Riceviamo e volentieri pubblichiamo per via dell’interessante implicazione dei temi di locale/globale artigianale/industriale piccola/grande distribuzione.
Redazione Radio Pereira
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Caro Signor Pereira,
le scrivo da Pesaro per l’onore che mi ha fatto scrivendo di recente del mio spettacolo “A sud di cosa“, con la speranza che vorrà pubblicare queste mie righe ricche di uno sconforto che prelude – spero – ad una qualche forma di resistenza.
Come recita il suo slogan: Resistere al brutto!

Qualche giorno fa ho scoperto – con grande sorpresa –
che il 16 febbraio aprirà una “Libreria Coop” in Corso XI settembre a Pesaro.
La notizia mi ha molto allarmato. Infatti, se la corazzata COOP apre una libreria in una città dove mancano librerie, fa un’opera meritoria e ammirevole e se apre una (strepitosa) libreria a Bologna nell’ex cinema Ambasciatori in concorrenza con altri colossi (Feltrinelli, Melbook store) rimaniamo nel novero dello scontro fra titani… ma se la apre a Pesaro, città in cui le librerie diffuse rappresentano gli ultimi baluardi della vita culturale, ciò significa la morte per soffocamento di numerosi esercizi commerciali che sono un simbolo di questa città, significa la distruzione di un tessuto urbano, culturale e di relazioni di cui questi posti sono stati, negli anni, teatro e culla.

Qualche giorno fa una mia amica scriveva su un giornale locale un articolo bello e nostalgico sulla recente chiusura di un negozio di fiori “
Purtroppo ci accorgiamo del valore di un bene solo quando ci viene a mancare. Se avessi saputo della chiusura di quel negozio avrei fatto di tutto per impedirlo… Avrei anche mobilitato una manifestazione di protesta contro gli uomini che non regalano più i fiori alle proprie donne.

Ecco, non so cosa ne pensa Lei, Signor Pereira, ma non ho voglia di ripetere all’infinito queste esperienze di svuotamento e perdita senza una parola, senza provare a cambiare il processo di divoramento delle città ad opera delle multinazionali.
Spero di non essere il solo ad aver voglia di spendere parole, di partecipare ad una riflessione sul destino delle nostre città sempre più uguali per l’uguaglianza dei marchi delle multinazionali.
In ogni caso io ho già deciso che non mi servirò nella nuova libreria COOP, le librerie di Pesaro non mi hanno mai fatto mancare niente e continuerò ad essere loro affezionatissimo cliente.
Sarò onorato se Lei e qualche Suo lettore vorranno affiancarmi in questa personale resistenza, chissà, magari si potrà creare un Comitato “Salviamo le librerie“…

Andrea Marzi