Ci siamo lasciati con l’avventura intrapresa da Leo Fender nella costruzione la prima chitarra e il primo basso elettrici. Già a metà degli anni 50, altre case di produzione di chitarre elettriche si erano messe in affari, tra le più importanti la Gibson e la Gretsch, già famosa produttrice di ottime batterie.

Gold Top.Nel 1954 Orville Gibson si butta nella produzione della chitarra elettrica dopo che un grande chitarrista country degli anni 40 e 50, Les Paul, si presenta a casa sua con il brevetto di un modello solid body. E’ un momento molto importante per il Rock, sta per nascere la prima Gibson Les Paul. In un primo momento, il vecchio Orville mette alla porta il chitarrista ritenendo il suo progetto troppo ardito per una fabbrica tradizionalista e seria come la Gibson (e pensate che solo 6 anni più tardi proprio la Gibson proporrà al mercato la Flying V e la Explorer, due modelli considerati futuristici persino tuttora). Poi qualche giorno dopo Orville richiama Les e accetta fortunatamente di produrre la sua chitarra.

Il cavallo di battaglia di casa Gibson presenta delle differenza sostanziali dalle chitarre di Leo Fender. Mentre le Fender sono più spartane, elementari e relativamente economiche, la Gibson decide di puntare su una produzione di qualità e si posiziona in una fascia di mercato più alta. La Les Paul è meglio rifinita, ha il corpo fatto da due tipi diversi di legno, per migliorarne la timbrica, ha delle chiavette Deluxe, una paletta elegante e in più è d’oro. Proprio così, Orville anche nel colore vuole dare un idea di lusso e raffinatezza e decide di verniciale in “bullion gold“, colore che caratterizza da sempre le Les Paul cosiddette “gold top“.

Inutile dire che dopo pochissimo il mercato si divide in due e così i chitarristi, c’è chi preferisce Fender e chi Gibson. Leo fender per stare al passo con la concorrenza sforna dapprima la Stratocaster, di cui molti di voi avranno sentito parlare pur non essendo chitarristi, il suo modello più versatile e più suonato in assoluto, poi due modelli high end, cioè di fascia superiore, la Jaguar e la Jazzmaster.
Il confronto con la Les Paul però purtroppo non regge e la chitarra di casa Gibson rimane la favorita per chi ha un po’ più di soldi da spendere. Due altre grandi differenze ne giustificavano e ne giustificano tuttora il prezzo più elevato, sono da ricercare nel manico e nel top. Il manico infatti è incollato e non avvitato al corpo e conferisce più sustain al suono, e per sustain si intende la durata della nota. Il top, la faccia superiore, è carved, cioè elegantemente bombata e non piatta come nelle Fender.

Jimmy Page.Ma veniamo alla grande vera innovazione portata dalla Gibson al mondo della chitarra elettrica, l’ humbucker. Humbucker significa letteralmente “eliminatore di ronzio“. Vi ricordate che vi avevo detto che la chitarra acustica microfonata aveva problemi di feedback? Beh ne ha un po’ anche l’elettrica se non ha gli humbuckers. Il microfono normale infatti, che si chiama single coil, o a bobina singola, caratteristico delle Fender, a volumi alti fischia. Orville voleva che la sua Les Paul fosse perfetta e non avesse questo problema, quindi nel 1956 chiede aiuto ad un tecnico elettronico, Seth Lover, per costruire un microfono (pick up) che non avesse il problema del feedback. Così Seth Lover, accoppia due bobine, creando un campo magnetico che elimina qualsiasi rumore di fondo, nasce così l’ humbucker. Ora la les Paul non solo non fischia, ma è capace di avventurarsi in territori sonori nuovi, perchè è diversa anche la timbrica. L’ humbucker è un microfono molto più potente, spinge di più sui mediobassi e manda in drive (distorsione) gli ampli molto prima.

Keith Richards.Siamo già alla fine degli anni 50, la chitarra elettrica è diventata lo strumento preferito dai giovani e non solo. Dopo qualche anno però il rock’n'r roll da musica del diavolo è diventato mainstream, totalmente sdoganato a livello sociale non incarna più la ribellione e la trasgressione dei giovani rockers, che sentono il bisogno di un genere nuovo in cui buttarsi. La fervida creatività tipica della golden age del rock li porta ad abbandonare il classico giro blues utilizzato nel rock’n'roll di Elvis Presley, Little Richard e Jerry Lee Lewis, dando vita al rock vero e proprio nella sua forma più precoce e primitiva, il garage. Perchè garage? Perchè era un genere suonato nei garage appunto, a volumi altissimi da giovani ribelli e senza troppe competenze tecniche. Se vi sembra un situazione un po’ punk non vi state sbagliando, è infatti detto anche “garage punk“.

Nascono in questo periodo pezzi classici come “Strychnine” e “Cinderella” da bands come i Sonics ad esempio, che sono i più conosciuti, quelli passati alla storia, ma di band garage che hanno registrato pezzi di culto ce ne sono a centinaia. Spesso infatti succedeva che 4 ragazzi sconosciuti si facessero accompagnare da una delle loro mamme allo studio di registrazione e registrassero uno dei pezzi garage più coverizzati della storia come “Jack the Ripper” per poi sparire nel nulla.

Bastano pochi anni e avremo 2 modelli di Les Paul, uno più costoso, la Custom, in elegante nero e oro e uno più economico, color sunburst (una specie di giallo che sfuma nel rosso) e la standard, che rimane in produzione per 3 anni: 58, 59 e 60. Oggi proprio questa è la chitarra più desiderabile e costosa che esista, la maggior parte sono chiuse in cassette di sicurezza.

Ora vi saluto e vi do appuntamento ogni Martedì, sempre alle 11 e in replica alle 22 su Radio Pereira.