) nel primo decennio del XX secolo (esattamente nel 1912). In una prima ipotesi, il vocabolo relativo alla dinastia Qín (quella più antica) sarebbe giunto in Occidente grazie agli esploratori portoghesi che a loro volta lo avrebbero acquisito dalle lingue hindi e malese, mentre nel secondo caso sarebbe stato grazie al Sanscrito e alla parola persiana چین, “Chin”. Un terza ipotesi fa riferimento all’italiano antico Catai, che a sua volta deriva dal turco Xytai e dal russo Китай (Kitai), nome di un popolo che si insediò nella Cina settentrionale verso il decimo secolo e il cui nome, probabilmente, sarebbe giunto in Occidente grazie alla famosa Via della Seta…e qui ci fermiamo.

Ma è il titolo vero e proprio della rubrica che ci svela il modus operandi che seguirò con voi…

Credo sia ormai chiaro l’oggetto principale attorno al quale ruoteranno le prossime puntate, ma il titolo makINg China ha una genesi un po’ particolare che andrebbe palesata. Esso rimanda abbastanza evidentemente al famoso Made in China, a cui siamo oramai quasi ossessivamente abituati, ma ho volontariamente utilizzato il tempo presente, o meglio il tempo present continuos dell’inglese, del verbo “to make” (che significa genericamente fare, produrre, costruire materialmente), perché si parlerà sì del passato, del “fatto in Cina”, ma anche del presente, di ciò che avviene e si trasforma continuamente in questo paese sotto lo sguardo più o meno critico di tutto il mondo…ciò che osservo e ciò che mi giunge come resoconto da altri volti, da altre voci mi permette di fare mia, a piccoli passi, questa grande e immensa Cina, pur rimanendo sempre una “straniera” una “barbara” (una 老外 lǎowài, come ci definiscono i cinesi) e cerco, tento di renderla più fruibile a chi non l’ha mai vista da vicino…anche se, scusate il gioco di parole, la Cina ormai è vicina anche a chi non esce dalle mura della propria città…basta farsi una passeggiata a piedi per vedere negozi di abbigliamento, fabbriche, ristoranti cinesi, ecc.

A proposito di ristoranti cinesi! Dovrò sicuramente raccontarvi anche la mia esperienza di quasi due anni in un ristorante cinese! Sì, avete sentito bene, ho avuto questo onore, questo privilegio come osservatrice non troppo silenziosa…io forse unica italiana ammessa come cameriera in un ristorante di soli cinesi…ma dovrete aspettare ancora un po’…

Tornando a makINg China, lei diventa l’oggetto del mio fare, del mio cercare, del mio pensare…la osservo in continua trasformazione, tento di rielaborare le informazioni che la riguardano, siano esse sociali, culturali, politiche, ecc. L’idea che ho di questo paese è sempre in costruzione-distruzione, ancora poco chiara…difficile leggere criticamente il tessuto sociale sia di chi vive lontano dalla propria Terra (di Mezzo e a cui quasi tutti i cinesi vogliono tornare), per esempio di chi sta in Italia, sia degli stessi cinesi che invece nascono e crescono in patria…per me è difficile sia come osservatrice diretta, stando in Cina, quindi IN, sia dall’Italia…e forse lo sarà sempre…sarò sempre una老外 lǎowài…

A tutto questo si aggiunge il mio idealismo…quello di Middle China Girl…che è anche quello di Pereira, di questa Radio…di rendere questo posto, magari questo posticino, questo piccolo spazio che ci circonda quotidianamente, un luogo migliore in cui vivere…nel mio caso significa ad esempio non confondere tutti i cinesi con il loro governo o con una o poche esperienze a contatto con il loro mondo…non illudermi che la famosa e antichissima cultura di questo paese appartenga alla maggior parte dei cinesi (la più grande balla colossale in cui si possa cadere… purtroppo, aggiungerei!) significa non cedere alla tentazione di pensare che tutti i cinesi presenti in Italia, provenendo quasi tutti da una città di quasi due milioni di abitanti chiamata Wenzhou (o dai suoi dintorni) siano solo dediti al commercio e/o allo sfruttamento come tanti altri cinesi nel loro paese…significa anche tendere soprattutto verso un’integrazione che non spersonalizzi nessuno…per questo il mio è un makINg e non un made in, è qualcosa che si può fare, si può costruire e distruggere (un po’ come fanno proprio in Cina, con i propri palazzi, continuamente), senza puntare il dito e senza chiudere gli occhi di fronte alle brutture, ma, dove e quando possibile, spalancarli al bello…

Vi confesso che mi sono chiesta a lungo come avrei potuto aprire questa rubrica cercando subito di stabilire un legame, un apertura verso il diverso…le ultime notizie di questi giorni non mi sono state d’aiuto: la condanna a morte del cittadino britannico, il gigante Google vs il gigante Cina, la limitazione della programmazione del film Avatar alle sole sale cinematografiche in 3D, l’idea di una festa nazionale per Mao, ecc…

E mentre ero davanti a questa macchina da scrivere moderna con un po’ di sconforto, è arrivato lui…un uomo straordinario…ho ritrovato per caso un suo dipinto. Chi meglio di lui avrebbe potuto essere di buon auspicio in questa prima puntata per creare un ponte culturale fra noi italiani e i cinesi? il grande Lì Mǎdòu (利瑪竇)! Grazie, grazie Lì Mǎdòu!

