Everardo Dalla Borsa | Alla faccia della ripresa… – Parte 1

Ripresa economica in Italia.Vediamo di cominciare facendo un pò di storia.
Ne è passato di tempo da quando incontrai Pereira per la prima volta, e pensavo ormai di conoscerlo, ma quando ho saputo che ha messo in piedi una radio – e non di quelle che vanno sull’etere, come un tempo, ma addirittura una su internet – ci son rimasto di stucco! E figuratevi quando mi ha proposto di curargli una rubrica! Io son vecchio, e con la tecnologia ci azzecco poco! Ma lo scopo è nobile, non posso mica esimermi, qui si tratta di resistenza! Si, il vecchio mi ha chiesto di resistere con lui, e io proverò a farlo, nel mio piccolo, nell’unico modo che potrei: tentando di andare aldilà dell’informazione manipolata che ci arriva dai media, portandovi qualche pensiero critico su quel moloch che governa ormai tutto e che io conosco, purtroppo, da vicino: il mostro dell’economia e della finanza.

Salvator Alliende.Devo ammettere che io sono un inviato un pò strano, in questo mondo, ammiratore come sono del socialismo reale di Salvador Allende e, oggi, del boliviano Morales – magari sarebbe più corretto chiamarmi infiltrato, in quegli ambienti lì, anche perchè sono un opinionista, non un economista, e perchè ormai si può dire che ci abito, nella City, a Londra, la capitale storica del capitalismo moderno, nonchè la borsa valori più grande del mondo. E’ un ambiente complicato, quello della finanza, e le notizie che arrivano ai più sono spesso incomplete o fuorvianti. Così cercherò di fare come uno dei figli più illustri di questa città, cercando le prove e gli indizi che tenterò di far parlare per me; il riferimento era a Sherlock Holmes, ma lo ammiro troppo per permettermi anche solo lontanamente di paragonarmi a lui! Però di rubargli il metodo, e la lente di ingrandimento, quello sì! Sono vecchio e quindi un pò lento e logorroico, ve ne siete già accorti, ma adesso cerco di venire al punto.

Sapendo che il mio amico Pereira adesso si è fermato in Italia, comincerò da qui, la mia ricerca e analisi dei fatti, da quella che poi è anche la mia vecchia patria… So bene che laggiù c’è un problema, di informazione, con mezza stampa in mano ad un sol uomo – che nientemeno fa il premier – e allora proverò a darvi qualche elemento che sicuramente le sue televisioni non si sognano neanche di riportare! Così magari ci si comincerà a render conto che quella che sta raccontando, invero con la buona compagnia di molti suoi colleghi in giro per il mondo, è solo una favola, e neanche tanto ben raccontata…

Maurizio Pallante.Sto parlando della fiaba della fine della recessione, della più terribile recessione dalla crisi del ‘29, che ha riportato l’economia del mondo intero a decine d’anni fa, lasciando dietro di sè ovunque milioni di persone senza lavoro e senza denari, spesso anche senza una casa.
Ebbene il caro Silvio Berlusconi, con le sue schiere di ciambellani di corte, si ostina a raccontare che la crisi sta finendo, e che bisogna stare fiduciosi e contenti, perchè tutto tornerà come e forse meglio di prima. A patto però che ci si rimetta a spendere e consumare! Certo lo fa con un nobile intento, diciamo così (sic), quello di riportare la fiducia nel sistema sperando di rimetterlo in moto, ma non sarebbe forse meglio consigliare ai cittadini di provare a cambiarlo, questo sistema, invece di ributtarsi a capofitto nello stesso consumistico pozzo senza fondo di prima? Una volta che ero lì in Italia ho potuto ascoltare un certo Maurizio Pallante, un bravo saggista che ha svolto, mi risulta, anche consulenze per il Ministero dell’Ambiente sull’efficienza energetica. Parlava di un concetto nuovo, molto interessante, che chiama Decrescita Felice: teoria molto semplice, che postula la necessità di uscire dal sistema consumistico che spinge solo a produrre ad oltranza a discapito di tutto. Che cominci a diffondere quella, di filosofia, se ha a cuore il suo popolo, il premier dai grandi tacchi! Invece di parlare di partito dell’amore, e di dare dei disfattisti a chi, come me, mette in guardia sul pericolo finanziario tutt’altro che passato!

Ci vedete voi dell’ottimismo, in una situazione in cui l’Italia è vicina ai parametri dell’Argentina al momento del collasso? Questa dovette impugnare il suo debito, ovvero congelare i bond ( le obbligazioni, praticamente i prestiti che un soggetto, pubblico o statale, chiede al mercato, tanto per capirci) smettendo di pagarli, per poi rinegoziarli ad un valore molto più basso. E lo fece che il suo rapporto debito pubblico\pil superava di poco il 120%. Significa che il debito pubblico aumenta ad un tasso di gran lunga superiore alla ricchezza prodotta dallo stato. Ebbene recentemente si è trovata nelle stesse condizioni la Grecia, che è infatti a grave rischio di default, di fallimento, cioè di non pagare più i suoi debiti, i suoi bond. Alla Spagna è stato abbassato il rating sul debito, ovvero è stata valutata più a rischio di non rimborsarlo! L’Ungheria addirittura poco tempo fa ha dovuto chiedere un prestito al Fondo Monetario Internazionale, come anche l’Islanda e l’Ucraina, che non li ha neppure avuti, i 2 miliardi richiesti. In questo desolante scenario non crediate che l’Italia stia molto meglio, essendo una delle nazioni con le finanze più disastrate, col debito pubblico più pesante, che si aggira poco sotto i 2mila miliardi di euro (avete capito bene? quasi 4 milioni di miliardi delle vecchie lire) e col suddetto rapporto debito pubblico/Pil intorno al 112%, come stimato dall’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) , una delle fonti più autorevoli in economia.
In queste condizioni, i tromboni di Stato ci dicono di stare tranquilli, perchè la crisi sta passando, e a breve si comincerà a rivedere una bella ripresa…
Ma secondo voi, come sarà poi il 2010? Proveremo a ipotizzare qualcosa insieme nella prossima puntata…

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