Come chi è! Possibile che questo nome non vi suggerisca assolutamente nulla?

Vi dico solo che La rivista Life lo ha posto fra le 100 più importanti personalità del secondo millennio! Insieme ad altri pochi insigni personaggi italiani quali ad esempio Michelangelo Buonarroti, Leonardo da Vinci e Guglielmo Marconi.

Gli è stato addirittura dedicato un cratere lunare di 71 km di diametro.

Alla fine degli anni settanta questo personaggio italiano uscì come argomento nell’esame di stato del paese asiatico.

Vi aiuto un po’ di più: nell’84 è stata aperta la sua causa di beatificazione.

Sulle mura della Città Imperiale di Pechino, che chiamerei con il suo giusto nome, 北京 Běijīng (e che significa “Capitale del Nord), sorge ancora oggi l’osservatorio astronomico intitolato a suo nome che contiene strumenti astronomici degli inizi del Seicento, alcuni dei quali da lui stesso disegnati.

Una sua effigie, unico occidentale insieme ad un altro italiano, Marco Polo, compare nel fregio in marmi policromi che racconta la storia cinese all’interno del Millennium Centre di Běijīng, sede delle riunioni ai massimi livelli del partito comunista cinese!

Vi può bastare?

Questo fantastico personaggio misterioso è……Matteo Ricci, il gesuita maceratese che “conquistò” la Cina! L’Italia si può vantare di aver dato i natali al primo grande Sinologo!

Di lui, del suo viaggio e del suo incredibile contributo culturale e umano parleremo nella seconda puntata di “makINg China” che andrà in onda il 13 Febbraio alle 11, ovviamente su Radio Pereira!

(Dimenticavo: vi anticipo che proprio quel giorno, nella notte fra Sabato e Domenica, si festeggia il Capodanno cinese!
Arrivederci da Middle China Girl! 再见zàijiàn!

Matteo Ricci.

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14 Responses to Segnali dalla Terra di Mezzo

  1. Gaioing says:

    Letto tutto di un fiato…. attendo le prossime puntate…del Regno di Mezzo non so nulla.
    Ti chiedo solo una cosa: il primo grande sinologo era italiano e si chiamava Matteo Ricci?
    A me questo nome fa venire i brividi!

  2. Middle China Girl says:

    Grazie Gaioing per il “tutto d’un fiato”!
    Se del Regno di Mezzo non sai nulla, questa rubrica è proprio per te!
    Se l’idea ti dà i brividi, ho paura che ti salirà anche la febbre se ti confermo che il primo grande sinologo era un italiano, marchigiano e si chiamava davvero Matteo Ricci!
    Un bell’esempio da seguire…per tutti noi.
    Se ti sarai ripreso dal malessere, ti aspetto alla prossima puntata dal titolo “Matteo Ricci a cavallo della tigre”!

  3. 道生一
    一生二
    二生三
    三生万物。

    (“Il Tao generò l’Uno,
    l’Uno generò il Due,
    il Due generò il Tre,
    il Tre generò le diecimila creature”)

    祝你好运顺利!

  4. Gaioing says:

    ciao Middle China Girl ,
    non noti anche tu un distacco terribile tra la China del passato e quella odierna?
    Quella del passato era molto più povera, ma molto più vera !
    Quella attuale mi sembra una China finta…o sbaglio?

  5. andrea zucchi says:

    Forse si sta perdendo, Gaio..? Grazie della citazione dal Tao, Filippo! Per chi volesse sentirne in musica un altro pezzo, ascoltate questa del mio amato George…

  6. Gaioing says:

    @AZucchi
    Certamente la politica cinese è bifronte ovvero applica, per la crescita, un capitalismo sfrenato , per le decisioni governative invece il modello è ancora quello antico fortemente accentratore.
    Non comprendo bene ancora le dinamica relative alla oppressione verso le minoranze o verso il Dalai Lama e spero che la rubrica che è stata aperta su Radio Pereira ci aiuti a capire.
    Comunque per me è una delusione…potevano applicare da subito dei modelli basati su una decrescita intelligente, al contrario, nella fascia costiera sono diventati dei capitalisti, nel resto del paese ancora si trovano nelle condizioni di 100 anni fa.

  7. andrea zucchi says:

    @Gaio
    Nn sono abbastanza competente in materia, ma ripeto che forse si sta perdendo, lanciandosi sul capitalismo globalizzante. Ho parlato con un cubano, l’altro giorno, che mi diceva di come sia orgoglioso della sua cultura, della sua identità di popolo, della solidarietà civile, difese dalla chiusura che avevano verso il mondo esterno, e di come senta che adesso tutto ciò si stia perdendo, e ne sia triste…
    Forse qualcosa in comune c’è, anche se la Cina è un continente, e Cuba solo un’isola…

  8. Gaioing says:

    @AZucchi
    Cuba ha creato uno spirito vero di popolo in vari aspetti,ad esempio superando il cosiddetto picco virtuale del petrolio come ci ha raccontato Bizzocchi.
    Il paese ne è uscito poverissino ma solidale e, a mio parere, più moderno.
    Ovviamente le forze dei colonizzatori consumo-capitalisti, sono sempre in pressione su Cuba e non è chiaro come andrà a finire.
    Il modello classico consumo capitalista prevede sempre le stesse mosse:
    1-affamare uno Stato in difficoltà
    2- proporre come rimedio il modello consumo-capitalista.
    Un esempio di queste dinamiche si ha con il caso Albania.Prima è sta messa alla fame, poi ha ceduto e per pochi euro in più ha accettato di ospitare le centrali nucleari con cui i governanti UE sperano di diversificarsi dal petrolio. In questo momento l’Adriatico è un mare di frontiera energetica.

  9. Middle China Girl says:

    Andrea, Gaioing, sono lieta che l’incipit di questa rubrica abbia mosso tali riflessioni, coinvolgendo anche realtà apparentemente molto lontane come quella di Cuba: mi è difficile un paragone fra queste due realtà, vero è che Cuba è “solo” un’isola, rispetto al gigante Cina (terzo paese al mondo per estensione e con una popolazione che supera il miliardo e trecento milioni di abtanti) e alla sua storia e cultura millenarie…
    Sì la Cina sta cambiando volto, velocemente, è un paese che sta cercando una sua forma ed è questo forse a spaventarci o a confonferci: la sua natura multiforme, instabile e continuamente bipolare, magma in movimento…
    La questione sulle minoranze etniche è molto complessa, più di quanto non appaia attraverso i soliti canali d’informazione e sarà sicuramente argomento di una puntata su questa rubrica, ma come ho scritto in questo incipit, procederò senza puntare il dito, senza ergermi a mo’ di giudice, senza chiudere gli occhi di fronte alle brutture, ma dove possibile spalancarli al bello…

    @Filippo:
    Grazie per il bellissimo augurio, che sia di buon auspicio per me, per questa rubrica e per tutti coloro tentano il difficile avvicinamento al diverso, in tutte le sue forme.

    萬物負陰而抱陽,沖氣以為和 (cinese classico)

    Le diecimila creature lasciano alle spalle allo yin e rivolgono il loro volto allo yang, il qì infuso le rende armoniose.

  10. andrea zucchi says:

    Ci parlerai anche del mitico cordyceps sinensis, il bruco che diventa fungo, che si dice essere così potente perchè con yin e yang in perfetta armonia..?
    @Gaio
    Come dice giustamente Barbara, bisogna avvicinarsi a popoli lontanti mettendo da parte quello che sappiamo noi da qua, perchè spesso è manipolato…
    Come mi diceva quel cubano, la crisi petrolifera è stata superata grazie alla solidarietà reciproca del popolo e alla visione 30 anni avanti del loro leader. E infatti oggi Cuba ha un piano energetico migliore di qualunque altro stato moderno…
    Viva i popoli tutti, viva la libera informazione

  11. Gaioing says:

    @AZucchi
    Sono d’accordo… per capire gli altri, tra l’altro assai lontani, occorre , per prima cosa svestirsi di se stessi…oppure… come dice Pereira … saper nuotare!

  12. Li Dian says:

    Ma in questa rubrica si parlera’ anche di Taiwan o é argomento taboo?? Middle Age China Girl spero che la tua rubrica ti porti tante soddisfazioni, un abbraccio dall’isola che non c’é!!

  13. Middle China Girl says:

    Cara Li Dian, che piacere! Ci ascolti addirittura da Taiwan! Un taboo??? Sia mai! Su Radio Pereira non ci sono taboo! Anzi, come dicevo ad un amica italiana che abita su di una collina, i suggerimenti sono bene accetti. Potremmo fare un puntata-intervista sulla vita di una studentessa a Taiwan, se ti va! O parlare di qualche scrittrice qui ancora sconosciuta…
    Grazie per essere passata.
    Se ti interessa, il testo della seconda puntata uscirà a giorni, mentre Sabato mattina ore 11 in Italia, va in onda la terza puntata dal titolo “Lanterne Rosse”.
    A presto!

  14. Luca Ricci (李龙康) says:

    Middle China Girl, complimenti! Mi è piaciuto soprattutto l’idea di poter costruire e decostruire concetti e pregiudizi…hai ridato onore alla parola distruzione in questo pezzo, un’accezione positiva. Ma scommetto che ci debba essere un link per riascoltare la rubrica radiofonica, oppure è una rubrica solo a lettere e caratteri?

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